Droghe e psiche

Ha 22 anni e per circa 8 mesi ha fatto uso di cocaina

vania

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come posso aiutare mio figlio? ha 22 anni e per circa 8 mesi ha fatto uso di cocaina ora non più ma si è isolato non va più all'università non vede gli amici dice che sono deleteri ha rotto il cell per non essere rintracciato va a correre e si allena in casa non gli interessa più nulla potete aiutarmi? per favore grazie

21 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

gentile Vania,

da quello che scrive e descrive mi sembra che suo figlio abbia deciso di intraprendere una  radicale via evitante, che potrebbe essere utile al momento, per tenerlo lontano da cattive compagnie e pericolose tentazioni.

Se l'uso di cocaina è circoscritto esclusivamente al periodo che lei ha indicato sarebbe importante che suo figlio intraprendesse un percorso individuale di terapia, che lo aiuterebbe non solo a gestire e superare questa fase di transizione, ma anche a comprendere le motivazioni più profonde legate all'assunzione di cocaina.

Lei come madre non ha certo un facile compito perché deve gestire sia la voglia di aiutarlo e sostenerlo, sia la preoccupaizone e la paura che a questa situazione molto probabilmente si legano. Intervenire in questo momento preciso sarebbe molto importante.

Le faccio un grande in bocca al lupo restando a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Salve Vaina, le consiglio di sollecitare suo figlio a farsi aiutare da uno psicologo per cercare di uscire da questa condizione di isolamento.

La sua reazione potrebbe anche derivare dalla paura di ricadere in alcune dipendenze, un aiuto a ritrovare la sua quotidianità è importantissimo. Da quel poco che ci dice ha avuto anche una reazione un pò eccessiva per non essere rintracciato.

Le consiglio di trovare qualcuno e cominciare un percorso psicologico

Buongiorno Vania, sono del parere che suo figlio abbia necessità di parlare di come si sente,  di quali emozioni e sentimenti prova nei confronti di se stesso e delle problematiche che incontra nella relazione con il mondo esterno.

Probabilmente ora si trova in difficoltà nel comunicare con se stesso, con le scelte legate al proprio futuro, con le situazioni e con  le  persone  con le quali interagisce.

Quindi,  lo convinca a rivolgersi ad uno psicologo per intraprendere un percorso personale orientato sia  a comprendere le  difficoltà che prova nel presente e le motivazioni che lo hanno portato ad assumere per otto mesi la cocaina e sia a superare i relativi malesseri interpersonali e relazionali che esprime anche con gesti di rabbia.

Cordiali saluti  

Buon pomeriggio

sono la dott.ssa Filomena Lopez psicologa, psicoterapeuta di Roma, per aiutarla dovremmo partire dal perchè suo figlio a 22 anni si è rifugiato nella droga, poi come ha fatto ad uscirne , isolamento perchè, credo che quello che può fare parlare con suo figlio fargli capire che ha bisogno di parlare con qualcuno di come si sente perchè ora vive cosi, ha voluto tagliare i ponti rompendo il cellulare ma i suoi demoni sono interiori, se può si rivolga ad un sert che si occupano di queste tematiche oppure cerchi un terapeuta...

gli stia vicino ma lo sproni a reagire ...

Gentile signora Vania,

Le dipendenze sono solitamente un sintomo, servono spesso a coprire alti livelli di malessere e di disagio. Anche se attualmente suo figlio sembra aver abbandonato l'uso di sostanze la qualità della sua vita appare diminuita. Isolamento, attività fisica forse un poco eccessiva e solitaria, mancanza di interessi. Sarebbe opportuno che si confrontasse con qualcuno in grado di farlo sentire compreso e non giudicato, che insieme a lui intraprenda un percorso verso una maggiore consapevolezza delle risorse che suo figlio certamente possiede (come dimostra anche il suo comportamento) aiutandolo a ritrovare la serenità.

Buon giorno,

la sua è una preoccupazione più che giustificata, ma mi domando suo figlio che dice di tutto questo?

sicuramente ci sarà stata una motivazione che ha causato questo cambiamento?

sarei felice di poterla aiutare ma credo che debba per primo essere suo figlio a capire che per uscire da tale situazione deve farsi aiutare da un professionista che, insieme a lui lavori sulle cause del proprio malessere!!!

spero di esserle stata comunque d'aiuto

Cara Vania,

immagino la preoccupazione e il dolore di vedere suo figlio affrontare da solo un problema così grande.

Le dipendenze purtroppo innescano meccanismi che vanno oltre la nostra volontà e si rende necessario un percorso mirato in strutture specializzate.

Se suo figlio ha deciso di isolarsi dai contesti che lo hanno portato a sperimentare, e, successivamente ad usare quotidianamente delle droghe, probabilmente è perchè ancora sente pressante il desiderio.

Provi ad andare presso i servizi del suo territorio che se ne occupano (Sert) e parli con gli operatori, saranno in grado di suggerirle la strada più adeguata da seguire.

Cordiali saluti.

Gentile signora sarebbe utile capire quali sono stati gli spunti k hanno condotto suo figlio in quella situazione, da ciò k scrive mi preoccupa molto più che l'uso della sostanza, mi colpisce il ritiro k sta agendo. Mi chiedo cosa e quale sentimento ha spinto suo figlio a fare un taglio (con gli amici) di questa portata. Anche se il ragazzo ha 22 anni le consiglio di intraprendere immediatamente una terapia familiare, bisogna capire se c'è senso di colpa oppure c'è un ritiro più importante che potrebbe sfociare nell'area psichiatrica. Tenga presente che se così fosse, prima si può intervenire e prima si possono riabilitare degli aspetti della personalità, visto k il ragazzo è giovane. Inoltre se ci sono altri figli cerchi di comprendere allo stato, la qualità della relazione tra loro.
Cordiali saluti

Gentile sig.ra Vania, Suo figlio si trova in piena adolescenza (o post-adolescenza) o comunque tale fase – per lui -  non si è ancora risolta. L’uso della cocaina gli  ha reso più difficile la possibilità di capire ed elaborare le problematiche legate a questo periodo evolutivo che spesso e  -  per alcuni versi  - si rileva piuttosto burrascoso emotivamente!! Ritengo che il ragazzo stia attraversando un periodo depressivo che non riesce ad affrontare e risolvere. Per fornirLe un consiglio più mirato avrei bisogno di conoscere un’anamnesi un po’ più dettagliata della vita di Suo figlio. Le consiglio comunque di convincerlo a consultare uno psicologo  per intraprendere un percorso terapeutico che gli fornisca gli strumenti interiori adeguati per elaborare e superare questo difficoltoso periodo. La saluto cordialmente con i miei auguri.

Cara Vania è possibile che il ragazzo stia cercando di sfuggire alle persone o alle cose che possano ricondurlo alla dipendenza, non è mai facile smettere, ma allontanarsi dalle vecchie abitudini è un primo passo. Altrettanto importante sarebbe che cercasse di condurre una vita che valga la pena di essere vissuta e non solamente una mera sopravvivenza. Ritengo che in questa situazione la cosa più saggia da fare sia farvi aiutare da in esperto in questo genere di problematiche poiché fare tutto da soli vi espone a rischi più gravi. Distinti saluti

Buonasera Vania, sono la d.ssa Daniela Romani. Suo figlio sta attraversando un periodo d'isolamento sia probabilmente per dei vissuti depressivi, sia perchè probabilmente sta tentando di ricostruirsi una vita diversa dalla precedente. Il consiglio è di stargli vicino accettandolo ed anche spronandolo a cercare degli interessi e dei valori profondi.

Un caro saluto

Gent.le sig. credo che suo figlio stia facendo un grande sforzo per uscire dal tunnel della droga. Lo aiuti e lo sostenga, molte volte si ha bisogno di tagliare i ponti per cambiare vita. Non sempre i percorsi che intraprendono i nostri figli ci sono chiari, lei sa il motivo per cui suo figlio ha fatto uso di cocaina? Provi a parlagli a capire cosa e successo, e vedrà. Se poi vede che tutto questo porta ad un forte abbattimento allora sarà il caso di parlarne con uno specialista. Saluti

Buon giorno signora. Mi occupo a livello istituzionale proprio di abusi/dipendenze da sostanze in un Ser.t. Vorrei prima di tutto riconoscere l’importanza del fatto che suo figlio non fa più uso della sostanza. Si direbbe che è determinato su questa strada, tanto da volersi aiutare allontanando le compagnie “insidiose” e dedicandosi alla cura del suo corpo: in sostanza, si sta proteggendo. A volte proteggersi richiede anche di stare soli, per raccogliere le proprie energie ed evitare quegli stimoli esterni non utili, soprattutto quando non ci sentiamo abbastanza in grado di fronteggiarli. Non so quanto dialogo vi sia tra lei e suo figlio, se lui sa di questa sua iniziativa di rivolgersi a questo sito. Spero di sì. Suggerirei comunque di fargli leggere le risposte. Intanto voglio complimentarmi con lui, per la forza d’animo che sta mettendo. Poi vorrei dirgli che anche la cocaina – come tutte le droghe - è una sostanza molto subdola, per cui esiste, almeno per un certo tempo non breve, il rischio di ricaduta. Se ci affidiamo, per superarne l’uso solo alla forza di volontà, pure importante, può non bastare: ci vorrebbe, insieme alla volontà, anche la possibilità di elaborare con l’aiuto di uno psicoterapeuta quei nodi profondi che ostacolano l’evoluzione psicologica, in modo da potersi riaprire alla vita e alle sue esperienze fondamentali, come gli affetti, le buone amicizie, lo studio, il lavoro, pur nei tempi e nelle possibilità proprie. Affidarsi a chi ci può aiutare è un ulteriore segno di coraggio. Vi auguro il meglio!

Buongiorno Vania. come può immaginare ho difficoltà ad inquadrare la condizione psichica di suo figlio. L'utilizzo della cocaina potrebbe non essere incisivo quanto piuttosto potrebbero esserlo dei vissuti legati a sé, all'autostrada o di controllare fortemente tutto il suo mondo. Molto probabilmente non è possibile tirarlo fuori dalle sue sicurezze se non comprendendo la funzione di questa rigidità e chiusura. Mi spiace di non poterle essere più utile. Buona giornata

Gentile Signora,

sembra che suo figlio sita cercando di uscire da solo dalla dipendenza da cocaina che ha creato in questi 8 mesi, una dipendenza che è tanto subdola, quanto a serio rischio di ricadute.

Il fatto che si  isoli e pratichi sport non è di per sé particolarmente negativo, data la situazione, anche perché probabilmente nel giro di amici di ha conosciuto all’Università ci sono molte probabilità di essere condizionati negativamente e di ricadere. Tuttavia questo isolamento non può e non deve perdurare a lungo, per non sfociare in forme di disagio altrettanto preoccupanti.

Inoltre deve considerare che la cocaina è una droga di prestazione e quindi ancora più subdola, perché utilizzata in ceti abbienti per produrre di più, per stare svegli fino a tardi senza sentire la fatica dello studio o del lavoro, salvo poi che il fisico crolla e ci sono rischi per il cuore.

La mia personale esperienza, occupandomi di dipendenze anche in comunità, è che sia opportuno proporre a suo figlio di rivolgersi ad un esperto, o a dei servizi specifici che si occupino di dipendenze da sostanze.  In molti casi è utile fare un lavoro congiunto iniziale con tutta la famiglia per comprendere le dinamiche che sottendono al bisogno di utilizzare sostanze e arrivare alle cause profonde del disagio.

Se lo ritiene, può prendere un appuntamento, mi trovo in zona Corso Trieste o Prati.

Cordiali saluti

Gentile Vania, non ci sono ricette universali, fortunatamente ognuno deve realizzare la costruzione di una propria strada, unica. Mi sembra di capire che suo figlio si trova ad un punto critico dato dal fallimento di un percorso di crescita intrapreso, un ritiro ed un isolamento e, da come lo dipinge, un tentativo di riepare su sè per recuperare forza e grandezza (allenamento...), in modo tuttavia poco investito, attualmente, nella realtà e in un percorso di sviluppo. Poi c'è lei con i propri vissuti, con la sua di vita, la sua richiesta d'aiuto, e con una domanda di intervento su suo figlio, più che sui propri vissuti.

Se vuole ne possiamo parlarne. Un saluto,

Gentile Vania, suo figlio in un certo senso ha ragione, è come se si stesse proteggendo.lo può aiutare dandogli il buon esempio : si prenda cura di sé stessa. Per il resto, ci sarebbe da.capire come mai abbia fatto uso di questa sostanza, come si è sentita lei, se ci può essere dietro un conflitto con suo figlio che ora la tiene in scacco, e quale può essere stato il duo ruolo. Cordiali saluti

Gentile Signora, la situazione che espone sembra molto grave. È importante poter contenere e sostenere la crescita dei propri figli e delle persone care in modo consapevole, a volte non è possibile sapere cosa fare e come comportarsi per essere di aiuto. Le consiglio di rivolgersi presto ad un professionista così da poter esporre al meglio, è l’unico modo per poter pensare ad una forma di aiuto. Prima che suo figlio possa chiedere aiuto, è importante che lo faccia lei attraverso una consultazione specialistica. Scelga lei a chi rivolgersi ma è importante che lo faccia al più presto. In seguito i miei riferimenti.

Gentile Sig.ra, ho lavorato tanti anni con le tossicodipendenze. Rispettare questo periodo di ritiro di suo figlio è senz’altro una giusta strategia, ma dai problemi di droga ( a prescindere dai quantitativi assunti e dai periodi di consumo) difficilmente si esce da soli. E’ un campo davvero minato, credo che suo figlio abbia bisogno del sostegno di una psicoterapia, finalizzata al trattamento del piu’ ampio settore dei disturbi di dipendenza. Parli con suo figlio e gli proponga questa strada, anche se immagino che forse non sarà troppo propenso a farsi aiutare. Buona fortuna!

Gent.le sig.ra Vania

suo figlio è stato molto forte e coraggioso interrompendo sia l'uso di sostanze che la frequentazione di chi probabilmente condivideva con lui quel mondo alterato da cui ora lui rifugge. Penso che questo comportamento, sia un tentativo di proteggere il grande obiettivo raggiunto. Certo tornare "alla vita" senza aiuti, come le sostanze, non è facile e lui sta facendo il suo percorso nel tentativo di scoprire come fare, ma non è una cosa immediata. Penso che possa essere utile capire intanto quali fragilità di suo figlio l'abbiano portato alla cocaina e come aiutarlo adesso a riprendere quella consapevolezza delle proprie risorse che lo aiuterà a tornare ad una vita da ragazzo di 22 anni senza il timore di "ricadere". Per fare questo potrebbe essere utile rivolgersi ad un esperto per un sostegno familiare. Se dovesse averne bisogno mi contatti.

La saluto

Gentile Vania, sarebbe di fondamentale importanza che suo figlio venga supportato psicologicamente  in modo tale che si possa comprendere che cosa ha scatenato l'uso di cocaina. Lui stesso non capisce che cosa gli sta succedendo e questo si dimostra con i comportamenti che mette in atto. L'isolamento e l'aggressività di cui lei parla potrebbe essere riferito ad un problema di relazione con gli altri ed è importante risalire alla causa del disagio e all'evento che ha scatenato questo "cambiamento".

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