Autostima

Come si fa ad amare ed essere amati?

Alessia

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Come si fa a ritornare ad amare sia se stessi che gli altri, dopo una fregatura d'amore bella grande, che ti perseguita anche nel presente?

Sono due anni, quasi, che il mio fidanzato mi ha mollato dopo vari tira e molla, dicendomi che non mi amava più, da lì mi sono sentita non accettata e sono ingrassata 13 chili ed ora ne sto soffrendo molto. Mi vedo grassa e non riesco ad amarmi e ad amare.. Preferisco fare mille lavori per non conoscere altri uomini e stare male di nuovo.. Come posso fare?

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Alessia,


la domanda che pone apre una riflessione più generale, importante e complessa su un costrutto astratto e un’emozione importante quale è l’amore. Per ritornare ad amare di nuovo gli altri, comunque, il primo passo da fare è quello di ricominciare ad amare se stessi. Le consiglio, per prima cosa, di interrogarsi su come si sentiva durante la passata relazione, se provava sentimenti positivi e si sentiva realmente amata, oppure se provava già al tempo delle emozioni negative (come lei scrive, infatti, la rottura è avvenuta “dopo vari tira e molla”). Sicuramente la delusione amorosa ha inciso in modo negativo sulla sua autostima, ma quello che mi sento di consigliarle è di non rimuginare sul passato, ma di aprirsi al futuro, che può riservarle anche delle nuove esperienze positive. In questa difficile fase della vita, a causa delle insicurezze ed insoddisfazioni che esprime, potrebbe esserle di aiuto consultare uno psicologo che la possa eventualmente seguire in un percorso, volto ad accrescere la sua autostima e lavorare sulle insicurezze che descrive in questo breve testo.


Cordiali saluti


 

Salve, 


non esiste una risposta pre-confezionata, perchè ciascun individuo è un mondo a sé con i propri bisogni, le proprie emozioni e la propria personalità.


Detto questo, la informo che questo mese partecipo un'iniziativa per cui fino al 31 maggio offro una consulenza gratuita a studio e può portarmi la sua domanda.


In più da settembre riprendo un ciclo diseminari presso il mio studio e può seguire gli eventi mettendo mi piace su facebook alla pagina " Studio di Psicoterapia e seminari gratuiti"


Buone cose

Gentile Alessia,


leggendo le sue parole capisco che sta attraversando un brutto momento della sua vita ed è difficile; non di meno però penso anche che abbia fatto un gesto coraggioso per sè stessa nel chiedere aiuto e in questo ha già fatto il primo passo verso un miglioramento del suo benessere.


Sono una terapeuta cognitivo comportamentale di Cesena, dott.ssa Alessandra Filipelli; nel mio studio mi occupo anche di pazienti con le stesse sue difficoltà. Nella sua situazione una terapia cognitivo comportamentale di tipo breve potrebbe aiutarla nel rinforzare la propria autostima e imparare strategie per affrontare le avversità di questo periodo della sua vita.


Sono disponibile anche a sedute via Skype


Mi chiami, troveremo insieme una soluzione

Carissima,


lei chiede "come si fa a ritornare ad amare se stessi ed essere amati" ma questa domanda implica due passaggi distinti e separati. Si può imparare ad amare in modo soddisfacente solo se prima si impara ad amare se stessi, a rispettarsi, a darsi valore. Nella sua lettera descrive quello che mi appare come un circolo vizioso: da quando è stata lasciata dal fidanzato ha smesso di amarsi e prendersi cura di sé in un crescendo che la sta allontanando sempre più dalle relazioni. Mi chiedo se non avesse investito in modo eccessivo quella relazione, forse a colmare un vuoto affettivo poi colmato dal cibo. Per ricominciare ad amarsi bisogna innescare un circolo virtuoso: ricominciare a curarsi e dare attenzione al proprio benessere fisico e psicologico. Per questo può essere indispensabile anche un supporto psicologico.


La invito a leggere il breve articolo "Mal d'amore, si può guarire?" che trova a questo indirizzo http://psicoterapeutamilano.blogspot.it


I miei auguri


 


Dott.ssa Simona Segantin

Credo sia necessario ripartire dal volersi bene e accettarsi, ritrovare l'ottimismo e la fiducia nella vita. In amore, le relazioni possono cambiare ed è necessario non dare mai niente per scontato, occorre ripartire ogni giorno e rinnovare le manifestazioni di affetto, verso chi ci sta vicini, esprimere le emozioni e i vissuti più profondi. Quindi, sono passati due anni dalla fine della relazione e credo sia opportuno riprendersi la propria vita, fare qualcosa per se stessi che restituisca un pò di fiducia e autostima.


Riaprire il canale della comunicazione e della disponibilità verso gli altri, è il primo passo, riprovando il piacere della compagnia, dello scambio verbale e della condivisione. il passo seguente riguarda il prendersi cura del proprio corpo, ritrovando il benessere psicofisico (c'è chi fa yoga o frequenta palestre per corsi di ginnastica o di terapie dolci). Insomma, dedicarsi del tempo e attenzione per le cose piacevoli (anche passeggiare e fare shopping), per gli interessi, cominciando a pensare che in fondo si è OK qualunque cosa si faccia. Cambiare la natura dei pensieri su se stessi e sul mondo è altresì importante, sovvertendo le elucubrazioni depressive e i giudizi negativi che si nutrono del disagio delle relazioni che sono finite male. Alimentare pensieri costruttivi e positivi può cambiare l'orizzonte.


 

La fine di una relazione è sempre un momento molto triste, come un lutto da elaborare. Quello che le suggerisco è di contattare un collega della sua zona in modo che l'aiuti a superare il fallimento della suo relazione in modo che possa tornare ad amare se stesso e perchè non la possibilità di vivere un altro amore.


Cordiali saluti

Cara Alessia,


Per elaborare la fine di un rapporto, come per rimarginare una ferita, occorre tempo. Non esiste una durata standard, né modalità universalmente efficaci per accorciare la sofferenza. La sua ferita deve essere stata soggettivamente molto dolorosa se 2 anni, 13 chili e 1000 lavori non sono bastati. Ma sono state le scialuppe di salvataggio che lei ha messo in mare per salvare il salvabile. Ora che l'emergenza è finita, sente che queste difese non sono più necessarie ma ha paura di ritirarle perché teme che possa accaderle di nuovo. Se è meno attraente e superimpegnata può star sicura che le occasioni di soffrire non si presenteranno facilmente. La sua ciccia la protegge dal rischio di piacere, il superlavoro la difende dai suoi pensieri abbandonici. Che fare? Beh, la cosa più logica sarebbe ridurre gli impegni e offrire spazio di espressione al suo dolore, alla sua rabbia, alla sua delusione, alla sua paura di non amare mai più. Se le serve ancora tempo, se lo prenda. La verità è che lei non è pronta a rimettersi in gioco e nulla potrà cambiare questo fatto. Usi il suo tempo, dunque, non per rimuginare sul passato né per preoccuparsi di tornare ad amare nel futuro. Viva il tempo presente. Lo usi per farsi del bene. Migliori se stessa imparando nuove abilità, facendo esperienze insolite, ascoltando e capendo. Non si costringa. Si dia dei premi. Faccia ogni giorno qualcosa che le piace. Lentamente ma inesorabilmente, tornerà ad un benessere premorboso e la paura di amare sparirà come nebbia al sole. 

A volte capita che l'accettazione di se stessi sia bloccata. E' importante per lavorare sulla autostima puntare sulla affermazione di sè, soddisfacendo i propri bisogni e valori, cercando di realizzare qualcosa in linea con questi elementi personali. Quali sono i bisogni, quali i miei valori? Darsi degli obiettivi che siano sentiti, anche piccoli, ma importanti per la persona. Nella passività non possiamo realizzare nulla o dare libero sfogo alla nostra creatività, fantasia. L'autostima ha a che vedere con il rapporto con se stessi e quando  il nostro comportamento è in conflitto con le nostre convinzioni profonde rischiamo di minare la nostra integrità. Non sempre le scelte saranno le migliori ed è importante assumersi la responsabilità delle decisioni prese. 


Iniziare ad ascoltarsi e a volersi bene,  possono essere i primi passo da fare anche con curiosità e un sorriso.


Cordiali saluti

Gentile Alessia,


la capacità di amare, di lasciarsi andare in una relazione ed essere amati, richiede prima di tutto di amare se stessi, non in senso egoistico e narcisistico, ma nel senso di comprendere i nostri bisogni e le nostre esigenze. Solo se stiamo bene con noi stessi possiamo stare bene anche nell'incontro con l'altro.


Inoltre, prendersi cura di sè, riconoscere il proprio valore ed il proprio potenziale personale, ci aiuta anche ad affrontare le delusioni ed i rifiuti che, inevitabilmente, incontreremo sulla nostra strada, senza che questo ci tolga la voglia di vivere e di rimetterci nuovamente in gioco.


Penso che dietro a questo suo non accettarsi e non sentirsi accettata ci sia qualcosa di più profondo e pre-esistente alla rottura con il suo fidanzato, pertanto le consiglio un percorso di psicoterapia individuale che la aiuti a riflettere sui significati legati a questa sua difficoltà e sulle dinamiche personali e relazionali che possono aver portato al circolo vizioso in cui si trova intrappolata (se non mi sento accettata dagli altri, non mi accetto -> se non mi accetto, mi sento a disagio nella relazione con gli altri e ciò aumenterà la mia percezione di non essere accettata...e così via...) e trovare la strategia più adeguata al suo caso per uscirne e riprendere in mano la sua vita.


Un grande in bocca al lupo!

Cara Alessia,


lo so, essere lasciati fa male, produce una ferita narcisistica. Ma se, dopo due anni, questa disconferma è ancora così presente al punto che non vorresti conoscere altri uomini per paura di soffrire, occorre prendere atto del fatto che la tua reazione richiede una attenta riflessione. Evidentemente, questo evento ha risvegliato in te fragilità e sofferenze che erano già in un qualche modo presenti. Non ti accetti più, sei ingrassata 13 chili, non ti piaci, non ti ami.


Ma ti sei mai veramente accettata?


Perché il rifiuto di un uomo ti ferisce fino a questo punto?


Prendi in mano la tua vita, e con l'aiuto di un professionista affronta questo problema e risolvilo una volta per tutte.

Buongiorno Alessia,


riconoscendo la sua difficoltà ha già iniziato a fare qualcosa per se stessa. Essere lasciati è spesso un momento doloroso e ci va un pò di tempo per elaborare il tutto. Come si fa a ad amare e ad essere amati? penso che il primo passo è ricominciare ad amarsi, prendendosi cura dei bisogni personali. Imparare a fare questo consente di stare bene anche in assenza dell'altro che nella vita a volte c'è e altre non c'è. Partire da se stessi è un buon presupposto per chiedere poi all'altro come ci piace essere trattati e amati, perciò davvero è un aspetto che non va trascurato.


Per fare questo la invito quindi a contattare un professionista che possa aiutarla a prendersi cura di lei, passo dopo passo, verso una nuova rinascita.


Resto a disposizione

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