Superare una crisi di coppia

Leonardo

Buon pomeriggio, vi scrivo per chiedere consiglio su come superare la crisi di coppia che si è venuta a creare con mia moglie, dato che sono venuto a conoscenza che chattava con un mio collega e amico, da cui non mi sarei mai aspettato un comportamento simile.
Premetto che ne sono venuto a conoscenza perché mia moglie e io abbiamo avuto una litigata a causa di questo mio amico, perché un giorno disse a mia moglie, davanti a me, che la trovava in splendida forma e mia moglie, una volta che è andato via, mi ha rimproverato di non aver "messo a posto il mio collega per quella esclamazione".
Successivamente sono venuto a conoscenza che si guardavano gli stati di WhatsApp uno dell'altra, finché mia moglie non ha deciso di bloccarlo e di eliminare il numero. Ogni tanto ho sbirciato nel suo telefono, ma non ho più trovato nulla.
A una cerimonia di amici in comune, qualche tempo fa, ho notato che il mio amico lanciava spesso delle occhiate a mia moglie e forse lei, in qualche occasione, le ha ricambiate.
Ne abbiamo parlato e lei mi ha rassicurato che non ha fatto niente con lui e che non lo ha nemmeno guardato, solo che io mi sento tradito da entrambi e la cosa mi fa stare molto male.
Abbiamo anche due bambini di 9 e 5 anni, non voglio mandare tutto all'aria per non farli soffrire, ma questa situazione mi schiaccia mentalmente e non riesco a venirne fuori.

24 risposte degli esperti per questa domanda

Ciao Leonardo, capisco il tuo stato d'animo ma ti dico chiaramente che  qui la cosa da fare non è “aspettare che passi” o cercare e chiedere delle rassicurazioni, ma intervenire sulla coppia subito.

Se continui a vivere nel sospetto e nella paura, senza affrontare la questione in modo strutturato, il rischio è che la relazione si consumi: la tua ansia cresce, il controllo aumenta e la coppia si riempie di tensione invece che di fiducia.

Serve in primisi un lavoro attivo da parte tua per ricostruire e riacquisire fiducia in lei, perchè le sue semplici rassicurazioni non ti risolveranno in problema.

Se resti fermo nella paura, sarà proprio quella a logorare il rapporto più del problema iniziale. Io ti consiglio di lavorarci adesso con un percorso strutturato. Se vuoi ne possiamo parlare

Dott. Nicola Nacca

Dott. Nicola Nacca

Caserta

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Salve Leonardo, 

comprendo quanto questa situazione possa essere dolorosa. Al di là dell'eventuale presenza o meno di un tradimento, ciò che emerge è una profonda ferita nella fiducia, resa ancora più difficile dal fatto che coinvolge una persona che considerava un amico.

Quando la fiducia viene meno, è normale che la mente continui a cercare conferme ai propri dubbi, ma questo spesso alimenta la sofferenza anziché risolverla. Più che concentrarsi solo su ciò che è accaduto, è importante capire cosa questa vicenda ha significato per la vostra relazione e se entrambi siete disposti a lavorare per ricostruire un clima di sicurezza e dialogo.

Avere due figli può essere una motivazione importante per affrontare questa crisi, ma il benessere della famiglia passa soprattutto attraverso una coppia che riesce a comunicare e ad affrontare insieme le difficoltà.

Se desiderate comprendere meglio cosa è successo e valutare come ricostruire il vostro rapporto, potete contattarmi per iniziare un percorso di terapia di coppia online, in uno spazio protetto dove affrontare insieme questa fase delicata.

     

Dott.ssa Mariagrazia Stabile

Dott.ssa Mariagrazia Stabile

Salerno

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Buongiorno,

da ciò che racconta emerge quanto questa situazione stia mettendo a dura prova il suo equilibrio emotivo. Quando viene meno il senso di fiducia all'interno della coppia, anche in assenza della certezza di un tradimento, possono comparire sentimenti molto intensi come rabbia, delusione, insicurezza e un continuo bisogno di trovare conferme o spiegazioni.

È importante distinguere tra i fatti e le interpretazioni. In queste circostanze il rischio è che il sospetto finisca per occupare sempre più spazio, alimentando pensieri ricorrenti che fanno soffrire e rendono difficile vivere serenamente il rapporto.

Mi colpisce un aspetto del suo racconto: sua moglie, dopo il commento del suo collega, le ha espresso il proprio disagio chiedendole di intervenire. Questo elemento potrebbe indicare che anche lei abbia vissuto quella situazione come poco appropriata, un elemento che merita di essere considerato insieme agli altri, senza fermarsi esclusivamente agli aspetti che alimentano il sospetto.

Comprendo anche il senso di tradimento che prova nei confronti del suo collega, soprattutto perché lo descrive come un amico. Quando la fiducia viene incrinata da una persona vicina, il dolore può essere ancora più intenso e coinvolgere non solo la relazione di coppia, ma anche il proprio senso di sicurezza nei confronti degli altri.

Il fatto che abbiate due bambini rende comprensibile il suo desiderio di non prendere decisioni impulsive. Proprio per questo credo che sia importante evitare di lasciare che siano soltanto la paura o la rabbia a guidare le scelte. Sarebbe utile cercare un confronto sincero con sua moglie, in un momento di calma, nel quale possiate parlare non tanto per stabilire chi abbia ragione, ma per comprendere cosa è accaduto nella vostra relazione e cosa è riuscito a generare in voi un episodio simile. Mi riferisco alle paure, ai bisogni e a tutto quello che spesso in una coppia smette di essere detto e condiviso.

Se si accorge che questi pensieri continuano a tormentarla, che sente il bisogno di controllare continuamente o che la sofferenza sta diventando difficile da gestire, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo, individualmente o insieme a sua moglie. Un percorso di coppia, infatti, non serve soltanto quando una relazione è "finita", ma può rappresentare uno spazio protetto per affrontare dubbi, incomprensioni e ferite prima che diventino insanabili.

Le auguro di riuscire a trovare la serenità necessaria per affrontare questa fase con lucidità. Le crisi, per quanto dolorose, possono talvolta diventare un'occasione per comprendere meglio sé stessi, l'altro e possono contribuire a rilanciare anche quelle relazioni consolidate che talvolta diamo per scontate.

Claudia Campisi

Dott.ssa Claudia Campisi

Dott.ssa Claudia Campisi

Roma

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Gentile marito,

Da ciò che mi ha scritto non emerge nessuno tradimento di sua moglie. Credo che lei sia un po’ geloso..poi se ci sono info che mancano le può scrivere. Magari la sua gelosia  la sta accecando o le fa pensare delle cose che non sono cosi.Cerchi di capire sua moglie e se in questo momento ha delle carenze affettive o amorose cerchi di capire quali. Parlatene. 

Cordiali saluti

Dr.ssa Iolanda Lo Bue 

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Roma

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Gentile marito,

Da ciò che mi ha scritto non emerge nessuno tradimento di sua moglie. Credo che lei sia un po' geloso..poi se ci sono info che mancano le può scrivere. Magari la sua gelosia  la sta accecando o le fa pensare delle cose che non sono cosi.Cerchi di capire sua moglie e se in questo momento ha delle carenze affettive o amorose cerchi di capire quali. Parlatene. 

Cordiali saluti

Dr.ssa Iolanda Lo Bue 

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Roma

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Buongiorno, le crisi nelle coppie posso avvenire in diversi periodi per diverse ragioni. Pertanto se tutti e due volete affrontare il problema vi consiglio delle sedute di coppia per capire se la problematica si é innescata per un motivo preciso o per un processo iniziato tempo fa che vi ha fatti un po' allontanare. Inoltre sembra chiaro che vi serve di chiarirvi senza però arrivare a degli scontri troppo difficili da gestire e quindi con l'aiuto di un professionista. 

Dott.ssa Fabiana Pontecorvo

Dott.ssa Fabiana Pontecorvo

Roma

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Caro Leonardo,

Il tradimento che senti, in questo momento, è vissuto da te come un fatto compiuto. Tuttavia, c'è un elemento paradossale nella vicenda: la richiesta di tua moglie di "mettere a posto" il collega. Da un punto di vista psicologico, questo comportamento può essere letto in modi opposti: potrebbe essere un modo per attirare la tua attenzione e confermare il tuo ruolo di "protettore" del legame, oppure un modo per distogliere lo sguardo da una sua ambiguità. Il punto non è capire chi ha ragione, ma riconoscere che la tua sofferenza nasce dall'incongruenza tra ciò che lei dice ("non è successo nulla") e ciò che i tuoi sensi hanno colto (le occhiate, i messaggi). Quando le parole non coincidono con il comportamento percepito, la fiducia si rompe. È naturale cercare prove (lo sbirciare nel telefono), ma questo comportamento, che tu stesso riconoscerai come logorante non placa l'ansia, la alimenta. Più cerchi, più sarai attento a cogliere segnali (anche dove non ci sono, a causa del tuo stato di allerta), entrando in un circolo vizioso che ti toglie energie. Per superare questa fase, devi passare dal ruolo di "investigatore" a quello di "partner in crisi". Il tuo obiettivo non deve essere dimostrare che lei ha sbagliato, ma capire insieme a lei perché il vostro legame è diventato così fragile da permettere che una terza figura entrasse anche solo simbolicamente nel vostro spazio di coppia. Ti suggerisco un tentativo di dialogo basato sulla tua vulnerabilità, non sulla sua colpa. Il timore di far soffrire i figli è un motore potentissimo, ma ricorda che la "tenuta" della coppia non si misura solo nella permanenza sotto lo stesso tetto, ma nella qualità della relazione che i bambini respirano. Una coppia che vive nel sospetto e nella recriminazione è, per i figli, un ambiente altrettanto faticoso di una separazione onesta. Il tuo impegno verso la famiglia deve passare prima di tutto attraverso la cura del tuo benessere psichico.

Ti senti schiacciato perché stai cercando di gestire tutto da solo: il dolore per il tradimento, la rabbia verso l'amico, il peso della gestione familiare. In una crisi di questo tipo, la mediazione di un professionista un consulente di coppia o uno psicologo che segua te individualmente non è una sconfitta, ma lo strumento che ti permetterà di decodificare cosa sta succedendo. Ti aiuterebbe a capire se questa ferita è sanabile attraverso un nuovo patto di coppia o se, invece, state vivendo le conseguenze di una stasi relazionale più profonda. Non affrettare decisioni radicali, ma non accettare nemmeno di vivere nel silenzio del sospetto. La verità che cerchi non è nel telefono di tua moglie, ma nell'autenticità del confronto che riuscirai a instaurare con lei, o che capirai di non poter più instaurare.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Salve Leonardo, comprendo perfettamente il tuo stato d'animo ed il tarlo che affligge il tuo pensiero: 'il sospetto del tradimento'!! Nel tuo caso una doppia sofferenza sia  sotto l'aspetto coniugale che quello amicale!! Intanto devi cercare che questo sospetto non diventi per te un'ossessione e  fidarti comunque di loro mettendo delle regole: ad esempio osservare  un periodo di non frequentazione con il tuo amico fino a quando non ti sentirai pronto e più tranquillo nei suoi confronti!! Nel frattempo  dovresti analizzare un po' meglio il tuo rapporto di coppia e capire se ci sono state delle carenze da parte tua nei confronti di tua moglie!! Nel tran tra quotidiano - presi da parecchie problematiche - a volte ci si dimentica di coltivare i nostri rapporti più cari e profondi magari dandoli per scontati!! Ma non è così!!! Un rapporto coniugale in particolare va coltivato ogni giorno senza farlo scadere nella consuetudine  così da farlo divenire troppo banale!! Se noti però  che non riesci comunque a fidarti delle rassicurazioni e dimostrazioni di tua moglie ti consiglio sen'altro  un percorso terapeutico o singolo o di coppia se anche lei è disponibile. Non aver fretta a far fallire il tuo matrimonio!! Sarà faticoso ma potrebbe riprendersi benissimo e funzionare meglio di prima ma ci vuole forza e costanza. Con i miei migliori auguri lascio un cordiale saluto. LT

In queste situazioni le consiglio un percorso individuale per comprendere le dinamiche alla base di questa sofferenza ingestibile come racconta 

Dottssa Marina Pisetzky

Dott.ssa Marina Pisetzky

Dott.ssa Marina Pisetzky

Roma

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Buona sera, ho letto attentamente la sua domanda, capisco che il suo amico l'ha deluso xche' ha fatto dei complimenti a sua moglie forse un po' troppo insistenti e quindi lei non si fida completamente della sua lealtà. Forse a sua moglie faceva piacere ricevere i complimenti e l'attenzione di un altro uomo. Possiamo pensare che le mancano a sua moglie delle attenzioni anche da parte del suo partner. Vi consiglio di fare dei colloqui di coppia per capire che dinamiche stanno succedendo fra voi non è molto chiaro, sarebbe un peccato rovinare il vostro rapporto, non mi pare che vi state spiegando fra voi, buon proseguimento, dott. Eugenia Cardilli. Grazie

Dott.ssa Eugenia Cardilli

Dott.ssa Eugenia Cardilli

Roma

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Ciao Leonardo, leggendo il tuo racconto mi è venuta una riflessione: forse il problema non è stabilire se ci sia stato o meno un tradimento, ma capire cosa è successo dentro di te da quando hai iniziato ad avere questo dubbio.

Quando la fiducia viene incrinata, anche da piccoli episodi, la mente cerca continuamente conferme. Ogni sguardo, ogni ricordo, ogni dettaglio viene riletto alla luce della paura di essere stati ingannati. È un meccanismo umano, ma può trasformarsi in una prigione, perché nessuna prova sembra mai sufficiente a far stare davvero tranquilli.

C’è un aspetto del tuo racconto che mi ha colpito: tua moglie si è infastidita per quel complimento ricevuto dal tuo collega e si aspettava una tua presa di posizione. È un elemento che può essere interpretato in molti modi, proprio come gli sguardi che dici di aver notato. Il rischio è che, quando siamo feriti, il bisogno di trovare una spiegazione ci porti a scegliere quella che fa più male.

Forse la domanda da portare nella relazione non è: “Dimmi se mi hai tradito”, ma: “Come possiamo ricostruire un senso di sicurezza tra noi?”. Sono due domande molto diverse. La prima cerca una sentenza; la seconda cerca una strada.

Indipendentemente da ciò che è realmente accaduto, una cosa appare chiara: questa situazione ti sta facendo soffrire profondamente. E quando il dubbio diventa più grande della relazione stessa, spesso è il momento di non affrontarlo più da soli.

Dott. Roberto Maguzia

Caro Leonardo, quello che ti è accaduto non è una semplice ferita alla fiducia. È qualcosa che tocca un punto molto più profondo: la sensazione di essere stato scosso nel luogo che credevi più sicuro, la tua famiglia, e da due persone che non avresti mai immaginato potessero farti male. Quando un collega che consideravi amico si avvicina troppo a tua moglie, e tua moglie non riesce a mantenere quel confine che protegge la coppia, il mondo interno si incrina. Non perché ci sia stato un tradimento fisico, ma perché è venuta meno quella trasparenza che permette di sentirsi al riparo.

Il dolore che senti nasce proprio da questo: non hai una verità chiara a cui appoggiarti. Hai gesti, occhiate, attenzioni, conversazioni che non dovevano esserci. Hai un rimprovero che tua moglie ti ha rivolto, come se tu avessi dovuto difenderla da qualcosa che lei stessa stava alimentando. Hai un blocco improvviso del numero, che sembra un tentativo di chiudere tutto, ma non ti dà le spiegazioni che ti servirebbero per calmare la mente. Ti ritrovi in mezzo a una storia che non è mai diventata concreta, ma che è stata abbastanza intensa da farti sentire tradito.

La parte più difficile è che tua moglie ti rassicura, però tu non riesci a crederle del tutto. Non perché pensi che ti stia mentendo, ma perché la ferita emotiva che si è aperta non si chiude con una frase. La fiducia non torna perché qualcuno dice “non è successo niente”. Torna quando si ricostruisce insieme un senso di sicurezza, quando si capisce cosa ha portato una persona a cercare attenzioni fuori, quando si riesce a guardarsi negli occhi senza sentire quella fitta allo stomaco.

La presenza dei bambini rende tutto più delicato. Non vuoi che soffrano, non vuoi che questa crisi diventi una frattura, non vuoi che la loro quotidianità venga toccata da ciò che stai vivendo. È un pensiero che ti onora, ma non può diventare il motivo per cui ingoi tutto in silenzio. La famiglia si protegge quando gli adulti trovano un modo sincero di affrontare ciò che li ferisce, non quando fingono che non sia successo nulla.

La strada che può aiutarti non è quella di “andare avanti” come se nulla fosse. È quella di un dialogo vero, profondo, anche scomodo. Un dialogo in cui tua moglie non ti offre solo rassicurazioni, ma si prende la responsabilità emotiva di ciò che è accaduto. Un dialogo in cui tu puoi dire cosa hai provato senza sentirti esagerato. Un dialogo che non cerca colpe, ma cerca di capire dove si è allentato il legame e come si può tornare a sentirsi dalla stessa parte.

Leonardo, non sei un uomo geloso. Sei un uomo ferito. E una ferita così non si cura da sola. Si cura quando viene riconosciuta, quando viene ascoltata, quando trova uno spazio sicuro in cui essere detta. È da lì che può ricominciare la fiducia, non da un tentativo di dimenticare.

Se vuoi potrei accompagnarvi in un percorso di coppia, per poter raggiungere di nuovo la vostra tranquillità.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Buon pomeriggio,

Quello che prova è comprensibile. Quando si incrina la fiducia, il dolore può essere molto intenso anche se non ci sono prove di un tradimento. In questo momento è importante distinguere i fatti dai timori e capire se, da entrambe le parti, c’è la volontà di ricostruire il rapporto con sincerità e trasparenza. Se entrambi siete motivati, un percorso di coppia può aiutarvi a comprendere cosa è accaduto e a ricostruire la fiducia, senza prendere decisioni dettate solo dalla sofferenza del momento.

Dott.ssa Fioldisa

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

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Quello che sta provando è comprensibile: quando si percepisce una possibile violazione della fiducia, soprattutto da parte di persone vicine, è normale sentirsi feriti, arrabbiati e molto attivati sul piano emotivo. In questo momento, però, è importante provare a distinguere tra ciò che sa con certezza, ciò che ha osservato e ciò che sta temendo o immaginando, perché quando l’emotività è molto alta si rischia di fare valutazioni o azioni che aumentano ulteriormente il conflitto.
Le suggerirei di evitare, per quanto possibile, controlli del telefono o ricerche indirette di conferme: anche se nell’immediato possono dare sollievo, spesso mantengono la tensione e la sfiducia.

Sarebbe più utile affrontare la questione in un momento di calma, con un confronto chiaro e rispettoso con sua moglie, cercando di esprimere il suo vissuto in prima persona.

Salve

Dalle sue parole si percepisce il suo stato d’animo e il desiderio di riparare la situazione. Una situazione, tuttavia, che merita approfondimento: il suo vissuto, le dinamiche di coppia, ma anche il vissuto di sua moglie che "la rimprovera per non aver rimesso a posto il collega" sono tutti elementi importanti per poter superare questo momento. 

Qualora volesse approfondire e parlare di come sta e come state in questo momento, può contattarmi. 

Le auguro una buona giornata 

Dott.ssa Valeria Manni

Dott.ssa Valeria Manni

Roma

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Le coppie che durano nel tempo affrontano e superano tante crisi alcune come quella di cui lei parla e che spesso hanno solo il senso di riorientare l'attenzione della persona amata su di sé.

che lei si senta tradito nessuno lo può mettere in discussione, ma che lo sia realmente stato invece sì.

Lei all'inizio parla di chat tra i due, ma poi non sembra che questo sia realmente accaduto, ho capito male?

le direi di focalizzare la sua attenzione sul momento di coppia precedente alla crisi, per rivalutare tutto quello che è successo poi. In che momento di vita di coppia eravate?

se non riesce da solo, si faccia aiutare da un collega della sua città, che la aiuti a ricostruire il significato e la coerenza di quanto è accaduto e di come se lo sta vivendo

un cordiale saluto

dr. Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli

Roma

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Gentile Leonardo, cio' che emerge in modo chiaro in questo suo scritto è un dolore angosciante per una situazione che appare, pelomeno per come la descrive, poco chiara. Non si capisce se ci sia effettivamente qualcosa tra sua moglie e l'amico. Sua moglie nega. Certo, è doloroso immaginare di perdere contemporaneamente la donna amata e un vecchio amico. Prima di fare qualche passo falso, la inviterei a fare chiarezza nei propri sentimenti, nelle paure, e se e in che modo le sue paure possano essere fondate. Sono disponibile a un primo colloquio, per poterla orientare.

Un caro saluto.  

Dott.ssa Mirella Caruso-Roma

Dott.ssa Mirella Caruso

Dott.ssa Mirella Caruso

Roma

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Buongiorno Leonardo, i suoi pensieri sono legittimi quanto le domande che si pone, resto a disposizione nel caso ritenga utile iniziare un percorso di sostegno psicologico

Cordialmente

Leonardo,

grazie per aver condiviso una situazione così delicata. Da ciò che racconta emerge una profonda sofferenza! Quando la fiducia viene messa in discussione, anche in assenza di una prova di un tradimento, possono nascere dubbi, rabbia, delusione e un continuo bisogno di cercare conferme. Sono emozioni comprensibili, ma se diventano persistenti rischiano di logorare la relazione e il benessere personale.

Allo stesso tempo, è importante distinguere ciò che sappiamo con certezza da ciò che temiamo possa essere accaduto. I sospetti possono essere molto dolorosi, ma non sempre coincidono con la realtà. Per questo motivo è fondamentale che il dialogo con sua moglie rimanga aperto, sincero e rispettoso, cercando di comprendere non solo i fatti, ma anche i bisogni e le emozioni di entrambi.

La presenza dei vostri figli è certamente un elemento importante, ma non dovrebbe essere l'unico motivo per restare insieme. Una coppia può affrontare una crisi e uscirne rafforzata quando entrambi sono disposti a ricostruire la fiducia, assumersi le proprie responsabilità e impegnarsi nel cambiamento. Se sente che questo peso continua a schiacciarla e che i pensieri occupano gran parte delle sue giornate, potrebbe essere utile chiedere un supporto psicologico, individuale o di coppia. A volte uno spazio protetto, guidato da un professionista, permette di comprendere meglio ciò che si sta vivendo e di prendere decisioni più consapevoli, senza lasciarsi guidare solo dalla paura o dalla rabbia.

Le auguro di ritrovare serenità e la chiarezza necessaria per affrontare questo momento con rispetto verso sé stesso, sua moglie e la vostra famiglia.

Saluti,

Dr.ssa Annabianca Iero Psicologa Clinica e della Salute. Disponibilità anche online 

Dott.ssa Annabianca Iero

Dott.ssa Annabianca Iero

Cosenza

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Buonasera Leonardo

in un rapporto a lungo termine come il vostro, i momenti difficili ci possono essere, ma vanno affrontati nel miglior modo possibile. 

Quello che noto è una perdita di fiducia nei confronti di sua moglie. Non è poco, perchè è l'ingrediente principale per una serenità di coppia, e siccome, da quello che leggo, vuole rimanere con sua moglie e continuare a costruire la relazione, tutto ciò va affrontato. Fare terapia di coppia in questa fase, è importante per riuscire a risanare ciò che si è rotto. 

Riamango a disposizione, ricevo sia in presenza che online.

Dott. Amleto Petrarca Paladini

Dott. Amleto Petrarca Paladini

Bologna

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Mi ha colpito un passaggio: sua moglie le ha espresso il dispiacere per il commento del suo collega, aspettandosi forse che lei prendesse una posizione. Questo potrebbe essere letto in modi diversi e, proprio per questo, è importante evitare di dare un'unica interpretazione ai comportamenti.

Da una prospettiva strategico-sistemica, la domanda centrale non è tanto: "Mi ha tradito oppure no?", quanto: "Che cosa sta accadendo oggi nella nostra relazione e come possiamo ricostruire fiducia?"

La fiducia non si ricostruisce controllando il telefono o cercando nuove conferme. Anzi, spesso il controllo offre un sollievo momentaneo, ma alimenta il bisogno di controllare ancora. Si ricostruisce attraverso un dialogo sincero, in cui entrambi possano esprimere non accuse, ma vissuti: la sua paura di essere stato tradito, il bisogno di sentirsi rassicurato e, allo stesso tempo, il punto di vista di sua moglie.

C'è poi un'altra ferita che emerge chiaramente: quella nei confronti del suo collega, che definisce anche un amico. È possibile che oggi lei stia vivendo un doppio senso di tradimento: quello coniugale, che teme, e quello dell'amicizia, che sente già di aver subito.

Il fatto che abbiate due bambini rende comprensibile il desiderio di proteggere la famiglia, ma la motivazione principale per lavorare sulla coppia dovrebbe essere capire se tra voi esistono ancora la volontà e le condizioni per ricostruire un rapporto di fiducia, non soltanto evitare una separazione.

Se questa situazione continua a occupare gran parte dei suoi pensieri, il mio consiglio è di non affrontarla da solo. Un percorso di coppia, o anche individuale, potrebbe aiutarla a distinguere ciò che appartiene ai fatti da ciò che è alimentato dalla paura e a comprendere quali passi concreti possano favorire una comunicazione più autentica tra voi.

La crisi, per quanto dolorosa, non sempre rappresenta la fine di una relazione. A volte è il momento in cui una coppia è chiamata a fermarsi, a guardarsi con maggiore sincerità e a decidere come desidera costruire il proprio futuro.

 

Dott.ssa Fabiana Lefevre

Dott.ssa Fabiana Lefevre

Roma

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Dal suo racconto sembra non ci sia nulla di cui preoccuparsi, ma potrebbe essere che lei rimproveri qualcosa a se stesso. Non è possibile in questa sede avvalorare questa come altre ipotesi. Il consiglio è di consultare uno psicoterapeuta per ritrovare la serenità perduta. La Terapia Breve Strategico-Gestaltica è molto veloce nel risolvere problemi psicologici, di relazione ed anche psicosomatici. Trova maggiori info nella pagina ad essa dedicata sul sito a mio nome

Dott.ssa Valentina Sciubba

Dott.ssa Valentina Sciubba

Roma

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Il senso di tradimento, specialmente quando coinvolge una figura che occupava uno spazio di fiducia sia nella sfera coniugale che in quella amicale, genera una ferita che va dritta al cuore della nostra sicurezza interna.

È del tutto normale sentirsi "schiacciati": quello che stai vivendo non è solo la gestione di una crisi, ma una vera e propria crisi di fiducia che scuote le fondamenta del tuo quotidiano.

Il dolore che provi è legittimo. Non minimizzare la tua sofferenza dicendoti che "non è successo niente" di fisico. In una relazione, la fiducia e il rispetto dei confini sono elementi costitutivi quanto l'intimità fisica. Il senso di "doppio tradimento" (da parte della compagna di vita e da parte di un amico) crea un isolamento emotivo doloroso. È importante che tu riconosca a te stesso che il tuo malessere ha una causa concreta e profonda.

La dinamica che descrivi — la reazione

"Sbirciare" nel telefono è una reazione difensiva comune quando la fiducia viene incrinata, ma, purtroppo, è una strategia che alimenta solo l'ansia. Più cerchi conferme nel silenzio digitale, più ti senti impotente e sospettoso.

Ti suggerisco di provare a spostare il focus: invece di cercare prove di un eventuale "niente", prova a parlare del tuo vissuto interno. Non dire "Tu hai guardato lui", ma prova con: "Mi sento insicuro e ferito quando avverto certi sguardi o comportamenti, perché ho bisogno di sentire che il nostro patto di lealtà sia la mia roccia".

Il desiderio di proteggere i bambini di 9 e 5 anni è nobile e comprensibile. Tuttavia, ricorda che i figli percepiscono la tensione dell'atmosfera domestica anche in assenza di conflitti espliciti. La scelta di non "mandare tutto all'aria" non dovrebbe trasformarsi nel sacrificio della tua salute mentale. Una coppia che lavora seriamente (anche attraverso un percorso di terapia di coppia) per ricostruire la fiducia è, per i figli, un esempio di grande maturità e resilienza.

Ti trovi in una fase di elaborazione del lutto della fiducia precedente. Non pretendere da te stesso di stare bene domani.

Considera la possibilità di uno spazio terapeutico individuale breve, solo per te. Ti aiuterebbe a decodificare le tue emozioni, a gestire l'ansia e a decidere, con lucidità, come impostare il confronto con tua moglie.

Se decidi di confrontarti ancora con lei, evita di farlo nei momenti di rabbia. Prova a proporre una conversazione basata sui tuoi bisogni di rassicurazione e sulla necessità di ridefinire insieme i confini della vostra coppia.

Il fatto che tu stia chiedendo come superare la crisi, anziché cercare vendetta o chiusura immediata, indica che c'è una parte di te che vuole ancora investire nel legame.

La fiducia, una volta incrinata, può essere ricostruita, ma richiede tempo, trasparenza totale e, spesso, l'aiuto di un professionista che faccia da mediatore in questo "terreno" così accidentato.

Dott.ssa Micol Loppo

Dott.ssa Micol Loppo

La Dott.ssa Micol Loppo offre supporto psicologico anche online

Buonasera,

la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e dolorosa. Da quello che racconta sembra che ciò che sta vivendo non riguardi soltanto il dubbio rispetto a un possibile coinvolgimento tra sua moglie e il suo collega, ma soprattutto una profonda ferita legata al senso di fiducia e sicurezza all’interno della coppia.
Quando si percepisce una possibile “terza presenza” nella relazione, anche in assenza di un tradimento concreto, può emergere un vissuto molto intenso: rabbia, delusione, paura di perdere il proprio ruolo nella coppia e il timore che qualcosa di importante sia stato messo in discussione. È comprensibile che il fatto che questa persona fosse anche un suo amico e collega abbia amplificato la sensazione di essere stato tradito da due figure significative.
Allo stesso tempo, può essere utile provare a distinguere tra ciò che è accaduto concretamente e ciò che la situazione ha attivato dentro di lei. Da quanto racconta, ci sono stati degli scambi (come guardare gli stati WhatsApp, alcuni atteggiamenti percepiti, un complimento) che hanno generato insicurezza, ma non emergono elementi certi rispetto a un tradimento. Questo non significa minimizzare il suo dolore, ma cercare di evitare che il rapporto venga guidato esclusivamente dal sospetto e dal controllo, perché questo rischia di alimentare ulteriormente la sofferenza e la distanza nella coppia.
Un aspetto importante riguarda il fatto che lei abbia iniziato a controllare il telefono di sua moglie: spesso questo comportamento nasce dal bisogno di recuperare sicurezza quando ci si sente minacciati, ma nel tempo può diventare un meccanismo che mantiene l’ansia e impedisce di ricostruire una fiducia autentica. Potrebbe essere utile chiedersi: che cosa sente di aver perso in questo momento? La fiducia? La percezione di essere scelto? La sicurezza nel vostro legame? Parlare con sua moglie non solo dell’accaduto, ma soprattutto di queste emozioni più profonde, potrebbe permettere un confronto meno centrato sull’accusa e più orientato alla comprensione reciproca. La presenza dei vostri figli è sicuramente un elemento importante, ma è altrettanto importante ricordare che il benessere dei bambini non dipende solo dal mantenere la coppia unita a ogni costo: dipende anche dalla qualità della relazione tra i genitori e dal clima emotivo che respirano in famiglia. Per questo potrebbe essere utile concentrarsi non soltanto sulla paura di “mandare tutto all’aria”, ma sulla possibilità di ricostruire un rapporto basato su dialogo, rispetto e sicurezza. 

Le suggerirei, se questa sofferenza persiste e sente di non riuscire a uscirne da solo, di valutare un percorso di sostegno psicologico individuale o, eventualmente, un percorso di coppia. A volte un aiuto esterno permette di dare un significato a ciò che è accaduto e di capire se e come sia possibile riparare la ferita.
Le lascio una domanda su cui riflettere: se sua moglie le confermasse con chiarezza che non c’è stato nulla con questa persona, che cosa avrebbe bisogno di ricevere da lei per poter iniziare a sentirsi nuovamente al sicuro nella vostra relazione?
Un caro saluto.

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