Derealizzazione e anedonia

Marcello

Gent.mi Dottori, Ho 31 anni e sono un medico. Soffro da circa 1O anni di derealizzazione e depressione costante, ho tentato un percorsi di psicoterapia settimanale di tipo psicodinamico di circa 5 mesi, sia delle terapie farmacologiche con ssri con scarso beneficio. Mi sembra di aver sprecato la mia intera giovinezza e di non avere realizzato nulla. Ricordo le emozioni che provavo da giovane, ma come lontanissime, appartenenti a un'altra vita o a un'altra persona. A chi posso rivolgermi? Quale orientamento scegliere? Dalla vostr esperienza ritenete che sia possibile guarire nonostante la cronicizzazione del disturbo? Mia moglie aspetta il nostro primo bambino, ho molta paura di provare nei confronti del nascituro la stessa distanza emotiva che caratterizza da anni ogni aspetto della mia vita, infatti la mancanza di emozioni è ciò che più mi tormenta. Sarebbe terribile vivete così, come un automa. Mi sento così: in frantumi in fondo a un abisso e guardare la mia vita che mi passa davanti Ringrazio sin d'ora

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Marcello, mi  dispiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere per lei difficile conviverci. 

Mi spiace che il precedente percorso non abbia portato i frutti sperati: nonostante io sia di approccio cognitivo-comportamentale, non mi sento di dirle cosa possa essere "migliore" di altro. E' sicuramente un approccio di provata validità scientifica e, se lo desidera, nella mia pagina ho scritto una breve sintesi degli obiettivi che si pone. Tuttavia, al contempo, ritengo fondamentale l'instaurarsi di una valida ed efficace relazione terapeutica, elemento indispensabile della buona riuscita della terapia, a prescindere dall'approccio del professionista.

Credo sinceramente, comunque, che un percorso psicologico possa essere per Lei un'importante risorsa per elaborare  pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione riportata e per trovare  strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde  evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Marcello. Gli stati depressivi possono avere diverse origini ed ogni approccio tende ad indagarli sotto aspetti peculiari. È complicato affermare con esattezza quale sia migliore, in quanto l’approccio del terapeuta non è l’unico elemento che stabilisce la buona riuscita della terapia, sebbene in alcuni casi certi approcci siano più indicati di altri. Nel suo caso, depressione e derealizzazione possono essere indagati efficacemente da diversi approcci: l’importante è riuscire a creare una buona alleanza terapeutica, basata sulla fiducia che si possa uscire da questa situazione e fiducia negli strumenti utilizzati dall’esperto. La sua voglia e la motivazione che mostra, oltre alle idee chiare circa come si sente, giocheranno un ruolo molto positivo nel percorso terapeutico.
Mi rendo disponibile per un consulto più approfondito ed adeguato alla sua situazione e per un percorso mirato, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Gent.mo Marcello, certo e' che la sua visione della sua sofferenza e' legata alla mancanza di fiducia perche' solo i farmaci non le bastano a sentirsi bene. Vista la sua giovane eta', proverei a "rilanciarsi" con una psicoterapia psicoanalitica, la mia, per esempio, da buone opportunità di miglioramento e lavoro bene con pazienti che devono, per periodi a medio termine, assumere psicofarmaci. Di solito cerco con il paziente di svolgere un lavoro tale per cui non debba sussistere ne' dipendenza da me, ne' dagli psicofarmaci. Lavoro trattando i legami familiari, amicali, etc.il passato che ha "costruito" il modo di relazionarsi con se stessi e gli altri, ma non sviluppo rimuginio di se'! Promuovo la riflessione e la autoconsapevolezza.

La saluto cordialmente e auguri!

Gentile Marcello,

Dalle sue parole emerge dirompente lo stato di sofferenza provata in questi ultimi 10 anni: sarebbe utile indagare il significato sottostante alla distanza emotiva che caratterizza da anni ogni aspetto della sua vita.

Quali sono state le “emozioni giovanili vissute ora come lontanissime e come appartenenti a un’altra vita o ad un’altra persona”?

Vi sono esperienze particolari (magari accadute 10 anni fa) che hanno rappresentato un evento “spartiacque” tra “un prima e un dopo” nella sua vita?

Sotto la guida di un professionista del benessere psicologico l’approccio EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) può essere di aiuto per potenziare capacità personali e risorse individuali, al fine di poter affrontare le sfide quotidiane con un rinnovato senso di sicurezza e serenità.

Cordiali saluti.

Dottoressa Daria Carli Giori

Psicologa Psicoterapeuta a Sesto Calende (VA) e online.