Disturbo Ossessivo Compulsivo

Paura di suicidarmi

Sofia

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Parto con il dire che sono sempre stata una ragazza solare, allegra ma anche molto ansiosa, fin da piccolissima. Infatti mi ponevo sempre molte domande sulla vita in generale, come "siamo soli nell'universo?" "esiste vita dopo la morte?" che sono sempre state prese in considerazione come una parte intelligente del mio contorto carattere.
Ho avuto vari momenti duri nella mia vita, come quando a 7 anni avevo paura di poter morire, o a 10 di poter avere la meningite, e chi più ne ha più ne metta..
Ultimamente sono venuta alla conoscenza del doc per colpa della mia ennesima paura, quella di poter diventare trans per un mio cambio improvviso di vestiario (più maschile che femminile) che continua anche oggi a tartassarmi.
Sono sempre stata una ragazza sicura di quello che era, anzi, mi ero sempre vantata di essere una "lei", e da quando queste ossessioni si sono insinuate in me, non mi sono più sentita me stessa.
Ma arrivo al punto:
Dopo ben 25 giorni di doc trans, esausta ma finalmente con un piede fuori dal tunnel, mi ritrovo in bagno a piangere.
Allora, come un flash, mi vengono in mente tutti quei film o video che nel corso della mia vita ho guardato dove appunto la ragazzina depressa si tagliava in bagno.
Allora mi sono chiesta "ma se sto cosi male, dovrei farlo anche io? Ne avrei il coraggio?" e da lì il PANICO.

Sto malissimo, mi immagino scene orribili di me che mi taglio e dei miei genitori che mi ritrovano morta, oppure in classe mi metto a pensare "e se mi suicidassi oggi?" e penso "forse se sto così male vuol dire che devo.." ma poi entro in ansia e ritiro tutto. Oppure ho anche paura di avere meno paura della morte, perché mi avvicinerebbe sempre di più al suicidio..
Mio padre mi ha sempre detto di non avere paura della morte, ma ora questa frase invece di rilassarsi mi mette in allarme..


Ogni volta che le mie amiche "finte depresse" si sfogavano con me dicendo di volerla far finita io rimanevo scioccata: per me la vita è stata sempre la cosa più meravigliosa di tutte. La curiosità nel vedere il domani, le notivà, i cambiamenti, le passioni! È stato sempre tutto cosi eccitante per me!
Ho pure una grande passione, l'arte, che mi sostiene nei momenti duri.
Anche se ora è come se nulla mi piacesse più.. Ne esco con gli amici, ne con la mia ragazza, non chiacchiero più con nessuno.. Mi sento vuota. Penso solo a questo, e a volte mi balena nella mente "ma se devo vivere cosi posso anche morire" e lì sto così male, ho così paura di me stessa che vorrei urlare.
Anche mia madre ha avuto questa paura ed infatti gliene ho parlato, e mi ha detto che chi vuole suicidarsi non ha paura e non ci pensa più di tanto. Ma mi chiedo: "e se non avessi paura?"


Ora qualsiasi cosa di negativo che vedo al telegiornale o su internet penso: "che schifo il mondo.." e mentre prima di questa paura rimanevo indifferente.


Sto malissimo, ho sempre l'ansia in corpo, finisco che alle sette sono già stanca.. Non mi ricordo neanche cosa ho mangiato per pranzo per quanto sono assorta.


Potrei mai finire per suicidarmi andando avanti così?

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao!
Mi permetto di darti del tu...ho letto attentamente quello che hai scritto...in realtà il tuo problema è rimasto sempre
lo stesso negli anni: ti arrivano delle domande a cui non si può trovare una risposta certa e che rassicuri, ma tu
questa la risposta la cerchi ed entri in un circolo vizioso senza fine che ti genera ansia e nuove domande.
Ti consiglio di ricorrere ad uno specialista, perchè è un problema risolvibile e anche in tempi piuttosto brevi.
Se intanto posso darti un consiglio: prendi un foglio e una penna e comincia a scrivere tutto il dialogo di domande
e risposte che ti vengono in mente, fino a ridurre il tutto ad assurdo...poi, se ti va, fammi sapere come è andata!
La tua difficoltà è quella che io definisco "perversione dell'intelligenza" e Kant sosteneva che non esistono risposte
intelligenti a domande stupide, perchè più cerco di dare una risposta intelligente ad una domanda stupida, più
alimento la domanda e la rendo vera. Detto in altri termini: più ti chiedi se potresti suicidarti, più alimenti la tua
paura di poterlo fare! Pensaci un attimo...se io mi chiedo: potrei avere il coraggio di suicidarmi?
Forse si, forse no
E se ce lo avessi come mi suiciderei? Quando? Dove?
E così cominci a dare tutta una serie di risposte ipotetiche che non faranno che aprire la porta a nuove domande!
Quindi ti rinnovo il mio consiglio: quando ti arriva la domanda o lasci cadere la risposta sapendo che è una risposta
stupida (e la domanda come arriva pian piano se ne va)...oppure, se non riesci, prendi foglio e penna e scrivi tutto
il dialogo di domande-risposte, domande-risposte, fino a ridurre il tutto ad assurdo!
Detto questo, ti consiglio comunque di rivolgerti ad un professionista. Vedo che sei di Perugia...quindi essendo più o
meno dello stesso posto, ti posso assicurare che ci sono diversi professionisti in gamba sul territorio!

Ciao Sofia, mentre leggevo questo tuo sfogo, ho sentito tutta la sofferenza che sta dietro ogni parola.


Io onestamente non spareii dirti se ti suiciderai o no...ciò che posso consigliarti è di prenderti cura di questa sofferenza cche probabilmente ha delle radici antiche, che magari nn conosci neanche tu. hai mai preso in considerazione l'idea di poter fare un percorso di psicoterapia? sei molto giovane ed è un peccato che tu soffra così tanto!!! 


Credo che una terapia con EMDR potrebbe esserti molto utile....nn so se la conosci, magari informati prima e valuta bene.


Un caro saluto

Ciao Sofia allora,
mi dispiace per questo periodo che stai passando.
Leggo che sei molto giovane e ci sta che tu possa avere comunque, momenti di grande confusione e misti a paura e sensazione molto forti.
Diciamo che stai crescendo quindi comunque questa fase di passaggio comporta tutta una serie di emozioni contrastanti.
Tu parli di un doc credo che tu sia stata già molto in gamba a scrivere tutto quello che provi. Sicuramente parlarne con una persona competente potrebbe farti soltanto star bene.
Molto spesso abbiamo bisogno di tramutare in parole tutto quello che proviamo. Tu parli di sensazione molto forti e di un successivo ritiro rispetto ad esse. Prova invece ad affrontarle con una persona competente. La terapia può essere un'esperienza di crescita.
Solo tu puoi sapere quello che provi e se vedi che la tua sofferenza è davvero grande, prova a farti aiutare davvero?
Un caro saluto

Ciao, so molto bene quanta sofferenza possono causare questo genere di problemi, quando i pensieri si accavallano e il rimuginio mentale non da tregua. Capisco che quando non si vedono vie d'uscita il suicidio possa sembrare una liberazione, ma sai se ci sono degli ostacoli, anche grandi, vanno affrontati, ma nella giusta maniera, dopotutto se esiste un problema, esiste anche la sua soluzione (tranne che alla morte, a quella la soluzione non c'è).


Posso quindi assicurarti che non sei costretta a continuare a soffrire, esistono metodologie molto efficienti che possono aiutarti a risolvere il tuo problema in breve tempo, e cambiare quegli aspetti che ti causano tanta sofferenza...


Per qualsiasi domanda o chiarimento, o per prendere un appuntamento puoi contattarmi.


Buona giornata

La paura di suicidarsi nasce proprio dalla paura di morire, e perchè si ha paura di morire? Perché si vuole vivere, ma allora perchè viene la tentazione di autominacciarsi l' eliminazione ?


Perchè la vita che si sta facendo in questo periodo non è soddisfacente, ci sono ostacoli in Lei che le sembrano insormontabili , cioè Lei chiede sostanzialmente di poter superare questi ostacoli e vivere e in più di poter vivere bene e felice.


Ma allora perchè non gli appare subito evidente ? Perchè la morte ci sembra una evidenza chiara e limpida ma in effetti nessuno sa cosa è quindi ci spaventiamo ad arte di qualcosa che non si conosce ...non sarà forse proprio l'imprevedibile quello che fa così tanta paura? L'unico modo in cui conosciamo la Morte è attraverso l'immaginario ed è come perdita radicale è una esperienza emotiva che tutti facciamo


ma non è la morte , quindi Lei non ha paura di morire ma al contrario ha paura di osare a vivere secondo il suo DESIDERIO nonostante sia fortemente tentata di provarci a gettarsi nel mondo delle emozioni impreviste . La sua richiesta dunque è un messaggio di vita ma di una vita che lei vuole costruirsi per suo conto e secondo le sue esigenze..... mi sembra più che legittimo . Ma come si fa ad ottenere questo ...........

Buongiorno Sofia,


in te c’è un profondo malessere che da sola riconosci. Sei anche spaventata di tutto ciò. Ed è capibile. Ora però, c’è un’altra domanda che devi porti: questo malessere lo voglio affrontare oppure preferisco continuare a perdermi in pensieri autolesionistici che riflettono già, chiaramente, il mio profondo malessere interiore?


Sofia, se una persona avverte un profondo disagio da molto tempo e ha intenzione di vivere, essa fa di tutto per affrontarlo. Ma per farlo deve chiedere aiuto. Tu hai molte questioni a te care da rivedere e ri-direzionare. Quindi, se avrai il desiderio e la determinazione di vivere, rivolgerti ad un professionista sarà il passo consequenziale.


Qui hai fatto un piccolo passo. Ora mi auguro per te che tu voglia intraprendere un percorso psicologico con impegno e cura nei tuoi confronti.


Tutte le difficoltà possono essere affrontate.


Saluti

Buongiorno Sofia,


certo i sintomi che descrive, sembrano veramente afferire alla categoria dei disturbi depressivi, nei quali confluiscono probabilmente tutte le tendenze disfunzionali e le tensioni cui fa riferimento, anche se, devo dire che il suo dettagliato racconto mi lascia a tratti dubbiosa. E' davvero una ragazza o è un ragazzo? Vi sono alcuni passaggi nel suo scritto che mi hanno fatto dubitare del suo genere e non solo della sua identità di genere. Comunque se lei è veramente una ragazza e se ha 18 anni, è probabile che stia vivendo il passaggio che la trasporterà gradualmente fuori dalla adolescenza, come una dipartita dalla sua infanzia e preadolescenza e, non è infrequente che questi passaggi comportino un sentimento di morte, poichè ogni cambiamento importante, richiama psichicamente sempre la fine di qualcosa che non avrà più senso d'esistere, anche se ciò in genere accade gradualmente. Per, chi tende ad aggrapparsi al vecchio, in genere soffre molto di più, elaborando il lutto della perdita dell'identità passata con più fatica, ed ecco perchè alcune persone hanno necessità di un supporto psicologico più di altre, poichè vi sono persone che costituzionalmente e non necessariamente solo per esperienze ambientali negative, sono più fragili e vivono ogni cambiamento di vita, con maggiore angoscia e drammaticità.


Questo mi pare proprio il suo caso.


 

Gentile Sofia, i pensieri sulla vita e sulla morte sono pressoché normali nel senso che tutti ad un certo punto ci poniamo delle domande di quest'tipo perché è nella natura del pensiero umano. Tuttavia quando questi pensieri diventano ossessivi allora non sono più "normali" e andrebbero valutati. Adesso le tue paure non sembrano riferibili da quello che racconti ad un DOC ma più ad un comportamento ipocondriaco. Il mio vivo consiglio è quello di rivolgerti ad uno psicologo per parlare di queste tue paure e avere un sostegno efficace e preparato in questo momento della tua vita che potrà portarti ad una conoscenza maggiore di te stessa e di conseguenza all'abbassamento di questi sintomi. Fai bene a parlarne con i tuoi genitori e prova a chiedere anche a loro di aiutarti a trovare un professionista della tua zona. 


Cordiali saluti


 

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