Psicologia scolastica

Difficoltà ad esprimermi

Ottavia

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Salve,
sono una ragazza di 21 anni e sto frequentando il primo anno di università.
Il mio problema è che riesco benissimo a superare gli esami a quiz ma non riesco ad esprimermi
correttamente durante le interrogazioni orali.
Il problema l'ho sempre avuto a scuola ma mi sono difesa sempre grazie agli esami scritti.
La mia domanda è: a chi potrei rivolgermi per capire qual'è la causa della mia difficoltà e come posso superarla?
Voglio precisare che la difficoltà, anche se minore, ce l'ho anche quando ripeto a casa ai miei o alle mie colleghe di università.
Non riesco proprio a creare delle frasi compiute che gli altri possano capire e, quando devo esprimere un concetto, dopo averci provato più volte, la logica della mia frase comincia a prendere forma.
Esiste uno specialista che può aiutarmi?
Grazie.
Cordiali saluti.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, stia tranquilla, può tranquillamente risolvere il suo problema.


Vorrei chiederle come in generale affronta le proprie ansie, sia in privato che in pubblico.


La sua potrebbe essere anche una semplice insicurezza, ma se questo suo stato dovesse persistere, le consiglio di rivolgersi ad uno specialista. Le cose con il tempo sicuramente miglioreranno, è ancora molto giovane.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Il primo anno di università, molti cambiamenti, l’arrivo di nuove responsabilità ma soprattutto la consapevolezza di avere una difficoltà: esprimersi durante le interrogazioni orali.


È opportuno iniziare un percorso sicuramente anche per fortificare l’autostima.


La sua storia necessita di maggiori informazioni, necessita di un “colloquio orale” in cui lei potrà parlare di sé stessa senza la paura di essere inadeguata, giudicata, con la consapevolezza che lei è l’unica a conoscere la sua storia.


Se la sente di affrontare questa sfida?


Quanto è pronta ad imparare a decidere di cliccare l’interruttore che collega la mente alla parola?


Cordiali saluti


Dott.ssa Stefania Pelosi

Gentile Ottavia,


la riposta alla sua domanda è: lo psicologo.


La sua difficoltà andrebbe prima di tutto indagata più a fondo, per individuare con esattezza la causa della sua difficoltà. Questa potrebbe infatti derivare da svariati fattori:


1. potrebbe infatti trattarsi di un disturbo d’ansia, che impedirebbe la necessaria concentrazione per tenere a mente l’oggetto della domanda e organizzare il discorso in maniera coerente con essa


2. potrebbe trattarsi di difficoltà nel focalizzare l’attenzione per un periodo di tempo medio-lungo (dovuto ad esempio all’eccessivo utilizzo dei social media a scapito del tempo impiegato nella lettura di testi più lunghi)


3. potrebbe trattarsi di mancanza di allenamento ad interagire socialmente con altre persone “in presenza”, discutendo di argomenti più impegnativi e lunghi (anche qui, controlli il tempo che passa ogni giorno ad interagire coi suoi amici solo via whatsapp o facebook)


4. potrebbe trattarsi di stanchezza e/o disturbo del sonno


L’impatto della diffusione delle modalità virtuali nelle relazioni sociali ha sicuramente modificato la struttura cognitiva dei giovani, rendendoli molto più risponsivi a stimoli immediati e di breve durata a scapito delle prestazioni che richiedono un’attenzione focalizzata per un periodo di tempo più lungo.


Pur rischiando di apparire demodé, potrei consigliarle di provare a leggere romanzi di narrativa, cercando di seguire il filo del racconto e vedere se riesce a ricordarsi quanto è stato raccontato nell’ultima pagina, poi nelle ultime cinque pagine, poi nelle ultime dieci pagine. Dopo aver letto l’intero libro, si eserciti a raccontare la storia a qualcuno, al maggior numero di persone possibili.


Nel frattempo potrebbe rivolgersi ad uno psicologo per indagare l’origine della sua (eventuale) ansia e lavorare insieme a lui su come gestirla. Oppure definire con lui un intervento mirato di potenziamento della memoria e dell’attenzione.


Cordiali saluti,


Dott.ssa Michela Arnò

Gentile Ottavia,


mi sembra di capire che la sua difficoltà nasca nell'avere qualcuno di fronte a lei che in qualche modo la possa "giudicare" e al quale deve far vedere di sapere qualcosa, di valere. Sembra che la performance sia per lei molto importante e allo stesso tempo causa di fatica e ansia. Gli esami orali sono sempre fonte di paure, ansie e aspettative! Da quanto ha scritto mi arriva evidente la sua capacità di esprimersi in modo chiaro, preciso e coerente. Sembra quindi che il tutto appaia più difficile quando deve mettere parola ai suoi pensieri, a ciò che sa e in qualche modo anche quando deve "metterci la faccia". Se dovesse pensare a una situazione tipica in cui le capita questa difficoltà nell'esprimersi, riesce a ricordare cosa prova in quel momento? Come si sente? Spesso l'emotività causa brutti scherzi! 


Resto a sua disposizione,


un caro saluto


dott. Simone Bracchi  

Gentile studentessa, sarebbe utile capire che cosa intende per difficoltà e esprimersi cioè se è una difficoltà di linguaggio o psicologico e per questo per esempio potrebbe rivolgersi a uno psicologo specialista in psicodiagnosi così da valutare la natura del problema e quindi del trattamento! Ma è certo che una soluzione c'è  e ci sarà! Non desista! 

Gentile Scrivente, la sua scrittura è fluente, chiara, sintetica. Le suggerisco qualche seduta di psicoterapia per comprendere se si stratta di ansia relazionale. E’ possibile che il contatto con un’altra persona, alla quale comunicare l’effetto del suo impegno (studio), attivi proiezioni transferali. Il transfert (o traslazione) è un meccanismo mentale per il quale ogni individuo tende a spostare schemi di sentimenti e pensieri relativi ad una relazione significante su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. Il processo è largamente inconscio, il soggetto non comprende completamente da dove originino tali emozioni, sentimenti e pensieri. Il transfert è fortemente connesso alle relazioni oggettuali della nostra infanzia e le ricalca. Il transfert è presente in ogni tipo di relazione interpersonale; per il trattamento terapeutico rappresenta la sua cornice, all’interno della quale emergono le rappresentazioni e le immagini del paziente.

Buon pomeriggio, io ti propongo di rivolgerti ad uno psicologo specializzato nei disturbi degli apprendimenti per adulti perché  potrebbe essere un disturbo cognitivo o ansia. Se verrà diagnosticato un problema di ansia cerca un terapeuta EMDR perché  potrebbe esserci un blocco da sciogliere.


Dr.ssa Romina Bove 


Psicoterapeuta EMDR- Cognitiva Comportamentale- Mindfulness - Modena 

Gentile Ottavia, 


da quello che descrive il suo problema sembra generarsi quando si trova sotto "esame", quindi esaminata, giudicata.


Le consiglierei qualche colloquio con un terapeuta della sua zona,  per comprendere meglio se dietro questa apparente incapacità di parlare e tirare fuori concetti di senso compiuto non ci siano vissuti emotivi che possono essere analizzati meglio attraverso un percorso psicologico.


Con i migliori auguri

Gentile Ottavia, le presento due ipotesi possibili di interpretazione del suo problema.


La prima ipotesi riguarda una presunta difficoltà lessicale- logica legata ad una dislessia, magari non riconosciuta fino ad ora.


La seconda ipotesi è quella dell'ansia, mi riferisco ad un'ansia specifica dell'espressione verbale, vissuta quasi come una prestazione. Questa probabile ansia interna andrebbe poi ad alterare l'espressione stessa, per il carico emotivo che si porta dietro.


La mia impressione è che lei possa soddisfare questa ipotesi ansiogena. Per superare questo disagio le suggerisco di fare una serie di colloqui psicoterapici finalizzati a questo obbiettivo.


I miei auguri per i suoi studi,


Dr. Cameriero Vittorio 

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