Autostima

Sono stanca, non trovo l’uomo giusto e mi sento patetica

Silvia

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Scrivo in un momento di sconforto totale. Sono appena tornata da una vacanza alle Canarie, fatta soprattutto perché mi sentivo stanca e con la speranza mi sollevasse il morale da questo anno pesante. In realtà sto peggio di prima, in isolamento e a lavorare da casa, ancora. Dall’inizio della pandemia sono successe tante cose. Ho finalmente chiuso una relazione che non mi interessava, ho ripreso i contatti con quello che pensavo fosse l’uomo della mia vita, siamo riusciti a vederci qualche volta per poi constatare che crescere divisi per 6 anni ci ha ovviamente portato ad essere delle persone diverse. Lo dico abbastanza serenamente ora, ma ad Agosto è stato un trauma, non mangiavo e non dormivo e mi svegliavo urlando. Nei mesi successivi mi sono un po’ ripresa e ho provato a conoscere persone online e non, ma si sono rivelati dei disastri. Il primo mi ha illusa e presa in giro, umiliandomi quando gli ho chiesto spiegazioni per il suo comportamento incoerente. C’è stato un altro ragazzo che mi piaceva, con il quale avevo chiarito che non mi interessavano le storie di solo sesso, ma che appunto una volta ottenuto quello mi ha fatto capire che non voleva altro. Io non capisco perché devo far girare la mia vita attorno alle relazioni, non riesco a svincolarmi dall’idea che devo essere amata da qualcuno. E si, leggo continuamente che devo essere io ad amarmi per prima, ma sono così stanca..ho 30 anni, vivo da sola, sono una bella ragazza con un bel lavoro, parlo 5 lingue, sono una persona interessante e non capisco come io non possa destare interesse in un uomo per costruire una relazione. Mi si legge forse in faccia il bisogno di affetto, il che è penoso?
Ho continui flash in cui mi vergogno per aver detto qualcosa di patetico, scoppio a piangere appena penso ‘sono stanca’.
Sono stanca di vivere così, dell’apprensione, della mancanza di voglia di fare in ambito lavorativo (della quale do la colpa al mio malessere), dei continui pesci in faccia, di essere minimizzata e anche di fare la vittima. È una stanchezza di tutto. Cucino e poi non mangio. Do la colpa all’isolamento per non poter andare a giocare a tennis o fare sport, allora non faccio neanche la doccia che tanto non mi vede nessuno.
Passo dall’idolatrarmi per quanto io sia bella e brava, al provare disgusto per tutto quello che faccio e sono.
Non so bene quale sia la mia domanda, forse: cosa devo fare per non stare più così? Banale il giusto.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissima Silvia, la sua stanchezza e lo sconforto che sta vivendo sono molto comprensibili: lei con coraggio ha preso in mano la sua vita, cercando una vacanza prima e poi chiudendo un rapporto che non la soddisfaceva, per cercare quello che credeva potesse essere ciò di cui aveva bisogno. Probabilmente, questo rapporto si basava su un ricordo del passato e c'era in lei l'idea di poter rivivere ancora quel passato. E i successivi tentativi di conoscere altre persone, non andati a buon fine, l'hanno delusa e scoraggiata ancora di più. Anche questo è comprensibile ma sembra che lei viva la delusione e l'insuccesso ripiegandoli contro se stessa, vergognandosi per ciò che ha detto o non avendo più speranza che ci possano essere altre opportunità. Le servirebbe probabilmente da chiarire l'aspetto interiore, ossia come gestisce appunto le delusioni, le amarezze, gli insuccessi e come mai "non riesce a svincolarsi dall'idea di dover essere amata da qualcuno". Essere amati e godere di una relazione è un bisogno di ciascuno, ma far dipendere il proprio benessere da essa è un rischio perchè non dipende solo da lei trovare e vivere una relazione. Sicuramente una via per stare meglio c'è, deve crederci ed eventualmente affidarsi a qualcuno che la aiuti a trovarla.


Le auguro un "in bocca al lupo"!

Ciao Silvia!


ho guardato quanti anni hai perché dal tuo sfogo pensavo fossi una 40/50 enne delusa dalla vita é dagli incontri.


Hai solo 30 anni! Accidenti, sai 5 lingue, sei giovane, bella, autonoma, bel lavoro...


Vien da chiedersi: cosa vuoi di più? Vuoi una relazione. La cerchi con insistenza come fosse una ragione di vita, come se tu esistessi solo se accoppiata con qualcuno.


Ma l’amore non si cerca, non c’è una ricetta. Ognuno percorre il proprio progetto di vita con i propri obiettivi.


Non si possono imbrigliare o condizionare persone x soggiacerle al nostro volere..


Legittimo il desiderio ma ci vuole l’altro x realizzarlo e ora non c’è.


Fattene una ragione: lavora su te stessa, segui i tuoi progetti, coltiva amicizie e frequentazioni senza  cercare di manipolare le persone. Sarà l’amore a scovarti e a distoglierti dalle tue attività.


Succede, credimi! Hai solo 30 anni, tutta la vita davanti...


Non arrenderti! Cerca di essere la migliore amica di te stessa e vedrai qualcosa cambierà, quando meno te lo aspetti.


Un abbraccio e un grande “in bocca al lupo”,


dott.ssa Patrizia Tombaccini 

Salve,


ho letto la sua lettera, sembrerebbe che lei sia molto severa con se stessa e, dalla descrizione che dà della sua situazione, sembrerebbe configurarsi un quadro depressivo, con bassa autostima e dipendenza affettiva. Sarei curioso di sapere se le relazioni di coppia, che ha instaurato in passato, siano state state diverse o si siano sempre assestate sulla medesima dinamica. Basare la propria realizzazione personale su una relazione è rischioso, in quanto, se le cose non vanno poi nel verso desiderato, potremmo ritrovarci sguarniti e senza difese in balia di fluttuazioni emotive, con abbassamento del tono dell'umore e calo dell'autostima. Le consiglio caldamente di intraprendere un percorso di terapia individuale, senza esitare, in quanto il tempo è sempre un fattore prezioso che non aspetta l'esitazione. 


Cordialmente


Dott Marco Maiani Psicologo-Psicoterapeuta 

Cara Silvia,
grazie per aver condiviso ciò che in questo momento stai provando. Mi sembra di avvertire dalle sue parole la solitudine che sta provando e la stanchezza del permeanere di questa situazione di isolamento.


È Una situazione pesante, si conceda il diritto di essere infelice e di esprimere ciò che prova. Avere una momentanea difficoltà non implica debolezza.


Si chieda cosa la aiuterebbe a star meglio, provi a sentire parenti o amici, o in alternativa provi a rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta per un consulto


Un saluto 


dott.ssa Maria Chiara Paladini 

Cara Silvia, vi è in questo momento una coltre di insoddisfazione generale in tutte le aree della sua vita, espressa efficacemente dalla frase "sono stanca". La sua psiche le sta dando un segnale importante e le comunica che urge un cambiamento di rotta e prospettiva.  


E' necessario svincolarsi da un modo disfunzionale di pensare e forse questa sua crisi può, se ben orientata, produrre un cambiamento positivo nella sua visione di sè e del mondo attorno a sè. Reagisca affrontando un percorso psicoterapeutico che l'accompagni nel cambiamento di prospettiva; il processo di costruzione di sè dura tutta la vita ed evolve continuamente, purchè sappiamo cavalcare i segnali con un pizzico di intraprendenza e fiducia nelle ns personali risorse. Per questo, questo periodo apparentemente negativo, potrebbe, se ben utilizzato, portare ad una crescita personale e maturativa notevole. Ci rifletta. Un caro saluto


Resto a disposizione per approfondimenti negli studi di Padova, Feltre e anche online


Dr.ssa Daniela Benvenuti 

Gentile utente,


capisco la sua stanchezza, i suoi dubbi, il periodo che stiamo vivendo è pesante, penso che le sarebbe utile intraprendere un percorso psicologico per poter elaborare con un professionista tutto ciò che le causa " tristezza" da sola è un lavoro difficile da fare, il primo passo l'ha fatto scrivendo qua e ha palesato ciò che non va, ora cerchi un/una psicoterapeuta e con lui/lei vedrà che riuscirà a riprendere in mano la sua vita in modo costruttivo.


Se ha bisogno di informazioni mi scriva pure.


Cordiali saluti.


dott.ssa Verena Elisa Gomiero

Gentile Silvia,


dal suo messaggio si intravede subito dalle prime righe che lei è una "combattente" e donna determinata ma anche fragile e bisogna di Vero amore.


Capisco che non sia semplice sentirsi dire o sapere che prima ci dobbiamo voler bene noi stessi, apprezzare per ciò che siamo e poi pensare e valutare "il mondo circostante affettivo e relazionale". 


Come mai è terminata col suo compagno? Solo differenza di gusti, vita e per il fatto che siete "maturati" e cambiati stando lontano? Cosa ha imparato lei da questa storia sia in positivo sia in negativo? Di lei e di lui?


Come è la sua rete amicale? In famiglia i rapporti come sono? Lei vive sola?


Come si potrebbe valutare di amarsi a 360° e costantemente e non in modo altalenante come lei cita nel messaggio?


1) Trovare un hobby personale?


2) Valutare un animale?


3) Fare yoga o praticare mindfulness che può aiutare a mandare via i "brutti" pensieri o stare nel momento presente? Le linko due articoli scritti da me: 


- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/imparare-a-comprendere-i-propri-pensieri/


- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/


Dal messaggio però a me sembra anche di intravedere molta pesantezza e voglia di cambiamento perchè non valutare anche un percorso di psicoterapia individuale dove osservarsi da una nuova prospettiva, dare uno spazio solo a stessa, essere aiutata e supportata nel cammino verso un maggiore benessere personale? Gli incontri sono neutri (cioè senza giudizio) e coperti da segreti professionale. 


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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