Autostima

Autostima ed invidia

Federica

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Non riesco a smettere di paragonarmi agli altri in relazione ai risultati raggiunti nella vita...

Non riesco a non pensare che gli altri siano migliori di me perché hanno un titolo di studio o un lavoro e di conseguenza una certa indipendenza e stabilità economica; io mi sento un totale fallimento per non essere riuscita a raggiungere nessuno di questi "traguardi" e non posso fare a meno di invidiare chi li ha.

Mi vergogno di questa invidia, moltissimo, ma non riesco a smettere di provarla: ad ogni buona notizia relativa ad altri non riesco a non far scattare il paragone con la mia miseria ed a non invidiare l'altro (e l'invidia non fa che accrescere il mio sentirmi un fallimento, in quanto persona incapace di avere relazioni sane con gli altri).

Mi sento un'idiota perché non riesco a fare nulla nonostante i miei sforzi. Tutti questi pensieri non mi abbandonano mai, e mi rendono difficilissimo (se non impossibile) fare qualsiasi cosa per migliorare: chi potrebbe voler assumere un'incapace come me? Perché studiare se tanto, in quanto incapace, nessuno mi assumerà comunque? Non riesco nemmeno a "provarci" a fare le cose, e comunque quando ci ho provato, ho sempre fallento e questo mi ha fatto sentire ancora più idiota!

Vorrei smettere di pensarla così e di provare certi sentimenti, ma è come se non avessi il controllo su questi pensieri e le relative emozioni negative che comportano!
Non so come comportarmi, già vado da uno psicoterapeuta, ma comunque mi sento persa e mi sembra di non concludere nulla, solo di girare eternamente attorno alla mia meschinità al fine di giustificare, con "pipponi mentali", i miei fallimenti...

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gent.le Federica


Mi sembra chiaro che il tuo é un problema di autostima non credendo in te stessa ti sembra inutile quello che fai o potresti fare. Ma sai a volte la vita va come ci convinciamo che debba andare e la tua convinzione di essere incapace mi sembra molto forte ma non credo che dipenda dai tuoi fallimenti quanto piuttosto dall'essere arrendevole. Sei giovane puoi fare ancora tanto ma hai bisogno di essere aiutata a scrollarti di dosso queste convinzioni. A volte nella vita certe imprese falliscono perché non ci abbiamo creduto fermamente altre volte perché non era la nostra strada. La tua qual'e' ? È anche questo che dovresti capire. Fai bene a fare la psicoterapia ma dovresti dire a chi ti segue quello che pensi del percorso che stai facendo. Spero di esserti di aiuto. 


Ti saluto cordialmente 

Federica salve lei fa capire bene come si sente e com' è difficile per lei sostenere ogni contesto relazionale al quale partecipa. Il suo vissuto è strettamente legato, da quanto è possibile dedurre dalla sua lettera, dalla forte svalutazione di sè. Questa la porta a sentirsi in una posizione Down rispetto a tutto il resto che è posto in una posizione UP. Lei ha scritto che sta giá effettuando una psicoterapia ed il mio consiglio è quello di parlarne con il suo psicoterapeuta, che potrá meglio aiutarla ad analizzare e comprendere i meccanismi psicologici alla base del suo funzionamento mentale, favorendo un nuovo modo di percepire se stessa e quindi l altro. In bocca al lupo.

Buongiorno Federica,


in terapia deve lavorare con strumenti che attivino l'immaginazione e che le permettano di pescare profondamente nell'inconscio, nella parte creativa, nella parte che serve a esplorare la sua unicità. Deve lavorare moltissimo con i sogni e costruire con le sue mani gli scenari del sogno, deve scrivere che immagini le rimandano e che altre vengono associate.


Non serve paragonarsi agli altri, serve sapere chi si è e per quale motivo siamo qui. Ogni essere umano ha una specificità unica, un posto unico e un talento unico, lei deve lavorare sodo per far emergere il suo. Diversamente, è normale che si instauri una depressione.


Trovi un terapaeuta che sappia lavorare con questi strumenti o proponga questa forma di lavoro al suo terapeuta. Cominciare a proporre qualcosa di suo, metta lì qualcosa che viene da lei, che viene da se stessa, è il primo movimento che deve fare per uscire dal suo pantano. 


 In bocca al lupo.

Buongiorno Federica,


l’invidia può essere un ottimo motore per il fare. Lei oltre ad essere invidiosa degli altri, è una persona che agisce? Oppure fa trascorrere il tempo nella inazione?


Il fare consente di scoprire cosa ci piace dell’esperienza che facciamo, così come di scoprire cosa non ci soddisfa e, allo sesso tempo, di immaginare come vorremmo migliorarlo. Tale esperienza è assolutamente soggettiva e ciò rende unico il nostro stile, così come il nostro modo di essere.


Non c’è un modo giusto di essere o di fare, ma solo quello giusto per noi, ovvero quello che ci permette di comprendere quanto quello che si sta facendo ci gratifica oppure no.


Il confronto con gli altri, dunque, può essere utile, perché l’Altro può farci da specchio rispetto ai nostri desideri, ai nostri limiti, così come può essere una fonte di ispirazione per la nostra vita stessa: per ampliarci e migliorarci.


Le suggerisco quindi di utilizzare al meglio questo sentimento che Lei sperimenta dentro di sé per realizzare ciò che è Unico in Lei.


Visto che già ha intrapreso un percorso di psicoterapia, lavori sul suo "vizio" per trasformarlo in virtù!


 


Cordiali saluti

Buongiorno Federica, mi rendo conto di quanto possa essere sia frustrante che ansiogena la situazione che vive quotidianamente. A volte capita di provare invidia verso altri o di non sentirci “abbastanza bravi” come lo sono le persone intorno a noi. Credo però che spesso siamo noia a diventare i giudici più severi e intolleranti verso noi stessi. Noto a tal proposito la sua giovane età ma non so quale percorso di studi/lavorativo lei abbia intrapreso tale da definirsi una fallita a confronto con gli altri. In psicologia si parla spesso di “profezia che si autoavvera”, vale a dire che il rischio, in ciò che lei vive quotidianamente e nei processi di pensiero che attua, può consistere nel considerarsi sempre più una fallita, facendo sì che il pensiero diventi convinzione. 


Provi a focalizzare l’ attenzione del suo lavoro terapeutico proprio su questo, unitamente al tema dell’ accettazione, tolleranza e autostima. 


Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Distinti saluti.

Salve Federica. Una cosa mi sento di dirti, l’unica cosa che potresti fare è chiederti se vuoi prenderti o no la responsabilità di te stessa. Spostare l’attenzione verso gli altri è un modo per non assumersi nessuna responsabilità. Magari potresti cominciare a lavorare un po’ sulle possibili paure che ti portano a mettere in atto un simile comportamento. Un abbraccio 

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