Psicologia scolastica

Nostro figlio frequenta la 5^ elementare e si distrae in classe

Franco

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Mio figlio ha 10 anni e frequenta la 5^ elementare. In prima e seconda mia moglie ha lottato tutte le mattine per farlo entrare a scuola perchè piangeva. Non siamo riusciti a trovare una spiegazione a questo comportamento che è durato per due anni. Le insegnanti però ci tranquillizavano dicendoci che poi, una volta entrato in classe, il bambino era tranquillo e socialmente attivo con i compagni. Il suo rendimento a scuola non è mai stato dei migliori, però fino alla 3^ elementare non aveva particolari problemi, anche se io e mia moglie dovevamo seguirlo molto a casa per svolgere i compiti e per studiare. Durante il secondo quadrimestre della classe 4^ elementare è molto peggiorato, anche se a casa continuava a fare i compiti e studiare come sempre, sotto la nostra vigilanza. Il problema, già da allora, era che durante le lezioni, a detta delle insegnanti, si distraeva molto, infatti i voti delle verifiche non erano molto belli (quasi tutti 6 e 7). Durante questo primo periodo della classe 5^ è peggiorato ancora. In varie verifiche ha ottenuto anche dei 5. Eppure a casa i compiti li fa e gli sentiamo regolarmente le lezioni orali. Certo è che spesso fa molte storie per studiare, ma poi alla fine secondo noi gli argomenti li sa. Quest'anno inoltre i compiti scritti a casa li fa per la maggior parte da solo. Il problema è in classe. Le insegnanti dicono che lui è sempre attento a tutto quello che succede dentro l'aula, ma non è attento a quello che spiega la maestra. Dicono che non è un bambino maleducato. Una insegnante mi ha detto che secondo lei non ha difficoltà di apprendimento, perchè ad esempio dopo una verifica andata male lo ha interrogato oralmente e lui ha saputo gli argomenti. Anche io e mio moglie pensiamo che non abbia problemi di apprendimento, però lo vediamo molto distratto, al punto che se ad esempio gli domando qual'è il fiume che passa dentro Roma mi dice il Tevere, poi elencandomi i fiumi del Lazio mi dice frettolosamente che il più importante è il Po, e dopo un attimo, vedendo la mia faccia, si corregge e quasi si scusa. E queste cose capitano anche con le altre materie!! lo vediamo frettoloso e sembra che per la testa ha sempre qualcos'altro. Quindi ci siamo resi conto che non è aumentando il tempo che passa sui libri che migliorerà il suo rendimento, ma stando più attento a scuola, soprattutto durante le verifiche. Ma come possiamo fare a farlo migliorare in questo senza stressarlo? Un consiglio per favore, e scusate la mia lungaggine, ma questo "problema" ci sta rendendo la vita difficile in famiglia, anche perchè il bambino si innervosisce sempre di più!!

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Signor Franco, ci sono bambini che non amano andare a scuola nè tanto meno studiare. Il fenomeno é più diffuso nei maschi che nelle femmine. Suo figlio probabilmente potrebbe essere uno di questi. Ma siamo nella tranquilla normalità della vita. Il bambino nei primi due anni di scuola elementare (quando piangeva) ha avuto difficoltà di adattamento scolastico e si può dire quindi che vi é stato per lui un 'imprinting' negativo. Tuttavia il bambino mi sembra che poi si sia adattato alla vita scolastica e di studio anche se con risultati non ottimali ma sufficienti. Se quest'anno le cose sono un po' peggiorate: si distrae e sta più attento a vicende scolastiche piuttosto che alle materie, ciò potrebbe dipendere dal fatto che il bimbo forse ha dentro di sè qualcosa a cui vorrebbe dare significati, risposte ma ancora non é in grado di farlo. Bisogna considerare anche che sta entrando nella pubertà!!! A questo punto ho delle domande da farLe: oltre ad affincarlo durante i compiti gli state accanto anche durante i giochi? quali sceglie? cosa legge più volentieri? cosa vede in TV o quale programma scegli di vedere in TV? quali films preferisce? che giudizi esprime circa vicende che vede in TV (o al cinema)o nella realtà? In sintesi provate ad 'ASCOLTARE' meglio il bimbo, i suoi bisogni, i suoi desideri, i suoi sogni per cercare di capire se vi sono difficoltà che il bimbo non riesce ad esprimere durante questa sua crescita. Forse é il caso che successivamente ricontatti questo sito. La saluto cordialmente.
Vostro figlio potrebbe avere una sindrome di ADHD, (Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività(), anche se non è in realtà un iperattivo, da quello che leggo. E' solo una ipotesi, non è una diagnosi facile nè immediata, occorrono dei tests specifici, tests per la valutazione cognitiva, altri per la valutazione del livello di attenzione, nonchè osservarlo in diversi momenti della giornata e in diverse situazioni, con diverse perssone dei diversi ambienti (scuola, casa, amici, sport ecc). Sarebbe anche da approfondire la sua capacità di lettura e soprattutto di comprensione di cio' che legge. Voi non parlate di eventuale dislessia o disgrafia, gli insegnanti non ne hanno mai fatto cenno, quindi sarebbe da escludere, ma occorre esserne certi. Chi è dislessico o disgrafico o ambedue , fa una fatica enorme a seguire il normale ritmo delle lezioni e ogni compito è per lui uno sforzo immane. Ci sono dei Centri appositi per questo disturbo, dove , dopo la diagnosi, insegnano strategie adatte per superare il problema. Bisognerebbe anche sapere se i problemi di disattenzione esistevano già all'età della scuola materna e com'era il suo comportamento a scuola fin da allora. I problemi emotivi di rifiuto di entrare in classe e l'ansia che ha manifestato il bambino per cosi lungo tempo, potrebbero essere una conseguenza di possibili problemi cognitivi, o della sindrome di disattenzione , che nel tempo , cronicizzandosi, lo fa sentire a disagio coi compagni, con gli insegnanti, sentendosi "diverso" e incapace di corrisponedere , come gli altri, alle richieste. A mio parere, è meglio intervenire subito , perchè è stato già fatto passare molto tempo. E' vero che una piccola parte dei bambini con ADHD possono trovare un loro equilibrio da soli, trovando le proprie strategie, ma la maggior parte invece non riescono a superare il problema. Consiglio comunque una indagine psicologica, oltre che dal punto di vista cognitivo, anche dal punto di vista emozionale, essendo il bambino in età evolutiva è ampiamente recuperabile, aiutandolo prima che inizi la preadolescenza.

Dott. Gianluca Ganda Milano (MI)

problema difficile il rendimento scolastico dei figli, certo, ma non è l'unico elemento a cui porre attenzione nella vita di un bambino. qual è la qualità del tempo che trascorrete con lui senza pensare ai compiti? cosa succede quando invece che fare i compiti andate a giocare con lui? io vi proporrei un incontro in coppia, oppure con il bambino,, così da poter discutere di queste tematiche.
Gentile signor Franco, da quello che lei racconta sembrerebbe esservi in suo figlio un vissuto d'ansia scolastica molto intenso che lo pone al mattino in una posizione di rifiuto .Il fatto inoltre che se interrogato se la cavi meglio che nello scritto appare solito in bambino con difficoltà nell'apprendimento.Com'è nella scrittura? È comprensibile?nel calcolo ha problemi? A volte confonde numeri speculari come il 9 col 6? Le consiglio di portarlo a fare una valutazione sulle sue competenze da un logopedista nella neuropsichiatria infantile della sua città. Se ha un disturbo specifico dell'apprendimento utilizzare la pratica del ripetere la lezione tante volte potrebbe non funzionare sul lungo periodo.Potrebbe inoltre aumentare le sue resistenze alla studio e la conflittualità coi genitori. Meglio quindi avere una diagnosi per sapere come intervenire al meglio. Rimango a disposizione
Buongiorno, rispondo a questa lettera prima di tutto per fare un appello: non lasciate passare tanto tempo prima di affrontare i problemi! 4 anni sono davvero tanti, poi non si capisce più dove stava il problema e forse non c'è più, e vostro figlio ha imparato a "fare" così! Un bambino deve andare a scuola senza lotte tutte le mattine! Se no alla fine si arrende: a scuola ci deve andare lo stesso, ma troverà un altro modo per dichiarare il suo disaccordo. Ora direi che la cosa che va fatta è capire "dove sta con la testa". Dalla lettera mi sembra che il bambino sia spesso disattento, impari abbastanza i contenuti ma non li comunichi alle maestre e ai genitori. E quando non è a scuola? E' capace di mantenere l'attenzione, di concentrarsi (dalla televisione ai video giochi allo sport), di restare su un compito per un tempo di diversi minuti? Per esempio, gioca a calcio con gli amici? E' bravo? Se sì allora vuol dire che il problema è "solo" la scuola, altrimenti è uno stile che ha radici nel disagio dei 6/7 anni e in difficoltà che vanno individuate. Due strade da seguire e da integrare. La prima è fare delle ipotesi su cosa passa per la testa del ragazzino a scuola e soprattutto quando è interrogato o deve fare delle verifiche - in questo è fondamentale l'aiuto delle maestre - ma anche quando gli si chiedono i fiumi del Lazio a casa. La seconda è chiederglielo: non saprà rispondere,ma gli si può domandare cosa pensa lui della situazione e poi aiutarlo a riconoscere quali emozioni prova, se sta bene o male, se è contento quando prende un buon voto o no. Cosa pensa quando è a scuola? vorrebbe essere da un'altra parte? dove? con chi? a fare cosa? le emozioni e i pensieri che lui ha nella testa sono la strada maestra per capire dove sta il problema. Poi si cercherà la soluzione. E, coraggio, forse sarà più semplice che lottare con vostro figlio per la scuola!

Dott. Massimo Botti Piacenza (PC)

Buongiorno, il problema che espone è ben conosciuto e trattato in tempi brevi (per breve s'intende nel margine fra 10 e 20 sedute) con risoluzione del problema nell'85% dei casi entro la 7
Buongiorno, dalle sue parole capisco che la situazione può crearle molta preoccupazione. Mi sembra di intuire che suo figlio presenti dei problemi legati alla concentrazione più che al comportamento o alla mancanza di studio. Potrebbe essere, forse, dovuto a "fobia scolastica", in quanto si presenta ansioso prima di entrare in classe e, una volta lì, l'ansia lo porta a controllare ossessivamente tutto ciò che lo circonda, incidendo negativamente sulle sue capacità attentive. Le consiglio di provare a portare il bambino da uno psicologo/a, in modo da poter valutare, eventualmente con dei test, il livello di ansia o la possibile presenza di altri problemi che impediscono la concentrazione. Cordialmente.
Caro Franco, innanzitutto vi siete posti un problema correttamente: evitare di “stressare” ulteriormente il bambino. Avete compreso che ha un problema di attenzione, ma sapete legato a cosa? Senza questo pezzo è difficile trovare una soluzione per vostro figlio, tra l’altro, quando andrà alle medie, il carico di compiti e le richieste scolastiche aumenteranno e voi genitori, con la crescita, dovreste poterlo responsabilizzare con lo studio, quindi “stargli troppo addosso” non va bene anche per questo: non lo aiutate a crescere. La migliore cosa per la vostra famiglia è comprendere cosa accade a vostro figlio, quindi, cercate un servizio nella vostra città che faccia una valutazione completa sul suo stato psicologico, sulle strategie di apprendimento che applica, cosa lo preoccupa, magari potrebbe essere sfuggito qualcosa agli insegnanti, a voi genitori, ai compagni….ogni bambino è diverso ed è per questo che ognuno cresce in modo diverso. Cercate queste risposte attraverso professionisti competenti, nel rispetto della sua individualità, non temete di chiedere, è nel vostro diritto e dovere di genitori comprendere ciò che capita al piccolo. Siate pazienti, ma continuate a fare il difficilissimo mestiere di genitori, è il modo più immediato per arrivare ad una soluzione, quando avrete compreso ogni aspetto del problema del bambino. Distinti saluti.

Dott.ssa Elisa Fedriga Brescia (BS)

Provate a chiedergli di non stare attento...potrebbe funzionare...

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