Autostima

Perchè io mi lascio solo trascinare?

Claudia

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Buon giorno a tutti, sono una donna di 39 anni e mi trovo qui a parlare di un malessere che mi porto dentro. Ho affrontato negli ultimi anni gravi malattie dei miei familiari, avendone cura e dando tutta me stessa, stessa cosa ho fatto nel lavoro e per chi amavo. Attualmente ho ricevuto una grande delusione in una storia,durata poco, che non è mai andata bene, ma mi rendevo conto che invece di troncarla continuavo a cercare solo la forza di farla funzionare. Ora è stata l'altra persona a troncarla poiché in una crisi sua interiore e io non tiesco a capire questo senso di vuoto che ora ho dentro. Non ho voglia di fare nulla, mi rendo conto che prima ancora di questo ultimo evento era cosi...sempre una grande teistezza dentro, sempre a cercare che gli altri fossero felici, ma non io...ho lasciato che qualcosa di brutto entrasse dentro di me. Ora mi rendo conto razionalmente che è finita semplicemente una storia breve che comunque non funzionava, ma io mi sento davvero il buio dentro. Perché mi guardo intorno e tutti sembrano sapere cosa vogliono? Perchè gli altri sanno prendere decisioni drastiche e troncare le cose e io mi lascio solo trascinare? Grazie mille per l'attenzione.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Claudia

non mi sembra che la questione del suo malessere sia legata al fatto che lei si lascia trascinare, quando una relazione sentimentale finisce conta ben poco chi la interrompe in quanto questo appartiene alla dinamiche della coppia. Colgo dal suo breve scritto che il suo malessere sia collegato, oltre che alla perdita recente, all'idea di non sapere dare una direzione alla sua vita ed al non sapersi dare e perseguire degli obiettivi. Provi un percorso di coaching, cioè proprio un lavoro su obiettivi. Visiti il sito coaching Latina e potrà avere maggiori informazioni. Mi faccia sapere cosa ne pensa

Gentile Claudia,

sembrerebbe essere una persona molto generosa, forse troppo. Forse l'equilibrio tra rispetto dei diritti altrui e propri è un po' troppo spostato a favore dei primi. Se così fosse dovrebbe imparare ad essere più assertiva, ovvero a comportarsi in modo che i diritti di cui sopra siano ambedue contemperati.

Uno psicologo psicoterapeuta può aiutarla in questa ricerca, come anche nel capire i motivi profondi che hanno portato alla recente rottura e aiutarla a trovare strade più soddisfacenti.

Cordiali saluti

Gentile Claudia,

leggendo le sue parole ho subito avuto l'impressione che fosse una persona molto sensibile e attenta alla felicità/benessere di quelli che la circondano. Questo atteggiamento, a lungo andare, fa sentire soli e insoddisfatti perchè soddisfare gli altri è gratificante, ma anche faticoso e sopratutto rimane in ombra una parte fondamentale, quella su cui si dovrebbe invece focalizzare: se stessa. Cerchi di pensare alla sua felicità, ai suoi bisogni e ai modi che possiede per vivere bene, certo mi rendo conto che da sola non sia facile e che la tristezza che prova in questo momento sia grande, ma se prova a volgere lo sguardo all'interno, invece che all'esterno, potrà sperimentare quel cambiamento di prospettiva che le serve.

Gentilissima,

quando si ha troppa paura del cambiamento e della sensazione di "perdita" che esso comporta si lascia che siano gli altri a decidere al posto nostro. Le sarebbe di enorme aiuto cercare di usare tutta questa tristezza che ha dentro per divenire più consapevole di sè, delle sue difficoltà e delle sue risorse: perchè non chiede un consulto ad uno psicoterapeuta della sua città?

Un caro saluto 

Salve in merito alle sue domande, per trovare delle risposte ed analizzare approfonditamente la sua posizione le consiglio di rivolgersi ad un collega della sua città e di intraprendere un percorso privato. La terapia personale potrà aiutarla a comprendere meglio sè stessa e quindi a capire cosa desidera e come ottenerlo. Può sostenerla ed aiutarla in questo periodo di cambiamento dovuto alla fine della sua relazione ed aiutarla ad uscirne diversamente da come lei racconta. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Claudia leggendo la tua lettera mi sono fermata  su le tue seguenti affermazioni:”senso di  malessere che mi porto dentro”  -  “non riesco a capire il senso di vuoto che ho dentro di me”  -  “ho lasciato che qualcosa di brutto entrasse dentro di me”. Queste tue tre espressioni racchiudono la tristezza, la stanchezza ed il periodo depressivo che stai vivendo!! Forse slatentizzato dalla delusione dell’ultima relazione affettiva. Ti sei impegnata molto  per gli altri  sia sotto l’aspetto fisico che soprattutto quello emotivo/affettivo e forse ora hai un po’ esaurito le tue risorse!!

Per poter capire meglio la tua problematica personale dovrei avere alcune informazioni storiche della tua vita  (infanzia – adolescenza).

Tuttavia ritengo che tu abbia necessità di  un periodo di relax in cui ritrovare te stessa, cercando di fare cose diverse dal solito; cose che non hai mai fatto in vita tua!!  Camminare a lungo; correre nel parco; ballare (o andare a scuola di ballo); yoga; pilates; cinema, teatro, dipingere etc. scegli tu  ma impegnati in cose nuove e che ti possano soddisfare!! Vedrai che a poco a poco la nebbia svanirà e forse le tue sensazioni ed mozioni saranno più chiare e più forti e ti aiuteranno a vedere la  strada da percorrere!! Non sottovalutare questa prescrizione terapeutica perché ti assicuro funziona. Con i miei auguri ti saluto cordialmente.

 

 

 

Neanche il nome, non ti concedi di mettere neanche il tuo nome e nonostante ciò prevale fortemente il tuo essere o forse direi il tuo non essere.

Mi sembri legata all 'idea di come gli altri mi vedono e di come posso fare per soddisfare e curare i bisogni degli altri. 

Amici, lavoro. Famiglia un esercito di richiedenti e tu sola a rispondere a mille domande dimenticandoti di te. Giorno dopo giorno ,certo che si crea "qualcosa di brutto dentro di te".  La generosità D animo e' una gran dote e come tale però non va sprecata, ne l'ostinazione a vedere fuori da se, quindi a non vedersi dentro paga a lungo termine.

Tu ci stai dicendo questo, ma non ti concedi di dire che stai male, che è normale che sia così, che forse non ti va più di fare sempre la brava ragazza ma che non sai fare diversamente. Non chiederti come mai gli altri.....ognuno al prorio dolore anche se viviamo nel mondo " dell'obbligo alla felicità ", stai iniziando a pensare a te, bene....continua chiedi aiuto a chi vuoi, ma qualche incontro con un buon addetto a i lavori non lo escludere. Prendersi cura di se per alcune persone e più difficile.

Buon inizio

Cara Claudia,

ha affrontato un periodo di impegno e di dedizione verso i suoi  familiari senza trascurare il suo lavoro. E' probabile che le energie investite per portare a termine i compiti imposti abbiano causato  un disturbo depressivo che  determina  il senso di vuoto di cui parla accompagnato dalla tristezza per la quale vede il buio attorno a Sé. Le indicazioni di cui scrive non sono però sufficienti per formulare una diagnosi per cui  Le consiglierei  di concedersi un po’ di riposo, di dedicarsi  del tempo libero e di cercare i lati positivi della sua persona che in questo momento tende a non vedere. Inoltre per formulare brevemente una risposta  alle sue domande  ricordi  che seguendo le indicazioni di Jung esistono due tipi generali: introversi ed estroversi che si distinguono per il  particolare atteggiamento contrastante, la loro diversità esprime la ricchezza della psiche ma non rende l’uno migliore dell’altro. Le auguro una buona giornata!

Cara Claudia, cosa le fa pensare che gli altri sappiano sempre cosa vogliono nella vita? avere dei dubbi, farsi delle domande su ciò che si vuole dalla vita è segno di una profonda responsabilità verso se stessi. Tutte le persone consapevoli devono darsi la possibilità di avere dei dubbi. Prendere delle decisioni non è tanto facile, ma questo non dipende dalla sua incapacità. La sua storia probabilmente le ha insegnato che bisogna essere sempre sicuri nella vita, che per essere maturi bisogna sapere scegliere ed essere sicuri delle proprie decisioni, ma non è così. Questi pensieri fomentano solo il senso di colpa e di insoddisfazione dentro di lei, senza aiutarla a chiarirsi le idee.  Da quanto ha raccontato nella sua vita ha aiutato tante persone in difficoltà  e non credo che, una persona che si "lascia trasportare" , sappia aiutare le persone. Per essere di sostegno a qualcuno durante la malattia bisogna essere abbastanza centrati sulle scelte e decisioni da prendere.  Interrompere una relazione non è cosa semplice, probabilmente anche il suo partner ha sentito che la storia stava diventando complicata e ha soltanto preceduto ciò che lei stava meditando ancora...  Il buoi in cui ora si trova è tipico di quei momenti di passaggio tra una fase e l'altra della vita, in cui si vede ancora la luce del passato, ma è troppo presto per vedere l'uscita... è alla ricerca di un nuovo equilibrio, è naturale sentirsi "persi". Se intorno a lei non riesce a vedere nessun punto di riferimento, credo sia utile prendere un appuntamento con uno psicologo che possa accompagnarla in questa fase del ciclo di vita. Cordiali saluti

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