Credo di soffrire di Doc omosex.O forse sono gay?Non capisco piu niente!

Claudio

Ciao sono un ragazzo di 18 anni. Sin da piccolo sono stato attratto dalle ragazze. A 15 anni mi sono fidanzato la prima volta. Lho amata tantissimo siamo stati insieme 1 anno e mezzo. Durante la relazione ho avuto il mio primo rapporto e le prime volte erano state bellissime. Pero dopo un po non provavo più eccitamento mi capitava che non avevo l erezione. Certe volte ce l avevo e certe volte no. Io i porno e la masturbazione l'ho scoperta a 12 anni ed ero troppo preso la praticavo pure 5 volte al giorno tutto su materiale etero e su donne. A 15 anni ho provato a vedere un porno gay, all inizio non mi eccitava ed ero andato sulla chat erotica. Provando come passivo e mi eccitava la cosa che altri mi guardavano guardandomi il sedere e certe volte mettevo il dito dentro, mi sentivo eccitato nella dominazione. Ma il problema viene proprio qua perché io un uomo non lo riesco a trovare attraente può essere il più bello del mondo ma non ci riesco. Da un po' di tempo ho problemi nella masturbazione e non la faccio più perché vedo una donna mi eccita pero poi penso a quello che ho fatto con la chat erotica e non mi va più di farlo. Ho avuto diverse cotte per le ragazze ma mai per un uomo. Ed ho sempre pensato il primo anno di essere eteroflessibile e ci pensavo poco. Ma poi ho notato che le donne pure se mi piaceva quel che vedevo mi eccitavano di meno e da la ho cominciato a sentirmi male perche avevo una cotta in quel momento che ho tutt ora. Io i uomini posso ammettere che sono belli ma li guardo e non provo niente invece per le donne impazzisco vedendole. E gli sguardi con loro sono la cosa più bella. Da un po di tempo ho cominciato ad avere paura di essere gay pur essendo innamorato di una ragazza. Ho cominciato a farmi domande che erano sono gay? se ho fatto quella cosa vuol dire che sono gay? E ho sempre avuto paura di fare coming out per paura di essere intrappolato e non tornare più indietro. E questa cosa ce l'ho da mesi, ho provato ad suicidarmi due volte, e piango sempre pensando di essere definito gay perché mi eccita solo sessualmente nelle mie fantasie ma non lo farei mai con un uomo. Non vorrei mai stare con un uomo, ho paura di tutto questo mi crea angoscia. Cerco sempre su internet per rassicurarmi che non lo sono. Mi crea sollievo leggendo del DOC ma poi mi rimane sempre nella testa. Non riesco ad avere un attività il giorno, e molto stesso faccio dei test guardando materiale eterosessuale per dirmi ok sono etero. Ma non lo trovo bello come prima. Ho sempre in mente questa cosa e non riesco a fare proprio niente se chiedo consigli a qualcuno mi dicono che sono represso e che mi devo definire bisex. Ma se a me se vedo un uomo non mi attrae e mi attrae solo sessualmente la fantasia certe volte e non voglio stare con un uomo perché mi devo definire bisessuale? io vedo un uomo per strada non mi fa effetto ma le donne si. Ho mille pensieri riguardo a questa cosa. E non capisco più chi sono e sono in una grande depressione. Se vedo una ragazza che mi piace, poi a casa mi metto a piangere perché non posso stare con lei credendomi gay, voglio stare con una donna ma tutto questo me lo vieta. Sto impazzendo

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Claudio, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio connesso e quanto la situazione sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. 

Un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale potrebbe esserle scuramente utile per identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Gentile Claudio,

Mi sembra di capire che ci sia importante frustrazione e anche confusione. Forse più che chiedermi cosa sono proverei a vivermi questi momenti. Nella sua descrizione si legge che fa prove e legge molto da internet ma cosa prova a fare nella sua vita quotidiana a contatto con altre persone? Prova a conoscerle? A uscirci? Cosa capita?

Non si giudichi in negativo ma anzi cerchi di ritrovare le sue risorse e le sue abilità che già da queste poche righe si intravedono. Una persona come lei deve essere molto intelligente è capace perché comunque fa molti ragionamenti e cerca molte risposte.

Se le sue difficoltà persistono le consiglio anche di valutare un aiuto in un percorso di psicoterapia dove poter essere ascoltata e supportato nel trovare le sue risposte ed eventualmente strade differenti rispetto a quelle attuali che lo stanno portando a vivere importante sofferenza personale. Gli incontri sono coperti da segreto professionale e senza giudizio.

Resto disponibile per informazioni, richieste, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e Psicoterapeuta 

Ricevo a Torino e online 

Salve Claudio, come prima cosa leggendo il suo scritto ho pensato che angoscia! Mi sembra di capire che sia alla ricerca di definirsi in qualche categoria e che nessuna allo stesso tempo la soddisfi. Allo stesso tempo mi sembra stia scoprendo cose di se stesso in questo cose che vive, ma è come se faticasse ad ordinarle in un senso.

Un aiuto credo le potrebbe essere utile per cercare sia di mettere un po' di ordine in questo mare di esperienze, sensazioni e pensieri sia per continuare a fare delle riflessioni su di se in un ambiente protetto e al di fuori dai classici giudizi. Sono disponibile se vuole a parlarne on line.

 

Gentile Amico,

ho letto la tua storia, e ho ritrovato tanti racconti simili, di tanti pazienti: la fatica estenuante e la sofferenza di mettersi continuamente alla prova, perché si è persa la FIDUCIA in quello che si percepisce può consumarci, e farci cadere i depressione.

Per questo, ti inviterei a trasformare la domanda: “Sono gay?”, in questa: “Perché non ho fiducia in quello che sento?”

Quando siamo preda del dubbio ossessivo, diamo più importanza ai pensieri che alle sensazioni che proviamo: il pensiero “Forse sono gay” diventa più “vero” che la risposta immediata del nostro corpo, le emozioni che proviamo semplicemente e direttamente.

Una terapia in questi casi è fondamentale, e dovrebbe aiutarci a fare esperienza che i nostri pensieri sono SOLO pensieri, non fatti, e che valgono sempre meno di quello che sentiamo. In questo, la pratica della mindfulness può essere un aiuto eccezionale!

Spero che tu possa stare meglio presto, e che vorrai intraprendere una psicoterapia per ritrovare la tua serenità.

Con i migliori auguri,
dr. Ventura