Autostima

Problemi con la figura materna

erica

Condividi su:

Buongiorno,
Sono una ragazza di 22 e vi scrivo perché sto passando un periodo di grande conflitto interiore. L'origine di tutti i miei problemi è mia madre. È sempre stata molto presente, fin troppo, e molto apprensiva. Quando sono nata ha smesso di lavorare per accudirmi 24 h su 24. Il mio rapporto con lei è sempre stato simbiotico , nel bene e nel male. I primi problemi si sono presentati a scuola. Ho fin da subito mostrato interesse per lo studio prendendo voti alti e guadagnandomi gli apprezzamenti degli insegnanti. Mia madre tuttavia, perfezionista com'è, voleva sempre di più. Se prendevo un voto leggermente più basso del solito, mi chiedeva come mai, mi chiedeva il perché non avevo studiato abbastanza e quanto avevano preso gli altri compagni. Qualsiasi voto prendessi non era mai abbastanza e io mi sentivo frustrata per questo e in colpa per averli delusi. Ho iniziato a identificare il mio valore come persona con i voti. Iniziai ad avere ansia da prestazione, tanto che alle medie e primi anni di liceo vomitavo la mattina dell'interrogazione e non riuscivo a fare colazione. Mentivo riguardo ai voti che prendevano gli altri. Ero felice solo quando prendevo voti alti e mi chiudevo in casa ore e ore per studiare e dare il meglio di me alle verifiche. Il mio unico obiettivo era non deludere i miei genitori.

Giunta all'Università avevo ormai imparato a gestire meglio la mia ansia e avendo più tempo libero, iniziai ad uscire di più. Ho avuto tre fidanzati in tutta la mia vita , di cui uno è quello attuale. In tutte e tre le relazioni mia mamma si è sempre impicciata molto. Le ho sempre raccontato tutto (eccetto la mia vita sessuale che in famiglia era considerata tabù) e lei alla minima cosa criticava il ragazzo in questione dicendo che non era adatto per me, che dovevo lasciarlo, che mi usava. Mi ha sempre riempito la testa di questi pensieri negativi, senza permettermi di gestire da sola la mia relazione.

Attualmente sono fidanzata da un anno con un ragazzo meraviglioso, di cui sono molto innamorata e che francamente, si è sempre comportato bene nei miei confronti. Nonostante ciò, lei dice che non è fatto per me, che a 24 anni non ha ancora un lavoro serio, che mi usa, che ogni volta commetto gli stessi sbagli. Le stesse pretese che aveva riguardo al mio rendimento scolastico le ha ora sulla mia vita privata. Vuole la perfezione per me e pensa che nessuno dei ragazzi che scelgo sia alla mia altezza. È una persona molto autoritaria, vuole che tutto sia fatto come dice lei e per questo motivo litiga giornalmente con mio padre. Riempie di regole la mia e la sua vita, minando la nostra libertà e al primo sgarro si arrabbia furiosamente. Mi aspetta sveglia ogni volta che esco di sera (nonostante io abbia 22 anni) e quando esco in settimana mi da il coprifuoco a mezzanotte (anche quando il giorno dopo non ho lezione) perché vuole dormire. Io spesso sgarro e lei a volte si arrabbia cosi tanto che si deve sforzare di non arrivare alle mani e non mi parla per giorni accusandomi di essere egoista (vorrei soltanto vivere serenamente la mia vita).

Non vuole che dorma una notte fuori col mio ragazzo, perché secondo lei devo fare sesso solo col ragazzo che sposerò. Nonostante le sue idee rigide io ho una vita sessuale serena con il mio attuale ragazzo, ma trovo assurdo che per lei sia sbagliato avere questo tipo di esperienze con la persona che si ama. Lei è una persona tutta doveri e niente piaceri e sta trasferendo questo suo modo di fare a me. I miei problemi di scarsa autostima e di ansia sono dovuti al suo modo di educarmi.

La mia paura è di non riuscire mai a liberarmi da questa morsa e soprattutto, ho il terrore di diventare un giorno come lei. Nonostante tutto ciò sono molto legata a lei, parliamo molto, ma purtroppo è un rapporto di amore-odio e il conflitto è sempre dietro l'angolo. Di carattere sono molto disponibile e accondiscendente, non amo lo scontro, ma con lei divento ribelle ed aggressiva. Non accetta compromessi e vuole avere il totale controllo della mia vita. Mi scuso per essermi tanto dilungata, ma ho cercato di dare un quadro abbastanza ampio della mia situazione.

Spero ci siano abbastanza spunti per ricevere qualche utile consiglio da voi. Grazie dell'attenzione

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Erica,


effettivamente il rapporto con tua madre sembra presentare delle criticità...il rapporto simbiotico che sembra caratterizzare la vostra relazione è sempre un' arma a doppio taglio poichè si basa su una sorta di patto o ricatto emozionale che implica da parte tua l'accettazione delle sue richieste esplicite od implicite, pena la perdita del suo amore e della sua approvazione....questa modalità di dipendenza si sviluppa nell'infanzia, poichè ci consente di mantenere un legame con l'oggetto d'amore, ma va abbandonata in età adulta, poichè rischia di renderci infelici ed intrappolarci.


In tal senso credo sia utile per te e la tua crescita, intraprendere un percorso che ti aiuti nel ritrovare la tua identità, iniziando a sganciarti dalle trappole in cui sei attanagliata...iniziare a comprendere ciò che tu desideri per la tua vita, i tuoi interessi, i tuoi talenti e le tue fragilità, accettando l'idea di dovere deludere tua madre per ritrovare te stessa....sei ancora giovane e con l'aiuto di un esperto avrai la possibilità di emanciparti dai modelli che hai interiorizzato per ritrovarti.....in bocca al lupo per questo viaggio

Salve Erica, il processo di crescita è lungo e tortuoso. Dobbiamo trovare il modo giusto di stare con noi stessi, con gli altri, mediando quelli che sono stati i modelli genitoriali, con il modo in cui noi vogliamo e sentiamo di doverci comportare. Da quello che mi racconti, hai avuto una madre severa ed esigente, che ti portava sempre ad un confronto con gli altri, alimentando la tua insicurezza. Ci sarà sempre uno/a più brava, più bella, più simpatica e via dicendo. Quello che a mio avviso è importante, è cercare di essere sè stessi, trovando dentro di sè la spinta a  fare,  per poi avere una giusta gratificazione. So che quello che stò dicendo non è facile da raggiungere, ma magari cercando di non raccontare tutto a tua madre, le darai meno l'oppurtunità di criticarti.


I genitori troppo amici dei figli, secondo il mio punto di vista, non fanno un gran servizio agli stessi, perchè l'amicizia è una cosa, il rapporto genitoriale deve essere un'altro.


I figli hanno bisogno di figure autorevoli, non autoritarie, nè troppo critiche, per cimentarsi proprio in quello che è il processo di crescita.


Spero che troverai presto l'equilibrio tra queste istanze.


Buona Vita!

Gentile Erica,


purtroppo, come lei stessa ha rilevato, la notevole rigidità di sua madre può effettivamente averle procurato qualche problema di insicurezza, ansia da prestazione ed insufficiente autostima. Tuttavia ora lei ha un'età adeguata per iniziare ad apprezzare anche quelli che possono essere alcuni lati positivi della rigida educazione ricevuta e cioè il senso del dovere e di responsabilità, nonchè la prudenza nelle relazioni sentimentali e sessuali.


Non si può negare che i piaceri nella vita siano importanti, ma dovrebbero essere inseriti in un contesto di autonomia e di autorealizzazione personale, che lei non ha ancora raggiunto.


Pensare di poter diventare come sua madre è un errore causato dall'insicurezza, come pure è un errore la mancanza di tolleranza di piccole frustrazioni, che la spinge ad essere ribelle ed aggressiva e quindi incapace di avere con sua madre un dialogo più tranquillo e costruttivo, restituendole con garbo certi suoi eccessi.


Pertanto, onde migliorare la sua capacità di interagire positivamente con sua madre (ma anche con altri interlocutori), è consigliabile per lei un percorso di psicoterapia.


Cordiali saluti.


Dr. Gennaro Fiore


medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno). 

Gentilissima Erica
grazie per aver raccontato la sua storia, ha fatto bene ad esporre quello che prova riguardo alla situazione che sta passando.
Effettivamente sta vivendo una situazione complessa, data la sua giovane età necessita di una giusta distanza anche dalle persone a cui vuole più bene per sviluppare il suo sè. Non si senta in colpa di questo ed anzi ricerchi continuamente esperienze che possano farle "spiccare il volo", per intenderci.
Lei è una donna e diciamo che questo passaggio, dall'adolescenza all'età adulta, nei familiari provoca sempre qualche turbamento.
Bisogna relazionarsi al figlio come ad un adulto e questo per i genitori non è facile.
Comprendo la sua preoccupazione per il futuro quando parla di " ho il terrore un giorno di diventare come lei" e qualora fosse in futuro interessata, un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a verbalizzare le sue emozioni riguardo a tali vissuti. La consapevolezza in questi casi può essere un ottimo aiuto. Spero di esserle stata utile buone cose


 

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Autostima"?

Poni la tua domanda agli esperti

Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Ogni giorno verranno selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Non tutte le domande pervenute verranno evase.

invia domanda

Domande e risposte

Paura di ricevere

Salve, ho 24 anni e la mia vita è abbastanza movimentata: sono cresciuta con un gruppo di ...

5 risposte
Ho paura di me stessa e del mio futuro

Non so cosa mi capita. Sempre più spesso penso al suicidio, anche se non voglio morire, vorre ...

6 risposte
RIFIUTO AD USCIRE

Buongiorno, ho un figlio di 16 anni che si rifiuta ad uscire e preferisce giocare con la playstatio ...

2 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.