Paura di ricevere

Giuseppina

Salve, ho 24 anni e la mia vita è abbastanza movimentata: sono cresciuta con un gruppo di amici molto solido che per me significava vita, e tutt'oggi quando riesco, mi piace frequentare alcuni di loro. Ho due genitori sfuggenti, per questo sono abituata a chiedere e dare io delle attenzioni piuttosto che riceverle. Sono sempre la prima a chiamare chiunque, a perdonare e soddisfare i bisogni degli altri, soprattutto nelle relazioni con i ragazzi.

Due episodi hanno scandito la mia vita: la mia migliore amica che frequenta il ragazzo del quale ero perdutamente innamorata, e far finta assolutamente di nulla e di essere una grande sostenitrice di questa relazione, e l'aver lasciato incompiuti due percorsi universitari solo perché avevo paura a sostenere gli esami.

Ad oggi sono un fascio di nervi, perché credo che per me non esista l'amore vero, che non esista in me la forza per studiare e intraprendere la carriera della mia vita, e che mai possa io ricevere le attenzioni che ho sempre dato.
Grazie per l'attenzione, il mio voleva essere solo un piccolo sfogo.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Giuseppina, c’e’ Qualcosa che la porta ad esporsi, a mettersi in secondo piano, a svalutare se stessa ed i propri desideri e a non raggiungere le proprie mete (esami) sabotandosi mediante ansia e timori e sopravvalutazione degli altri.

Tutti aspetti che motivano uno spazio psicoterapeutico attraverso il quale elaborare le problematiche che molto probabilmente hanno origini lontane e che si protraggono da tempo.

Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia con uno psicologo, specialista in psicoterapia.

Sono a sua disposizione se lo desidera

 

Dott.ssa Daniela Benedetto

Dott.ssa Daniela Benedetto

Roma

La Dott.ssa Daniela Benedetto offre supporto psicologico anche online

Gentile Giuseppina,

ho colto nelle righe che hai scritto sia il tuo bisogno di sfogarti sia un stato di malessere emotivo. Quest'ultimo mi sembra di capire sia legato ad un vissuto di sacrificio continuo che senti di dover compiere per gli altri, senza mai ricevere altrettanto. Mi sembra di cogliere un velo di tristezza e paura della solitudine; percepisci i genitori e le persone come "sfuggenti", e di conseguenza ti senti costretta a rincorrerle e farle contente pensando al loro bene, pur di averle vicine a te. Tuttavia, penso che questo continuo sacrificarti per gli altri comporti una mortificazione dei tuoi bisogni e desideri, facendoti diventare come tu ti definisci "un fascio di nervi".

Rispetto all'ambito universitario, andrebbero approfondite quelle dinamiche psico-emotive (ansia? paura del fallimento? paura di non trovare appoggio dai genitori sfuggenti? scelta universitaria spinta da altri e non da te stessa?) che ti hanno in qualche modo bloccato nel tuo percorso. 

Potresti rivolgerti ad un professionista al fine di approfondire questi tuoi vissuti, il significato che essi hanno nella tua vita: da dove nasce questo bisogno di soddisfare sempre i bisogni degli altri a discapito dei tuoi? Da dove nasce questa tua rappresentazione "se non soddisfo i bisogni degli altri mi accadrà qualcosa di negativo?".

Prova a pensarci su, resto a disposizione,

un caro saluto

 

Cara Giuseppina, non credi che sia arrivato il momento di iniziare a vivere la vita in prima persona e non fare da spettatrice a quella degli altri?

Il dare in modo compulsivo all'altro denota mancanza di amore per se stessi, perchè è un dare volto a ottenere quote d'amore, come se un amore pieno e totale tu non lo meritassi nella tua vita. Questa è una distorsione del vero amore, che implica l'apertura del cuore, il donare per il piacere di farlo senza calpestare se stessi, e quindi il sentire di poter ricevere amore allo stesso modo in cui si da.

Per avere l'amore vero devi indirizzare tutte le tue energie verso te stessa, riscoprirti, sconfiggere le paure, trovare i tuoi desideri e andare avanti per realizzarli. La paura ti sta bloccando e non ti permette di vedere il tuo valore, se lo riscoprirari inizierai a brillare di luce tua, senza che siano gli altri a regalarti un pò della loro. Forse qualcuno dei tuoi amici lo perderai per strada, ma sarà meglio così, perchè chi se ne andrà col tuo cambiamento non ti voleva realmente bene!

Ti consiglio di intraprendere un percorso di sostegno psicologico per riscoprirti e lavorare su di te in questo senso, sei giovane e hai una vita felice che ti aspetta, non perdere tempo, inizia subito a ricevere aiuto per realizzarla!

In bocca al lupo

Dott.ssa Gloria Baisini

Dott.ssa Gloria Baisini

Brescia

La Dott.ssa Gloria Baisini offre supporto psicologico anche online

Buonasera, leggendo la sua email appare chiaro subito il problema: lei sembra annullare se stessa per gli altri, provando una profonda rabbia verso se stessa. Si è annullata in famiglia, si è annullata nella relazione d'amore, si annulla con gli amici e si è fatta fuori anche per il percorso universitario per ben due volte. Ciliegina sulla torta: si annulla anche nella richiesta di aiuto dicendo che è giusto un piccolo sfogo. Ci sarebbe da capire perchè pensa così tanto di non valere, di non avere diritto ad intraprendere (in senso lato). Potrei affermare che l'origine risale ai suoi rapporti significativi con due genitori sfuggenti, ma onestamente sarebbe piuttosto banale e inoltre anche profondamente falso. Io credo piuttosto che sia lei a sfuggire dalla sua vita chiedendosi continuamente: come posso piacere agli altri piuttosto che porsi l'unica domanda che conta.

La domanda è: come posso piacere a me stessa? quali sono i miei obiettivi? Cosa desidero si realizzi per me?

Spero possa esserle di aiuto la mia riflessione.

Cordiali saluti.

 

Carissima a volte cio' che la vita non da' automaticamente ci spinge ad elemosinare o ad accontentarci. Ma come vedi non e' un modo risolutivo perche' mangiamo solo briciole rimanendo sempre affamati. Il fatto che tu non abbia ricevuto adeguate attenzioni non ti ha consentito di fortificarti nell' autostima. Se mamma per es. ti avesse guardata con orgoglio mentre imparavi ad andare in bici...oggi forse faresti delle belle gare! E allora come si fa? chi non ha avuto non puo' piu' avere? assolutamente sì che puo'. Devi imparare attraverso un percorso terapeutico...ad attenzionarti tu per prima...attraverso una figura di sostegno sperimentare quelle attenzioni divenendo tu genitore di te stesso e uscendo fuori dal guscio del falso sè che ti fa tacere o chiudere alle esperienze della vita: l' amore, la realizzazione negli studi, l' amicizia e il rapporto genuino con i tuoi. L' amore esiste. E' una realta' tutta da vivere e costruire a prezzo di rimanere a volte delusi. La tua negazione afferma in realta' il bisogno. Tu hai bisogno di amare e se segui i tuoi bisogni volerai. I bisogni sono ali dell' esistenza. se li reprimi sei come un uccellino in gabbia. Sperimentali vivili. Cio' che e' stato e' stato. Adesso vai avanti e con nuove convinzioni troverai altro.