Mio figlio ha paura di essere giudicato

Sally

Buongiorno,
da qualche tempo mio figlio di 11 anni soffre di malesseri vari: dolori al petto, debolezza e a volte mi chiamano dalla scuola per andare a prenderlo.
In famiglia parliamo e cerchiamo di capire ed ascoltare i nostri figli ma quest'ansia non era mai emersa. A scuola non ha difficoltà ed i risultati sono molto buoni. È sempre stato un bambino molto riservato e con pochi amici. Ieri sera con il magone mi ha rivelato che teme di essere guardato dai compagni e giudicato, si sente inferiore. È un bambino estremamente sensibile e molto intelligente, studia pochissimo e prende 10, parla molto bene l'inglese pur non avendo fatto corsi particolari eccetto le ore che fa a scuola, legge molto. Come possiamo aiutarlo? Grazie

7 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Sally,

a scuola può essere capitato qualcosa? Qualche compagno potrebbe aver detto una frase per lui "giudicante" o "poco carina"?

Non è la prima volta che vengo a conoscenza di questa difficoltà in ragazzi della sua età pur avendo una famiglia come la vostra molto presente, aperta al dialogo, che dà regole ma che le spiega anche e con ottime capacità di apprendimento da parte del figlio. 

Ad oggi la vostra didattica è in presenza o in modalità DAD? 

Come sono le sue amicizie in classe? Ha avuto cambi repentini di insegnanti nella sua carriera scolastica? Come sono i suoi approcci amicali? Fa sport o svolge attività extrascolastiche?

A casa, state già facendo un buonissimo intervento educativo: standogli vicino, ascoltandolo, cercando di capire insieme cosa pensa, riformulando le sue preoccupazioni, ecc. 

Talvolta, però, i figli, anche per proteggere i genitori e non farli soffrire non raccontano tutto. Anche se voi siete stati dei buoni genitori aperti ed attenti può essere che lui si sia riformulato la sua storia di vita in un certo modo: es. voler far sempre vedere di essere il migliore o altro aspetto da valutare è anche la classe come reagisce ai suoi ottimi voti, cosa dicono, ogni quanto alcuni compagni gli chiedono aiuto e come lui risponde, ecc.

Potreste in aggiunta:

  • Avvicinarvi alla pratica della mindfulness dove imparara a concentrarsi sul corpo, sul respiro e pian piano a "buttar fuori ed allontanare" il giudizio ed alcuni pensieri negativi. 
  • Rivolgervi ad uno psicologo dell'età evolutiva per valutare un supporto e poter indagare in un luogo neutro e senza giudizio da dove può nascere la sua "paura" e "ansia di giudizio".
  • Parlare anche con le insegnanti e cercare di capire se loro hanno osservato dei cambiamenti, se in classe può essere capitato qualcosa di nuovo o di parlare per gli occhi di qualche alunno e chiedere una maggiore attenzione alle dinamiche sociali.

Resto a disposizione se volesse rispondere in privato alle domande poste, per poterle dare maggiori rimandi o per richieste aggiuntive, informazioni, dubbi ed eventuale consulenza online.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a: Torino, Collegno e online

 

Buongiorno,

dagli elementi che riporta sicuramente si rende necessario un approfondimento che vada ad esplorare ambito sociale, familiare, affettivo e caratteriale di suo figlio.

Le consiglio. quindi, una consultazione psicologica in modo da capire meglio da che cosa derivi questo disagio che si manifesta con somatizzazione dell'ansia.

Una valutazione del bambino attraverso test e colloqui può sicuramente indicarci dove incontra difficoltà.

Saluti

D.ssa Sabrina Mallimaci

Gent. sig.ra, suo figlio è chiaramente molto dotato e riservato, vive un po' nel suo mondo da cui è appagato. Mi viene da chiedermi se questo assetto di personalità gli ha attirato critiche e frecciate da parte di alcuni compagni, tali da creargli ansia. Fossi in lei, con tatto glielo chiederei. In ogni caso, può essergli utile confrontarsi con uno psicoterapeuta specializzato in problematiche dell'infanzia e dell'adolescenza, per permettergli di non sentirsi "sbagliato" a sproposito e di superare l'ansia derivante dal rifiuto dei pari.

Cordiali saluti

Gentile Sally,

sembra banale dirlo, ma la prima cosa da fare per aiutare suo figlio è essere, voi genitori, più tranquillizzanti possibile. Sarebbe importante approfondire la situazione, ma non è infrequente che il passaggio alle medie per i ragazzi sia un momento molto delicato, che si tende a dare per scontato, specialmente per gli alunni più bravi. La maturazione emotiva, tuttavia, come la capacità di reggere stress, ansie, confronti e aspettative, non hanno a che fare con le capacità cognitive. I bambini più intelligenti e sensibili, anzi, sono spesso i più suscettibili al giudizio  e severi con se stessi. Oltre a queste considerazioni generali, è importante conoscere a fondo la situazione di suo figlio per potergli dare un aiuto appropriato. 

Se desiderasse maggiori chiarimenti sono disponibile a un contatto attraverso l'apposito modulo. 

Cordiali saluti e molti auguri

Francesca Fontana 

 

Signora Sally, come aiutare suo figlio. Sicuramente parlandogli e ascoltandolo di più nelle sue paure. Cosa gli fa così paura del giudizio, potreste chiedergli. Se anche un compagno dovesse pure giudicarlo, fategli capire che il giudizio che conta veramente è quello suo verso se stesso, e quello dei suoi genitori. Lui che è così intelligente dovrebbe pensarci e comprendere. All'età di 11 anni inizia a cambiare la percezione di sé, si desiderano più conferma per la propria autostima; perché si prepara una crescita dell'identità. 

Auguri 

dr.Cameriero Vittorio 

Buonasera Sally, l'ansia nei bambini di quella età è abbastanza frequente, e sicuramente il fatto che è sempre stato bravo, lo porta ad una ansia da prestazione continua. Mi chiedo qual è il vostro rapporto con lui, come fate a tranquillizzarlo a riguardo. Questa ansia, questa paura del giudizio altrui potrà essere placata e/ o annullata nel momento in cui in famiglia potrà sentirsi tranquillo anche se dovesse fallire in qualcosa. 

Buongiorno. Purtroppo il sito mi costringe a mettere almeno 400 caratteri per poter accettare la mia risposta... Ha ha ha... Non sono uso dare risposte così, preferisco che ci si senta e incontri per valutare veramente cosa sta succedendo. Mi pare più professionale... Anzi, occhio a chi le da facili risposte qui. Se vuole ci possiamo sentire per telefono.

Dr. Marcello Schmid