Psicologia scolastica

Mio figlio manifesta ansia prima di entrare a scuola

alfredo

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Buongiorno, mio figlio Luca, di 8 anni, frequenta la terza elementare. Fin dall'inizio dello scorso anno scolastico, ha manifestanto uno spiccato atteggiamento ansioso prima di entrare in classe e spesso piangeva (ora non più, ma si trattiene nel farlo). A scuola va bene, è molto attento in classe, ma spesso è disordinato nel trascrivere i compiti sul diario. La maestra ci riferisce che il bambino è bravo e sereno in classe. Preciso che mia moglie insegna nella stessa scuola. La nostra famiglia è molto unita e serena, infatti non riesco a capire per quale motivo manifesti questo stato ansioso. Luca ha una sorella più grande di lui di 5 anni ed ha un ottimo rapporto con lei e spesso giocano insieme(alcune volte, però, si deridono fra di loro). Spesso è agitato nel sonno e non riesce a dormire finchè non viene accolto nel letto dei genitori. Preciso che il primo anno di scuola dell'infanzia (aveva 2 anni e mezzo)lo accompagnavo io a scuola ed ogni volta che lo lasciavo all'insegnante, piangeva disperatamente. Inoltre, se non riesce subito nel fare le cose (anche ludiche) si butta giù e rinuncia all'impresa,denigrandosi.Nell'esprimere verbalmente i concetti noto spesso una certa afasìa. Vi ringrazio dell'attenzione. Alfredo

15 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno, il problema che espone è ben conosciuto e trattato in tempi brevi (per breve s'intende nel margine fra 10 e 20 sedute) con risoluzione del problema nell'85% dei casi entro la 7
E' possibile che il ragazzino a scuola si senta controllato doppiamente: dalla maestra e dalla madre. Anche se ha un buon rendimento, ciò non toglie che sussistano nel ragazzo i timori di non essere all'altezza delle aspettative di chi lo segue:forse è questa l'origine dello stato ansioso. Di più non posso dire, le informazioni sono veramente scarse. Fammi conoscere il ragazzo e, possibilmente, anche la famiglia. Lovoro a Roma, quindi non dovrebbe essere difficile. Guarda il mio sito , troverai notizie sulla mia formazione e sulle mie esperienze di lavoro. Troverai anche gli indirizzi e i nn. di tel.
Gentile papà, innanzitutto mi consenta di farle i complimenti per le questioni che lei pone; sintetizzate chiaramente e soprattutto perchè le stesse questioni lasciano trapelare la sua presenza attiva di padre. Poi, sento di doverla rassicurare sugli atteggiamenti di Luca. Lo sviluppo evolutivo che si manifesta nei segnali scolastici, o anche negli atteggiamenti familiari,è fatto di tappe molto fluide e dinamiche, nel senso quello che si manifesta oggi non è detto che si manifesterà anche tra un pò di tempo. Per questo motivo penso che allo stato attuale la cosa più importante per Luca e per il resto della vostra famiglia sia quello di rassicurarlo continuamente, rivolgersi a lui in termini positivi, insomma aumentare la sua autostima. Tutto questo non solo nel contesto scolastico (cioè quando fate i compiti o quando lo accompagna a scuola), ma soprattutto attraverso il gioco, o quando condividete un momento di serenità (ad es.una passeggiata insieme). Altro punto che reputo molto importante la inviterei, ma attraverso di lei mi rivolgo a tutta la famiglia, a non utilizzare, o abusare, di termini quali: stati ansioso, denigrazione, o addirittura afasia. Perchè proprio questi termini, qualora circolassero tra di voi, creerebbero delle false identificazioni per Luca. Allora, più ottimismo e condivisione e semmai trasmettere a Luca che la derisione è soprattutto gioco ed ironia. Ci tenga aggiornati e in bocca al lupo. A presto
Gentile Utente, questo figlio per lei cosa rappresenta ? E' in grado di ricordare quando lei era bambino ? Come si sentiva a quell' età, quali erano i suoi bisogni ? Di cosa ha paura ? Mi sembra che la situazione sia preoccupante solo per lei ! Inoltre cosa intende per famiglia unita e serena ? Non esistono famiglie perfette.
Alfredo, consiglio di rivolgersi ad un centro specializzato per l'età evolutiva, in cui possano osservare il bambino nel suoi molteplici aspetti: relazionali, emotivi, oltre che nelle abilità di base degli apprendimenti, per escludere che la fatica nell'andare a scuola non sia da ricondursi a difficoltà di apprendimento.
Caro Alfredo, la prima cosa che mi colpisce leggendo la sua lettera è l’intenso affetto, insieme all’attenzione e alla protezione, che lei manifesta nei confronti di suo figlio. Questo è molto bello e importante in un rapporto padre-figlio, e sicuramente permette al genitore di intervenire per aiutare il proprio bambino nelle difficoltà che può incontrare. Nello stesso tempo però c’è il rischio di essere troppo presenti, non permettendo al bambino di sperimentarsi, e a volte anche di trasmettere ansia al bambino. I ‘sintomi’ che manifesta suo figlio (difficoltà di distacco nell’entrare a scuola, difficoltà di addormentamento, pianto nel ‘non riuscire’ in ciò che fa, lieve afasia) sono in effetti indice di insicurezza e di ansia. Le consiglio quindi di confrontarsi con altri che conoscono bene il bambino (moglie e insegnanti) per avere un feedback su quanto vedono di problematico in suo figlio, ed eventualmente rivolgersi poi ad uno specialista. Sicuramente ‘lavorare’ intanto a casa sul rinforzo dell’autonomia e della stima di sé di suo figlio lasciandogli spazio per le sue decisioni, difficoltà e responsabilità, insieme ad un vostro atteggiamento sereno e fiducioso, può essere un modo per aiutarlo a superare la sua insicurezza cui è legato probabilmente il suo disagio attuale.
Genile Alfredo, Luca sembra vivere un'ansia da separazione e instaura un contollo per evitare l'angoscia e ricevere un contenimento immediato per le sue paure. Per il momento avrebbe bisogno di continue forme di rassicurazione con manifestazioni gioiose di affetto e momenti dedicati ad attività ludiche creative che contibuiscano a sviluppare la sua autostima e autoefficacia.Dovrà sentire negli anni e tutti i giorni che i suoi genitori hanno fiducia in lui e nelle sue capacità di risoluzione dei problemi. Incoraggiatelo positivamente all'autonomia e non abbiate timore delle sue reazioni emotive affinché Luca non le vive come un handicap. Un caro saluto
Egregio sig. Alfredo, Le faccio una premessa: l'ansia non é di per sè una situazione patologica anzi é una condizione fisiologica ed ha una funzione adattiva; serve a stimolare la nostra vigilanza, attenzione, impegno etc. Quindi di solito é un'importante risorsa che viene messa in atto ogni qualvolta noi percepiamo (soggettivamente)che una situazione può essere pericolosa. Ora, da quanto Lei descrive di Suo figlio minore ritengo che egli possa avere un leggero 'disturbo d'ansia' legato molto probabilmente alla fase di sviluppo 'separazione-individuazione'. Sono diversi i bambini che sviluppano un'ansia un po' eccessiva ogni volta che devono separarsi dalle figure genitoriali e/o di attaccamento. Forse il bimbo già dalla scuola materna deve aver un po' 'faticato emotivamente' nel distaccarsi dall'ambiente familiare e nel doversi adattare a quello scolastico/sociale. Ciò può dipendere da diversi fattori che si intersecano fra di loro: genetici e di predisposizione; ambientali; fattori di appredimento osservativo (genitori ansiosi) ed altro. Inoltre questo tipo di 'stato ansioso' e di 'disagio' emotivo' potrebbe interferire con l'adeguata formazione dell'autostima del bambino ed essere anche la causa della leggera forma di afasia. Pertanto Le consiglio di consultare (insieme a Sua moglie - escludendo per ora il bambino) uno psicologo/a dell'età evolutiva al fine di poter avere una diagnosi più specifica (magari somministrando al bambino anche dei tests adeguati). A disposizione per ulteriori chiarimenti La saluto con cordialità
Gentile Alfredo, A volte non ci sono cause chiare e lineari legate agli stati di agitazione ansiosa, ma ci sono alcune informazioni/emozioni /situazioni apparentemente normali che immagazzinammo in modo patogeno. Per capire cosa è adisturbarevostro figlio dovreste una consulenza familiare/genitoriale. Se vuole io ricevo a Roma zona villa Torlonia La saluto cordialmente
Sig. Alfredo, potrebbe trattarsi di un problema di timidezza e di inibizione, che chiaramentev si evidenziano maggiorm in ambienti esterni alla famiglia e dove, come la scuola, inevitabilmente si entra in contrasto e ci si confronta con gli altri. Suo figlio, fin da piccolo, lei ha osservato che faceva fatica a staccarsi dal genitore, quando veniva accompagnato alla scuola d'infanzia, forse ha bisogno di tempi più lunghi per adattarsi ai cambiamenti, alle richieste dell'ambiente. Spesso quello che i genitori osservano dei figli in casa o nelle relazioni familiari, non coincide con le osservazioni di altri educatori in contesti diversi. E' comunque un tassello in + di conoscenze sui propri figli. Afasia? meglio rivolgersi ad una logopedista per una diagnosi certa.
Caro Alfredo, scrivi che Luca ha problemi di sonno, ansia, problemi di linguaggio, che definisci afasia, fatica ad organizzarsi per i compiti, pur essendo intelligente, tanto da giocare con la sorellina di parecchio più grande( quando si è nell’età dello sviluppo, le differenze di età sono molto importanti). In genere questo quadro fa sospettare che ci possa essere un problema nell’area dell’apprendimento, che si accompagna molto spesso ad un senso di scarsa considerazione di sé, preoccupazione per le attività da svolgere, resistenza al cambiamento che la crescita impone ( per esempio le richieste di tornare nel lettone con i genitori, tipiche di età precedenti alla sua). Avete mai pensato di portare Luca a fare una valutazione completa per comprendere meglio di cosa ha bisogno? Esistono dei test specifici adatti alla sua età, che possono somministrare psicologi-psicoterapeuti, che fornirebbero informazioni utili. Avere le idee chiare sulla situazione mentale di Luca, migliorerebbe i provvedimenti che gli adulti possono prendere e potrebbe essere di aiuto a lui, per imparare a gestire eventuali difficoltà. Qualunque responso ricevereste, permetterebbe alla vostra famiglia di prendere decisioni con maggiore lucidità e dirigere in modo mirato le vostre azioni, smettendo di provare un’ansia generica, che rende pesante e faticosa ogni scelta. Distinti saluti.
Rispetto all'afasia, potrebbe essere utile una visita neuropsichiatrica. Si tratterebbe solo di un piccolo accertamento, per escludere qualsiasi cosa. Contestualmente potrebbe esporre al neuropsichiatrica anche l'ansia che suo figlio prova; a volte si tratta solo di piccole difficoltà emotive, che si riflettono anche sul linguaggio, sulla memoria o sul rendimento scolastico, ma tranquillamente risolvibili. Cordialmente
Buongiorno, quello che lei riferisce di suo figlio mi fa pensare a un problema di ansia legato alla separazione, che non deve necessariamente essere imputato a problematiche familiari importanti. Le insegnanti riferiscono che Luca è bravo in classe, e questo dovrebbe rasserenarla, poichè significa che le sue manifestazioni vanno a spegnersi una volta superato il momento del distacco. Manifestazioni di questo tipo alla scuola materna sono, inoltre, molto frequenti, poichè il bambino affronta per la prima volta la separazione dal nucleo familiare e ha accesso ad un ambiente normativo. Quindi il comportamento di Luca a due anni e mezzo non è così strano. Descrive il bambino con un carattere piuttosto arrendevole e remissivo, perciò suppongo che, nonostante possa sperimentare ansia, si sappia adeguare alle regole scolastiche. Forse la presenza della mamma a scuola lo fa sentire legittimato nel tentare di sfuggirci. Le consiglio piuttosto di provare a prendere in considerazione il problema dell'afasia, portando Luca da uno specialista, per cercare di capire le cause che lo determinano, e se per caso non sia questo un ulteriore fattore scatenante dell'ansia per le prestazioni scolastiche. Inoltre consiglio di evitare di portare Luca nel letto con voi, a costo di sopportare alcune notti difficili. Gestire con determinazione i capricci del bambino è un ottimo modo per far scomparire il sintomo e renderlo più indipendente. Spero di esserle stata d'aiuto.
Salve Alfredo, da quello che lei scirve, mi sembra di capire, che l'ansia di suo figlio, si manifesta sia in relazione alla separazione dai genitori, sia rispetto ai risultati che dovrebbe ottenere rispetto ai compiti assegnati, Occorre capire il perchè, provi a chiedere una consulenza ad uno psicoterapeuta che si occupi di terapia familiare, così che tutti insieme possiate capire cosa sta succedento in questa fase di vita di vostro figlio e della vostra famiglia. Cordiali saluti,
Difficile fare ipotesi sulle cause. Però mi colpisce un elemento. La difficoltà che il vostro bimbo ha nel separarsi dalle figure genitoriali sin da quando frequentava il nido. Spesso noi genitori, quando i bambini mostrano ansia nell'andare a scuola, siamo portati a pensare che ci sia qualcosa che non va nella scuola stessa. Frequentemente invece sono le relazioni di attaccamento alla mamma e al papà che incidono su questo momento di distacco (le maestre infatti riferiscono che il bambino in classe è sereno). Sarebbe interessante sapere se al momento dell'accompagnamento, la separazione avviene di fretta (magari il vostro bimbo ha bisogno di una coccola in più la mattina che lo rassicuri nell'affronatre la giornata). Dedicate maggiore attenzione al passaggio da casa a scuola . Banalmento fare una colazione più rilassata in cui tutti e 4 vi sedete a tavola e vi raccontate cosa farete durante la giornata, gli impegni e le attività di ciascuno, potrebbe rappresentare per Luca un momento positivo da cui attingere energia per affrontare l'impegno scolastico ed extrascolastico.

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