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Da un anno dalla pensione mi vedo perso.

LUIGI

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Buona sera,ho 62 anni, sono pensionato da circa un anno, sono sposato ed ho tre figlie. da un anno dalla pensione mi vedo perso. Nonostante mi alzi normalmente presto, faccio attivita' sportiva e cerco di dedicarmi a qualche interesse, constato che mi manca sempre qualcosa. Poi vi sono periodi che dormo poco con inevitabili ripercussione sul mio umore. Mi potete dare un consiglio. grazie. cordialita'

18 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Utente,

si avverte molto forte la difficoltà con cui sta imparando a riabituarsi al "tempo libero". La pensione è sicuramente un momento di forte cambiamento nella vita dell'individuo; la vita, che prima era scandita da precisi orari e impegni, tutto ad un tratto appare come vuota e priva di obiettivi.  Tuttavia, nel suo caso, potrebbe trattarsi proprio di un riuscire a riorganizzarsi adattandosi ad un nuovo stile di vita con nuove attività e interessi, come già sta facendo. Si dia il tempo necessario, le abitudini sono davvero difficili da disinstallare, ma non trascuri i segnali di difficoltà che sta avvertendo e, qualora lo riterrà necessario, chieda un sostegno a un professionista che possa aiutarla a riappropriarsi dell'energia per andare avanti imparando ad apprezzare quanto di buono questo nuovo capitolo della sua esistenza può darle. Le auguro il meglio

Buona sera,

andare in pensione è una grossa prova per tutti, implica una riorganizzazione della vita non più fatta di ordinaria routine ma di tempo da impiegare, da attività da svolgere, la pensione ci fa chiedere chi siamo, chi siamo diventati, cosa facciamo, cosa ci piaceva e tante altre domanda....

io le consiglierei di provare un percorso che l'aiuti a rispondere a tutte queste domande per trovare un equilibrio prima possibile.

spero di esserle stata utile.

Salve Luigi, la reazione al cambiamento che sta vivendo è molto comune. Cerca di mantenere i suoi ritmi precedenti e dedicarsi a degli interessi ma in ogni caso interiormente sta facendo i conti con tanti aspetti di sè, della sua vita precedente e dei suoi propositi futuri. Non so che lavoro faceva, che tempi le impiegava, che funzione svolgeva per lei quel lavoro. Quello che posso indicarle in questo momento è di valutare la possibilità di inserirsi in qualche iniziativa di volontariato che non sia solo un "fare" per tenersi impegnato ma che abbia degli scopi e finalità che lei stesso condivide. Se continua a sentirsi ancora "perso" o ad avvertire sensazioni di malessere la invito a rivolgersi ad uno psicologo per essere sostenuto nel passagio da un precedente stile di vita a quello attuale.

Cordiali saluti

Gentile  sig. Luigi,

Da quanto Lei scrive, sembrerebbe che il lavoro rappresentava qualcosa di molto importante, qualcosa di profondamente legato alla sua persona.  Sarebbe utile cercare di capire quale ruolo rivestiva nella propria  vita. Per esempio, per alcuni il lavoro rappresenta una parte della propria identità, per altri rappresenta una forma di protezione. Cerchi, se può, di capire il ruolo che rappresentava per lei, tenendo presente che il pensionamento è sempre e comunque una profonda fonte di stress, positivo  per alcuni,  negativo per altri.  Come ha bel evidenziato, emerge una certa sfumatura per interessi specifici. Normalmente nel corso della vita molti interessi prima importanti, subiscono una sorta di evoluzione. Anche questo è possibile collegarlo con i propri vissuti al fine di focalizzare la fonte del disagio. 

 Cordiali Saluti

Riorganizzare la propria vita dopo la conclusione dell'attività lavorativa non è mai facile. Sembra che sia riuscito a dedicarsi ad altre attività anche se non riesce a trarne giovamento come probabilmente accadeva con il lavoro. 

Avrebbe bisogno di riconsiderare il significato che attribuiva al lavoro, che magari occupava un posto centrale nella sua vita a discapito di altri ambiti, e dedicare un po' di spazio alla riflessione su questa nuova fase.

Per quanto riguarda i problemi di insonnia bisogna capire quante ore dorme a notte e quale sia la qualità di questo sonno, potrebbe per questo rivolgersi al medico di base per qualche terapia farmacologica o provare con prodotti di erboristeria. In ogni caso, però, mi sembra che il malessere di questo periodo non sia collegato strettamente al sonno ma più con quello che dicevo prima concernente l'elaborazione del lutto rappresentato dal pensionamento e la ricerca di un nuovo significato da attribuire alla sua vita.

Cordiali saluti.

Buonasera sig. Luigi,  il periodo del pensionamento per alcune persone diventa un momento critico e faticoso da superare e per altre persone invece diventa il momento giusto per dedicarsi a tutte quelle cose che prima non avevano tempo per fare. Dipende dal nostro carattere, dalla nostra personalità ormai già ben strutturata. Sta a noi, quindi,  affrontare il pensionamento con le modalità più adeguate!!  Se Lei ritiene di occupare il tempo nel miglior modo possibile e nonostante ciò avverte un qualche disagio emotivo forse è il caso di cambiare qualcosa. Come mai si alza sempre “normalmente presto”? Cosa Le impedisce di dormire un po’ di più la mattina? Cosa intende “cerco di dedicarmi a qualche interesse”?   Lei non deve ‘sforzarsi’ a fare comunque qualcosa; deve invece trovare qualcosa che La appassioni veramente!!   Per quanto riguarda il sonno deve tener presente che più si va avanti con gli anni e solitamente si dorme un po’ meno. Inoltre Lei ora forse è meno stanco di quando lavorava tutta la settimana pertanto ha meno necessità del riposo notturno. Tuttavia Le consiglio  (se non lo ha già fatto) di farsi prescrivere un semplice check up dal medico curante per verificare che non ci siano disfunzioni a livello biofisico (es.: controllo degli ormoni tiroidei). Appurato che tutto è a posto il mio consiglio è quello di trovarsi un impegno (anche nel volontariato) che La tenga occupato più ore al giorno. La saluto cordialmente.

Salve,

l'entrare in pensione è un evento molto "stressante" per la gran parte delle persone, spesso il lavoro a cui dedichiamo moltissimo del nostro tempo aiuta a costruire una identità, attraverso la formazione di un ruolo e lo svolgimento di una funzione. Finito il lavoro sembra si perda qualcosa di sè, e questa credo sia la sensazione che le sta portando questo disagio. Lei ha già trovato delle attività a cui dedicarsi per trascorrere del tempo, per tenersi impegnato, quello che mi sento di consigliarle è di provare a riflettere su che cosa abbia significato per lei il lavoro svolto in tutti questi anni e di dedicarsi, oltre che al fare come sta già facendo, all'essere cercando di ritrovare una nuova identità. Ora ha l'occasione di ritrovare se stesso, liberamente.

A presto,

Gentile signor Luigi,

come forse saprà la fase del pensionamento è un momento molto delicato, specialmente per le persone che hanno sempre lavorato con interesse e impegno personale. E' un cambiamento che incide sul modo in cui percepiamo noi stessi, la nostra identità, il nostro posto nel mondo. I disturbi del sonno indicano uno stato di ansia sottostante che, insieme alla sua sensazione di “mancanza di qualcosa”, fa pensare ad un leggero vissuto depressivo.

Le consiglio di parlarne con qualcuno per avere un supporto e vivere in serenità questa parte importante della sua esistenza.

Buona fortuna

Caro Luigi,

è abbastanza frequente che l’andare in pensione crei un senso di vuoto che spesso è accompagnato da una sensazione di inutilità. Così anziché godere del tempo libero si rimane vittima della convinzione per cui non essendo produttivi sotto il profilo economico si finisce col ritenersi inutili. Invece a parte il grande valore e la funzione non certo marginale che hanno i nonni (e Lei se non lo è di già si alleni a diventarlo) la terza età deve aprire nuovi orizzonti e un nuovo modo di vivere e affrontare la vita. Il consiglio che mi sento di darLe è quello di impegnarsi nel sociale. Cerchi un gruppo in cui inserirsi, si dedichi agli altri, tornerà a sentirsi un protagonista.

Le auguro una buona giornata!

Innanzitutto mi permetta di farle i complimenti: non è da tutti reagire con tanta solerzia al senso di vuoto quando lo si prova in modo significatrivo! Mi sentirei di aggiungere che oltre a coltivare i soliti interessi ne dovrebbe scoprire di nuovi, di importanti, darsi uno scopo così come nella giornata lavorativa le sue azioni portavano ad un obiettivo. Distinti saluti

Signor Luigi buonasera,

può succedere che i diversi ritmi, le nuove abitudini e disponibilità di tempo che seguono il pensionamento, portino a vivere con difficoltà il cambiamento in atto. Si tratta di un fenomeno piuttosto frequente. Il pensionamento e la conseguente cessazione dell'attività lavorativa rappresentano un passaggio molto importante nella vita di ognuno di noi: la produttività professionale non è più l'elemento principale di ogni giornata e non ne scandisce più i tempi. Ci si trova a dover organizzare il proprio tempo in maniera nuova, occupandoci di attività diverse, con orari e tempi diversi e questo può indurre un senso di smarrimento, o la perdita del senso di "produttività sociale".

Lei si dedica ad attività ricreative che la gratificano - come lo sport ed altri hobby - ed è molto importante che continui a farlo, compatibilmente con le sue possibilità. 

E' normale, "fisiologico" che constati la mancanza di qualcosa, pioichè in effetti qualcosa (cioè la sua attività lavorativa) è venuta a mancare e le occorre del tempo per metabolizzare il cambiamento, e rimpiazzarla con altre attività o semplicemente con nuovi modi di vivere il tempo libero che ha ora a disposizione.

Le consiglio di continuare a dedicarsi ad attività che le piacciono e la gratificano, a conoscere persone che condividano con lei gli stessi interessi; viaggi, volontariato, attività sportive, mostre, attività ricreative ed hobby rappresentano un ottimo modo di rutilizzare il nuovo tempo a disposizone. Se è sposato, coinvolga sua moglie per poter condividere con lei i suoi interessi.

Se tuttavia questo senso di "qualcosa che manca" dovesse diventare sempre più forte o provocarle un disagio psicologico crescente, ed il suo umore dovesse diventare cronicamente "nero", può rivolgersi ad un professionista psicologo. La potrà aiutare a superare al meglio questo momento di passaggio della vita, che la vede chiudere un capitolo in cui la produttività e l'attività lavorativa erano l'elemento principale, per affrontarne un altro in cui è necessario riorganizzare priorità, tempi ed interessi personali.

Un caro saluto

Gentile Luigi,

il pensionamento è sempre un passaggio complesso, anche quando desiderato.

Cambiano i ritmi della vita, le dinamiche nella coppia... ma soprattutto si smarrisce il senso del vivere.

Lei fa bene a riempire il suo tempo "liberato" con sports e interessi, eppure questo non basta a dare un significatao alla vita, e ci pone difronte a domande che il lavoro non dava tempo di porsi. Da qui un senso di insoddisfazione che si manifesta anche con disturbi fisici (sonno).

Occorre riflettere per capire bene di cosa si ha bisogno nel profondo di se stessi, ora che il tempo è divenuto "libero": volontariato, forse? Molte sono le persone che hanno bisogno di noi e delle nostre competenze... Molti sono i settori a cui ci si può dedicare.

Molti cari auguri.

Salve Luigi, il momento del pensionamento è particolare e mette un punto ad un periodo della propria vita.

A volte il sentirsi persi in questo contesto è normale specie se si è vissuta la vita lavorativa in modo molto intenso.

Quello che forse le sta accadendo è la mancanza di accettazione di questo nuovo assetto, quello che le consiglio è di trovare un collega con cui schiarirsi le idee e comprendere la strategia da utilizzare per ritrovare un nuovo equilibrio.

Le auguro di trovare la persona giusta.

Buon giorno. Provo a soffermarmi su quel 'cerco di dedicarmi a qualche interesse', ove traspare un che di dovuto. Ovviamente il punto e l'essere attivi, e trarre soddisfazione da quel che si fa. Non ha detto se questa soddisfazione era presente nel suo lavoro, dunque quanto questo le manchi, oppure se di trova a dover scoprire un nuovo vero, autentico interesse, che non sia un modo di far passare il tempo. Forse ha bisogno di qualche colloquio che l'aiuti a svelare qualcosa di sè di ignoto e insieme attraente, qualcosa verso cui si senta spinto, e che oggi non immagina cosa sia. La vita è ancora tanto lunga. Con la pensione si è solo chiusa una pagina.

Dott. Miro Moretti Roma (RM)

Buongiorno, intanto mi rendo conto quanto sia delicato il periodo di vita del pensionamento e porti comunque inevitabilmente con sè delle ripercussioni psicologiche ed emotive (non sempre consapevolmente): si fanno i conti con la "fine" di quell'identità lavorativa che immagino l'abbia accompagnata, nel bene e nel male, a lungo. Allo stesso tempo è un periodo molto fertile, in cui possono nascere nuovi stimoli, passioni, attività ecc. Non ho elementi per dare un consiglio ne è il mio ruolo farlo, quello che posso fare è invitarla a pensare ad un incontro con qualcuno che possa aiutarla a prendere contatto con le cose che sente per orientarsi verso una organizzazione della vita nuova che consideri a pieno i suoi interessi e desideri. E' un momento molto importante di vita. In bocca al lupo

Caro Luigi,

immagino che dopo una vita dedita al lavoro, oltre che alla famiglia, non sia facile trovarsi catapultati in una situazione in cui il proprio ruolo sociale viene stravolto, così come i propri impegni. Riorganizzare il tempo libero e ricercare gratificazioni differenti da quelle a cui era abituato comporta tempo e flessibilità. Le sue attività e i suoi impegni giovano sicuramente alla sua vita e in questo è stato funzionale, forse un confronto con la sua famiglia, condividere le sue emozioni e pensieri potrebbe esserle di aiuto.

Un caro saluto,

Gentile Luigi,

ciò che lei descrive è molto frequente.

Durante la nostra attività lavorativa investiamo molto del nostro tempo e delle nostre energie sul lavoro.

Non siamo abituati a dedicare ma soprattutto a trovare in noi stessi quel non so che di stimolante per sostenere il tempo che passa.

E' come se le nostre giornate fossero vuote non "vedendo" ciò che passa e non riuscendo ad assaporare nulla.

Ci vuole un tempo, un tempo che utilizzeremo anche solo per passeggiare, guardare intorno, assaporare ciò che c'è, le nostre sensazioni, il nostro vissuto emotivo.

Sono passaggi che diamo per scontati ma non è così. Di fatto spesso passeggiamo automaticamente, non ci soffermiamo ad "ascoltare" ciò che c'è dentro e fuori di noi e siamo portati a non dare valore alle cose positive mentre gli aspetti che non ci piacciono siamo allenatissimi ad evidenziarli.

Ci sono percorsi quali di Mindfulness quali l'MBSR di riduzione dello stress,  basati sull'attenzione consapevole che le potrebbero essere molto utili in termini di consapevolezza e salute psicofisica (insonnia, umore..)

A sua disposizione, qualora volesse approfondire

un cordiale saluto

Buongiorno, dal suo messaggio si evince un calo dell'umore e questo ovviamente ha ripercussioni sulla sua vita. In pensionento e' un momento cosiddetto critico della vita come il trasloco, il matrimonio, la nascita di un figlio o l'abbandono del figlio della casa dei genitori. Tutti questi eventi hanno lo stesso denominatore comune ossia il cambiamento e quindi una nuova riorganizzazione. Le consiglio di farsi aiutare da uno specialista per affrontare meglio questa fase della vita che è ricca di aspetti positivi. Io ricevo a Roma nord e sono a disposizione. Un caro saluto

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