Problemi relazionali

Mio figlio si isola

Paola

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Buongiorno, mio figlio 10 anni è molto bravo a scuola è molto timido e insicuro, da sempre si crea un mondo suo ( anche se è con molti amici) e si stacca e parla e fantastica da solo, non sempre però. Quando gli diciamo di non fare una determinata cosa lui ascolta ma continua nel suo intento. Le maestre non hanno mai rilevato nessun problema, gioca molto da solo e a volte è molto arrogante con il fratello che ha 8 anni e noi genitori. Lo vorrei vedere più presente alla vita quotidiana e meno perso bel suo mondo. A chi mi posso rivolgere? Se può essere un problema. Grazie anticipatamente.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora Paola,


sarebbe da valutare se la timidezza, l'isolamento e l'irritabilità di suo figlio, siano causati da un disagio relazionale, oppure siano il risultato di una strategia comportamentale adottata per fronteggiare una difficoltà nell'integrazione delle informazioni sensoriali, che vengono processate simultaneamente dal sistema nervoso centrale.


Cordialmente


 

Gentile mamma, quello che sembra essere un isolamento messo in atto da suo figlio non è detto che risponda ad un problema serio di disagio. Dà l'idea di un bambino intanto ben intelligente, che utilizza evidentemente la " fantasticheria del pensiero" per evadere un pò dalla realtà. Ma quale realtà potrebbe averlo messo in difficoltà nella sua vita. Non direi quella scolastica. Ha un fratello di due anni più piccolo, verso cui si sente spesso irritato. Ci si potrebbe chiedere qualcosa sul rapporto con questo fratello. Come sono andate le cose ad es. dopo la nascita del fratellino? Ha potuto soffrirne in parte, per gelosia, per paura che le venissero meno importanti attenzioni e premure da parte della mamma. Vedere se lui ha portato dentro una qualche sofferenza dalla nascita del fratello in avanti. Se le sue fughe nel suo mondo dovessero essere molto frequenti, consiglio un consulto con una psicoterapeuta dell'eta evolutiva.


Auguri.


 

Buon giorno, da quello che posso leggere nel suo breve racconto capisco che vostro figlio fa un pò fatica a vivere il momento presente in modo continuo. potrebbe non voler dire nulla come essere il sintomo di un malessere che potrebbe meritare attenzione ed approfondimenti. Per capire meglio la situazione però servirebbero più informazioni.


Se lo ritiene mi contatti pure serenamente e proverò a capire meglio la vostra situazione e se servirà consigliarvi o indirizzarvi.


Cordiali saluti.

Gentile Paola, 


Lei dice che suo figlio a volte si comporta in maniera arrogante con il fratello e voi genitori, forse si sente frustrato, oppure potrebbe essere arrabbiato perchè c'è una forma di gelosia nei confronti del fratello, sarebbe utile avere più informazioni su ciò che accade, lei intanto potrebbe cercare di capire meglio in che contesti e quali sono le emozioni e i pensieri che lo accompagnano in questi momenti.


Riguardo a ciò che chiama "isolarsi nel suo mondo", potrebbe essere un modo che ha suo figlio per sfuggire da una realtà in cui non si sente a suo agio ed ha difficoltà, per rifugiarsi in una suo mondo personale dove le cose vanno secondo le sue regole e i suoi programmi. Se gli capita di rado non dovrebbe essere un problema, ma se dovesse essere un modo per sfuggire dalla realtà che il bambino utilizza molto spesso, potrebbe diventare un problema, come una sorta di dipendenza da un mondo di fantasia.


In ogni caso, per chiarire meglio e più dettagliatamente le situazioni che la preoccupano e poter comprendere in che modo poter aiutare suo figlio per affrontare queste difficoltà, potrebbe rivolgersi ad un professionista.


Nel caso avesse domande, resto a disposizione, 


saluti

Carissima Paola,


Il suo bambino ha sicuramente una vita mentale/intellettiva molto attiva e incline all'immaginazione! Io credo che questa sia una risorsa molto grande per lui e, pertanto, è un bambino fortunato!!


Nondimeno lei fa bene a chiedersi se debba preoccuparsi, poiché ci sono situazioni in cui, se la vita mentale vira in una fantasia continua e coartata, può essere necessario "radicare" il soggetto... e questo dovrebbe farlo un/a terapeuta infantile. Tuttavia non mi sembra che sia questo il caso.


Se vuole può incoraggiare il suo bambino a disegnare o a scrivere o a inscenare nel gioco libero le sue fantasie, in tal modo quelle fluttuazioni immaginative potranno essere ancorate ad azioni concrete.


Se avesse necessità di chiarimenti, mi contatti pure attraverso il modulo "scrivimi" sulla mia scheda.


La saluto cordialmente.


 

Buongiorno P.,


comprendo la sua preoccupazione per suo figlio. Una delle cose che mi verrebbe da pensare è la possibilità di un trauma alla nascita del fratellino più piccolo. Potrebbe essere accaduto che abbia provato molta rabbia ed essendo piccolo ha cercato di adattarsi alla situazione costruendosi un suo spazio interiore che gli permette di non sentire quanto è arrabbiato che un altro bimbo abbia rubato le attenzioni di mamma e papà. Spesso sono situazioni che capitano con i figli quando avrebbero desiderato rimanere figli unici. Mi colpisce anche rispetto a non rispettare ciò che voi gli chiedete facendo di testa sua. Potrebbe essere utile rivolgervi ad una psicologa che lo aiuti, non per troppo tempo, ad esprimere questa aggressività repressa e di cui anche lui non è consapevole. Non si preoccupi sono cose che possono accadere in un contesto familiare, ma i figli devono accettare ed amare l'esistenza di uno spazio condiviso con i fratelli.


Cordiali saluti

Suo figlio ha tutte le caratteristiche del ragazzo molto bravo a scuola. Comunque nella sua descrizione non ci sono dettagli sull'ambiente familiare e sulle caratteristiche della relazione genitoriale con lui. Avete un buon dialogo con lui? Sembrerebbe che ci sia, da quanto racconta, qualche problema nella relazione con lui. Non necessariamente quello che lei descrive ha un significato psicopatologico. sarebbe utile però capirne il senso: come e perché si abbandoni a un suo mondo. Sarebbe pertanto utile sottoporlo ad un colloquio presso un bravo psicoterapeuta  volto a testare lo stato del bambino. In questa fascia di età è sempre utile, se c'è qualche segnale che può apparire strano, indagare e prevenire. Non so dove abita quindi non saprei dove indirizzarla.

Gentilissima Paola,


Tuo figlio non sembra avere difficoltà nell'ambito scolastico, dove gli sono richieste prestazioni cognitive alle quali a quanto pare riesce a rispondere con un buon controllo sulla realtà. Tuttavia tale controllo sembrerebbe avere un costo sul piano emozionale relazionale. Si rifugia nella fantasia e sembra evitare le le relazioni che evidentemente lo mettono in difficoltà. Parallelamente in ambito domestico esprime aggressività. Quest'aggressività che sembra far parte del suo vero sé. Rivolge la dimensione più emozionale al fratellino più piccolo e ai genitori, talvolta forse perdendo il controllo.


Probabilmente è un ragazzino che non riesce a camminare agevolmente nel processo di separazione e di individuazione che lo porta verso la crescita. Forse sente un vincolo con le figure genitoriali che non riesce a gestire. Sarebbe utile da parte vostra cercare un sostegno per comprendere più in profondità i suoi bisogni e poterlo accompagnare in questo delicato passaggio evolutivo.


Se lo vorrai sono a disposizione per un aiuto anche online attraverso il canale Skype.


Un caso saluto

Buongiorno,


il ragazzino prova fastidio per qualche rumore? Provi a chiedergli se prova fastidio o male per qualche rumore o quando c'è confusione.


Molti ragazzini "con la testa tra le nuvole", o che si isolano, hanno disturbi della percezione uditiva.


Sul sito https://berardaitwebsite.com/practitioners/find-a-practitioner/?practitioner_name=&country=Italy&state=&city= trova i rieducatori uditivi Berard, capaci di svolgere una valutazione della percezione uditiva.


Un saluto al ragazzo

Gent.le Paola,


da quello che scrive mi sembra percepire in lei una preoccupazione verso alcuni comportamenti di suo figlio che sente come non del tutto adeguati al modo naturale di rapportarsi con gli altri. Credo che di fronte a questi dubbi sia importante parlarne con un professionista per comprendere se le sue sensazioni possono avere riscontro o se rientra tutto in una normale fase evolutiva. Data l'età di suo figlio (10 ani) credo sarebbe opportuno intervenire tempestivamente, ovvero prima della fase adolescenziale, in cui eventuali problematiche non risolte tendono ad amplificarsi.


Naturalmente ciò che lei accenna brevemente ha bisogno di essere approfondito e contestualizzato.


Cari saluti.

Buongiorno Paola


i bambini, sopratutto quando sono nell'età della transizione tra la scuola elementare e la scuola media, tendono a mettere in atto dei comportamenti, talvolta "da piccoli". L'identità del bambino inizia a formarsi e proprio in questo periodo delicato noi adulti possiamo favorire e accompagnare lo sviluppo dell'indentità stessa del bambino. 


Ciò che le suggerisco è di rivolgersi ad un professionista psicologo, al fine di poterla aiutare in questo periodo di transizione, che non è soltanto del bambino, ma anche di voi genitori e talvolta può fare paura, può creare scompiglio, perchè daltronde è un cambiamento che coinvolge tutto l'intero nucleo familiare.


 

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