Credo di essere affetto da ansia da prestazione

Alessio

Buon giorno, volevo esporre la mia problematica sessuale. Sono un ragazzo eterosessuale ma da molti anni ho avuto modo di constatare una disfunzione. Credo di essere affetto da ansia da prestazione infatti ogni qual volta inizio una relazione con una ragazza, pur avendo erezioni in più momenti nell'arco della conoscenza al momento di concludere e consumare il rapporto sessuale non riesco ad avere una erezione e se questo dovesse capitare in minima parte posso affermare che é del tutto insufficiente per avere una penetrazione perchè il mio pene non raggiunge la consistenza giusta. Ho trovato rimedio con la mia prima ragazza col viagra da 25 mg ed ho avuto risultati soddisfacenti in erezioni e numero di rapporti sessuali. Tuttavia ho continuato a prendere il viagra per il primo periodo ad ogni rapporto sessuale, diminuendo nel corso dei mesi l'assunzione fino a non prenderlo più e questo mi ha consentito di non avere SOLO con la mia ragazza disfunzioni erettili avendo ottime prestazioni sessuali. Da poco mi sono lasciato con lei e la problematica si è presentata nuovamente con la mia nuova ragazza, ed ho adottato la stessa tecnica : viagra 25 mg per il primo periodo ad ogni incontro sessuale, diminuzione assunzione fino a sospensione, ottenendo gli stessi risultati, ovvero alla sospensione ho avuto dopo la fase di intermedia di intervalli rapporto con assunzione, rapporto senza assunzione, una attività sessuale ottima non registrando disfunzioni. Ma questa ansia da prestazione si presenta sempre e più volte mi è capitata di fare cilecca al primo rapporto sessuale. Cosa posso fare per risolvere questo problema? Questa situazione mi blocca e mi fa star male. Grazie Ale ps ho 27 anni

21 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno e grazie per il contatto, il suo problema è ben noto e trattato con successo al 90% entro le 10 sedute, può contattarmi.
Salve gentile utente, come lei stesso ha constatato riesce ad avere rapporti soddisfacenti anche senza viagra. Mi chiedevo se lei palesa questa difficoltà alle sue ragazze o piuttosto la mantiene segreta ? Avere un rapporto intimo emotivo con una persona vuol dire avere il coraggio di palesarsi per come si e' realmente quindi presentarsi anche con le proprie fragilità. Escludendo momentaneamente la sua difficoltà, lei riesce ad essere se stesso con l' altra persona ? Potrebbe esplorare queste aree rivolgendosi ad un professionista presso asl locale o in privato. Saluti
Salve Alessio, comprendo il suo star male. Ha fatto bene a cercare un consulto per una problematica che è molto diffusa. Da ciò che descrive sembrerebbe si tratti proprio di ansia da prestazione, così come lei ha ipotizzato. Andrebbe poi approfondito se, oltre a coinvolgere l'erezione, il problema che lei racconta riguardi anche la fase del desiderio. In ogni caso è piuttosto tipico il fatto che il problema si presenti soprattutto con una nuova partner, quando il rapporto è quindi carico di attese e il "dover fare bella figura" è più forte di quanto avvenga in un rapporto consolidato. Se ha preso il Viagra immagino che quindi sia già stato visitato da un medico che ha escluso problematiche a livello fisico (che comunque, data la sua giovane età, sono piuttosto rare). Se così non fosse le consiglio per scrupolo di fare gli accertamenti necessari. Come lei ha già constatato i farmaci agiscono a livello del sintomo, ma non risolvono il problema. Per risolverlo è necessario intraprendere un percorso psicologico che la aiuti a capire quali sono i "circoli viziosi" che, in maniera automatica, si attivano quando si avvicina il momento di avere un rapporto (pensieri del tipo "DEVO avere un'erezione"). Di grande aiuto sono inoltre anche le tecniche di rilassamento. Di solito buoni risultati si ottengono senza che sia necessario un percorso eccessivamente lungo. Qualora le dovesse servire, io ricevo sia a Milano città (in via Sidoli) che in provincia (Arese e Bollate). Resto a disposizione qualora volesse scrivere nuovamente.
Buongiorno Ale, penso che abbia centrato in pieno la sua problematica: ansia da prestazione. Il Viagra è certo un ottimo ausilio, che permette di superare gradatamente l'insicurezza che si innesca con i primi rapporti resi impossibili da una erezione insufficiente. Ma non migliora la problematica di base che probabilmente consiste in un approccio non corretto all'altro sesso, in termini emotivi. Solo una psicoterapia può aiutare in tal senso. Da quanto capisco dal suo breve scritto, i suoi problemi sono proprio legati a rapporti sessuali con la sua ragazza, in quelle situazioni, dunque, nelle quali sesso e amore sono strettamente presenti. Un caro saluto.
Buongiorno Alessio, come giustamente scrive la sua è ansia da prestazione. Ogni tentativo che lei fa per evere l'erezione ha l'effetto opposto a quello desiderato, e ogni mezzo che lei mette in atto per risolvere il problema in realtà lo conferma e cronicizza. Per questo le suggerisco di rivolgersi ad un professionista che la possa aiutare a spezzare questo circolo vizioso che ormai lei stesso involontariamente auto-alimenta.
Caro Alessandro, succede più frequentemente di quanto tu possa pensare che, all' inizio di un rapporto, l ansia da prestazione faccia brutti scherzi. Probabilmente sei un ragazzo ancora un po' insicuro e con bassa autostima... Anche al di la dei rapporti sessuali. Prova a lavorare sulla tua autostima, curandola e alimentando la, nella tua vita. Vedrai che otterrai buoni risultati anche nella sfera sessuale. Leggi libri sull autostima o, se preferisci, rivolgi ti ad uno psicologo/a per un percorso breve di sostegno psicologico e rinforzo Dell Io. Tanti auguri!
Buongiorno Alessio, la chiarezza con cui descrive sintomo e soluzioni adottate (peraltro efficaci) mi permette di risponderle con una certa tranquillità che la sua diagnosi è probabilmente corretta: ansia da prestazione. La soluzione adottata mi pare ottima - funziona!- ma non risolve il problema. Credo che sarebbe meglio uno sforzo in più proprio per capire cosa provoca l'ansia. L'ansia è un segnale di qualcosa che lei teme. Cosa sia va individuato con chiarezza per poterla superare; l'ansia, come purtroppo ha già constatato, finisce con generalizzarsi ad altri ambiti della vita. Questa situazione la "blocca": quando ? in quali occasioni? in che modo? ci sono altri sintomi oltre a quello sessuale? Che cosa la fa soffrire? l'inefficienza sessuale? o altro? Ci sono altri momenti in cui prova ansia? Che esperienza ha di questa emozione nella storia della sua vita? Queste domande possono aiutarla ad esplorare il modo in cui lei vive questa emozione e come la gestisce normalmente. Il confronto fra diverse esperienze può consentire di chiarire il significato ansiogeno del sintomo da lei riscontrato. Compreso questo cercare una soluzione più in sintonia con lei di quanto sia il farmaco. Il mio consiglio in casi di ansia è sempre quello di farsi aiutare con una consulenza/una terapia (breve di solito) proprio per evitare la generalizzazione dell'ansia ad altre aree di vita. Intanto .... si goda la relazione che ha! La saluto cordialmente e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, se lo desidera.
Dall'andamento del suo disturbo sembrerebbe effettivamenbte trattarsi di un problema psicologico, come già da lei definito. Se di questo si tratta le suggerisco di affrontarlo con una psicoterapia per meglio identificarne le cause e superarle. le auguro buona giornata
Buongiorno Alessio, da come descrive la sua problematica ritengo che questa situazione sia per lei invalidante e le causi molte difficoltà. Mi sembra evidente che questa finestra domande-risposte non possa essere esaustiva al fine di una risoluzione definitiva di tali problemi. Il Viagra, come lei stesso ha avuto modo di constatare, è un palliativo, sposta il problema più in là. Francamente questa situazione merita ampio spazio per capire cosa la agita prima di un rapporto sessuale ed una risposta di poche righe non darebbe diritto di cittadinanza a questa condizione di sofferenza. Io non posso darle consigli pratici, ma voglio dirle di prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno per capire se questa difficoltà non meriti di essere esposta in un contesto adeguato come la stanza d'analisi, nel tempo della seduta. Quindi, non avendo la bacchetta magica non c'è un rimedio che possa darle per una "guarigione immediata", se non quello di prendere contatto con un terapeuta e affrontare fino in fondo il problema. Qualora desiderasse contattarmi, sono disponibile ad aiutarla.
Buongiorno Alessio, ho letto la descrizione che ha fatto del disagio che sta affrontando. Confidando nella sua comprensione rispetto alla difficoltà di offrirle un’indicazione sulla base della descrizione che ha fatto, le suggerirei di prendere in considerazione questa prospettiva: le difficoltà che a volte si presentano nell’esperienza sessuale possono esprimere potenziali fragilità o problematicità presenti nel proprio mondo personale e/o relazionale. La stessa espressione “ansia da prestazione” potrebbe essere meglio compresa se osservata da questa prospettiva. Immaginando l’assenza di problematiche a livello funzionale, le suggerirei di valutare la possibilità di approfondire la riflessione con uno psicologo. Ho l’impressione che le potrebbe sia consentire una comprensione più appropriata dell’attuale disagio, sia sostenerla nel giungere ad una più serena e piacevole espressione personale nell’esperienza dell’incontro sessuale. Un cordaile saluto,
Dott. Maurizio Pinato

Dott. Maurizio Pinato

Milano

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Alessio, il suo disagio lascia intendere che la soluzione da lei adottata non la sodddisfa. Forse la sua ansia da prestazione è lì per dirle, attraverso il linguaggio del corpo, che c'è qualcosa che le fa questione. Del resto l'incontro sessuale con una donna è un enigma che un farmaco difficilmente può risolvere... che ne dice? Le suggerisco di mettersi al lavoro su questo, contattando al più presto un collega e dandosi la possibilità di 'raccogliere il sasso' che il suo corpo le ha lanciato.
Gentile utente, sono psicoterapeuta e consulente sessuale, il farmaco da un punto di vista psicologico, la mette a riposo dal pensiero che lei è "responsabile della sua erezione", avviene una sorta di delega al farmaco, così lei si può concentrare sul piacere e non sulla prestazione. Il suo corpo e la sua mente imparano, in questo modo come si fa, e il problema si dissolve. Questo significa che lei può farlo. Chiaramente quando inizia una nuova relazione si riattiva la memoria, anche corporea, della sua paura di "non essere all'altezza" e lei allora deve riabituare la sua mente a non preoccuparsene. Mi sembra che la sua autodiagnosi possa essere corretta, anche se io definirei il suo problema in questo modo: "difficoltà a passare dal luogo della prestazione a quello del piacere". Sarebbe utile un lavoro sull'estensione dell'area del piacere e sullo spostamento dell'attenzione dai genitali al resto del suo corpo; la pelle è l'organo più esteso del nostro corpo e nell'ambito della sessualità è possibile che sia poco esplorato nella convinzione che il piacere debba essere necessariamente legato ai genitali. Un saluto
Gentile Ale, dalla descrizione della tua sessualità emerge come il problema sia non di natura medica ma di natura psicologica. Sarebbe importante per te guardare meglio quest'ansia: si manifesta in altre situazioni dela tua vita? da quanto tempo ti "tiene compagnia"? cosa ti dici per alimentarla? L'ansia è energia che possiediamo tuttavia, per alcune ragioni che sarebbe per te importante conoscere, a volte si manifesta in questo modo e non ti è più utile. Penso che un percorso psicologico possa essere molto utile per te! Un caro saluto
Buongiorno Alessio mi sembra che abbia ben inquadrato il problema. La sua descrizione potrebbe fare pensare ad un'ansia da prestazione situazionale, compare cioè in rapporti sessuali con una partner con la quale non ha stabilito una relazione stabile. Per questo indagherei quali aspetti della relazione col partner la fanno sentire sufficientemente sicuro, accettato, eccitato affinchè il rapporto sessuale possa procedere in modo soffisfacente anche senza l'assunzione di farmaci. Immagino abbia già fatto tutti gli accertamenti clinici che escludano una concorrenza organica che possa spiegare, insieme ad una dimensione psicologica un disturbo nell'erezione. le consiglierei un ciclo di sedute da uno psicologo sessuologo col quale inquadrare meglio non solo il problema (disturbo dell'erezione), ma anche le conseguenze psicologiche legate a questo disturbo (ansia, problemi di coppia, senso di insicurezza, senso di impotenza generalizzato, timore per il futuro, difficoltà ad accettare il proprio corpo, squalifica di sè...). Sono a disposizione
Salve Alessio, le consiglio di usare il viagra con la guida di uno specialista perché a lungo andare, somministrato da sé, può produrre degli effetti negativi nel suo corpo con particolare riguardo all’apparato circolatorio. Quindi, le consiglio sia di fare uno screening medico affidandosi ad un andrologo, se intende continuare ad assumere il viagra e sia di affrontare con serietà le cause psicologiche ed emotive legate alla disfunzionalità erettile. Cordiali saluti
Dott.ssa Maria Zampiron

Dott.ssa Maria Zampiron

Padova

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Mi permetto di segnalarle che tra qualche giorno sarà visibile sul sito il mio numero di telefono in caso volesse contattarmi, grazie dottor Matteo Fattore. L'ansia da prestazione è un problema che non ha alcun legame con problemi di ordine fisico o funzionale ma strettamente psicologico e affettivo. Avere una ragazza è molto di più che avere degli ottimi rapporti sessuali; è soprattutto uno stare assieme equilibrato e sereno che soddisfa il proprio bisogno di amore e non sicuramente la dimostrazione della propria virilità che va a soddisfare solo il personale bisogno di affermazione; cosa della quale peraltro anche le ragazze presto si stufano. Il mio consiglio è quello di provare a decentrare l'attenzione dall'atto sessuale fine a sè stesso per concentrarsi sul bisogno di trovare un rapporto più stabile e capace di dare origine a delle piacevoli sensazioni di ordine più affettivo e meno emotivo. Cordiali saluti
Caro Alessio, la tua autodiagnosi potrebbe essere giusta ma la autoterapia no. Per risolvere il tuo problema sessuale non puoi usare la tecnica “fai da te”!! Non so se il viagra lo stai usando sotto controllo medico o no comunque essendo un farmaco ti consiglio di usarlo dietro verifiche del medico curante. Inoltre per superare le tue problematiche sessuali è necessario che consulti -quanto prima - un psicologo-seesuologo per un necessario percorso psicoterapeutico che ti permetta di comprendere i meccanismi e le ansie che scaturiscono dalla tua affettività connessa con la sessualità. Ti faccio i miei auguri e un saluto cordiale.

Caro Alessio La tua è una disfunzione sessuale, che per avere una risposta terapeutica adeguata deve essere preliminarmente indagata in tutte le sue possibili cause o concause. In linea generale la tua disfunzione (deficit erettile) può dipendere in linea teorica da: 1)Problemi di ordine medico- biologico b) cause di tipo psicogeno (es . ansia da prestazione o qualcosa di più profondo) c) rapporto di coppia ( la disfunzione si può presentare con una partner ma essere assente con un'altra d) rapporti non risolti con la famiglia di origine d) condizionamenti derivanti da etica, religione cultura. Queste possibili cause possono interagire anche tra loro. Viagra e farmaci simili contrariamente al vissuto dell'immaginario collettivo non sono afrodisiaci ma vasodilatatori che nelle prime esperienze sessuali possono essere utili perché possono compensare e contrastare la vasocostrizione indotta dall'ansia.Infatti non a caso riferisci che .."fai cilecca" al primo rapporto sessuale poi, nel proseguo della relazione, l'ansia si attenua e le performances migliorano. A mio parere hai bisogno innanzitutto di un buon inquadramento diagnostico da psicologo-sessuologo.Io sono il dr. Fernando Cesarano e opero a Gallarate (alto milanese) comunque se consulti il sito della federaz. italiana Sessuologia scientifica potrai trovare nella sez Lombardia altri colleghi che operano nella tua zona. Cordiali saluti

Dott. Fernando Cesarano

Dott. Fernando Cesarano

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Salve Alessio grazie per aver scritto delle cose così personali e specifiche. In via generale posso concordare con lei che si tratta di ansia del primo rapporto e di un incontro così intimo con una persona nuova, però mi chiedo se ha mai consultato un andrologo, per escludere qualsiasi altra causa. Non è certo piacevole alla sua età fare uso di viagra. Una relazione non è solo un incontro sessuale ma l'incontro di due storie, dunque entrano in campo fattori emozionali, intergenerazionali, culturali. La situazione appare abbastanza complessa. Esistono, inoltre, delle tecniche per attenuare l'ansia come esercizi di rilassamento psico - corporeo potrebbe provare a praticare training autogeno o meditazioni
bisogna lavorare in modo psicoterapeutico su ciò che ti provoca queste ansie (ed è possibile lavorarci in un rapporto a due con una persona che sa dove dirigire le tue emozioni). non c'è la pozione magica ma lavorandoci per un periodo di qualche mese si otterranno risultati. occorre un po' di umiltà nel mettersi a lavorare per obiettivi in modo concreto attraverso un metodo.
Gentile Ale, il mio consiglio è di rivolgersi con molta serenità a un terapeuta con specializzazione on sessuologia, al quale lei possa raccontare meglio ciò che ha scritto qui. Potrà trarne beneficio e sopratutto trovare delle risposte che in qyesta sede è improbabile trovare. Un caro saluto,