Adolescenza

Mio figlio quasi 15 anni fuma e probabilmente sarà bocciato

Anna

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Buongiorno, sono preoccupata per mio figlio, ha quasi 15 anni e da qualche mese fuma...gli abbiamo sospeso la paghetta per non avallare questo brutto vizio... per un po' lo ha accettato ora la rivuole .... mi ha chiesto si uscire di sera per andare in un locale dove non penso vada per una coca cola, anche se credo non beva superalcolici....magari una birretta....
Non so che fare....mio marito spesso mi rema contro....dice che non possiamo dire no a tutto....
Ma non studia .... fuma e non vorrei, dandogli soldi e il permesso per uscire la sera, di peggiorare la situazione.. ..mi aiutate per favore...
Grazie infinite

Al

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Anna,


un ragazzo che non studia, vale a dire che non svolge il lavoro della sua età, però pretende paghetta, fuma e forse beve (ma non si sa quanto e cosa beva)  sono tutti CAMPANELLI D’ALLARME  importanti che devono allertare entrambi voi genitori, facendovi riflettere su come intervenite nell’educazione del ragazzo.


È, infatti, importante per voi genitori, protagonisti dell’educazione di vostro figlio,  comprendere cosa rende efficaci o inefficaci i vostri interventi educativi.


Vi suggerisco di farlo con l’aiuto di un esperto, al quale potrete raccontare tutti gli aspetti che riguardano la vita di vostro figlio, il vostro rapporto con lui e gli accordi educativi tra lei e suo marito. In questo modo potrete essere aiutati a comprendere le vostre dinamiche genitoriali che non stanno consentendo di ottenere, nei comportamenti educativi che proponete, le risposte adeguate da parte di vostro figlio.


Comprendere ciò è fondamentale. Oltretutto il vostro compito genitoriale si concluderà tra pochi anni ed è bene che gli anni della adolescenza di vostro figlio siano direzionati nel migliore dei modi. Adesso siete ancora in tempo per intervenire e guidarlo. Poiché i rischi sono davvero tanti per questi ragazzi che, proprio nell’età in cui dovrebbero avere maggiore dispendio di energia e slancio, si trovino invece ad essere già vecchi, annoiati, demotivati e senza un progetto.


Come dice un giovane e ottimo insegnante, A. D’Avenia, nonché noto scrittore, “ai ragazzi vanno dati meno oggetti e più progetti”. I genitori sono i primi maestri ed esempi di progetti. I ragazzi hanno bisogno di esempi, di modelli a cui ispirarsi. I ragazzi guardano gli adulti e li giudicano. Molto di più di quello che appare dietro la loro cortina di indifferenza.


Anna, quindi, concordo con la sua preoccupazione e per questo la invito a parlarne con suo marito e a decidere il da farsi.


 


Cordiali saluti

Gentile Anna, l' adolescenza è un periodo particolare, di ribellione a tutto ciò che sia normativo ed è anche giusto che sia così. Lei non può evitare che suo figlio fumi, esca, beva una birretta o un cocktails, e se si accanisce nei divieti otterrà inevitabilmente l' effetto contrario. Ciò che deve cercare di insegnare è che alle azioni ci sono delle conseguenze e che ciascuno di noi ha diritti ma anche doveri. Il suo lavoro che sarà retribuito con la paghetta settimanale è di andare a scuola e studiare per ottenere quantomeno la sufficienza, mettere in ordine le sue cose e aiutare in casa (che si scelga lui stesso un compito che diventi una sua responsabilità). Se non vuole fare tutto ciò, voi non sarete tenuti nè a dare la paghetta, nè a pulire, lavare le sue cose, i suoi vestiti e prepare la cena o il pranzo per lui.Scelta. Prima lo avvisiamo e poi mettiamo in atto gli avvisi. La cosa importante è che come genitori assumiate una linea comune, che siate costanti e coerenti. Punite i comportamenti e non la persona e siate assertivi e non aggressivi nella comunicazione. Esiste la possibilità di scegliere e in base a ciò che scegliamo facciamo in modo di ottenere determinati risultati. L' importante è che qualcuno ci faccia riflettere su questo per poter diventare consapevoli di cosa vogliamo ottenere. La vita funziona così se inizia ad imparare adesso si troverà bene più avanti. Se voi riuscirete a restare calmi ma fermi, imparerà che può contare su di voi perchè siete genitori stabili(urlare e perdere la pazienza comunica instabilità) e affidabili perchè dite una cosa e poi la applicate nel bene e nel male. Tutti noi abbiamo bisogno di radici e di ali, quindi evitiamo oppressioni sia verbali che fisiche, promuoviamo iniziative circa nuove esperienze. Sport, viaggi studio, lo studio di uno strumento o altro per cui lui possa provare interesse.


Spero di averle offerto spunti di riflessione ed applicazione. Può trovare testi sulla comunicazione assertiva e corsi per una relazione costruttiva con i figli.Milano sicuramente le può offrire tanto.


Cari Saluti

Buongiorno Anna, purtroppo gli adolescenti vivono situazioni di rischio e i comportamenti che lei descrive vanno tenuti sotto controllo. E' pur vero che in questa fase della vita bisogna imparare a contrattare con i ragazzi, accettando alcune delle loro richieste ma aiutandoli a diventare responsabili, dandogli regole chiare (per esempio uscire solo nel weekend e stabilire un orario di rientro). È fondamentale creare un dialogo sano che trasmetta ai figli quali sono i valori fondamentali e concordare che alcuni premi vanno conquistati (per esempio se smette di fumare o se mostra più impegno nello studio con valutazioni positive potrà uscire). Un ultimo suggerimento è quello di mostrarsi coerenti tra voi genitori perchè anche se avete idee diverse troviate un accordo prima di comunicarlo a lui. Rimango a disposizione. Cordiali Saluti

Gentile Anna, le questioni che pone sono sicuramente rilevanti, perchè dicono qualcosa di un cambiamento che suo figlio sta affrontando durante la sua crescita.


La questione del divieto non è semplice da gestire, perchè se da un lato essere troppo permissivi potrebbe portare il ragazzo a non avere punti di riferimento e "perdersi", dall'altra un divieto totale e categorico potrebbe portarlo a fumare di nascosto e, soprattutto, mettere una distanza fra voi che poi non è semplice da recuperare.


Allora è in questo che il ruolo della psicologa entra in gioco, ovvero nel capire se, fra questi due estremi, sia possibile costruire gradualmente una strada intermedia, che consenta a vostro figlio di trovare i suoi spazi di autonomia e al contempo di costruire qualcosa di solido per il suo futuro, sia in campo lavorativo che affettivo.


In questo è necessario dare voce a entrambi i punti di vista, il suo e quello di suo marito, e di capire come trovare dei princìpi educativi di riferimento che vi mettano d'accordo, per poter passare a vostro figlio una linea coerente. D'altro canto, è necessario in questo tenere in considerazione le esigenze e i vissuti del ragazzo, e comprendere le motivazioni per cui non studia, per poterlo aiutare.


Nel caso in cui sentiste la necessità di un supporto, contattatemi pure per un appuntamento.


Vi saluto cordialmente

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