Autostima

Ho paura del giudizio altrui

Raffaella

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Sono una donna di quasi 40 anni, con un buon lavoro e molto carina, ma mi sento sempre inadatta, non ho un compagno, ho amici ma mi sento spesso sola, ho poca autostima, nonostante so di ricoprire un buon ruolo e di esserci arrivata solo con le mie forze, è come se non mi sentissi stimata da nessuno, a partire dai miei familiari, e anche a lavoro ho sempre paura di espormi e di fare qualsiasi cosa, di dire la mia opinione, è come se mi sentissi sempre giudicata.
Non so da quando è iniziato tutto ciò, sono stata sempre un po timida, ma poi negli anni è molto aumentata la cosa.

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Raffaella,


probabilmente stai vivendo una fase della  vita in cui cerchi di rivedere ciò che hai generato e ciò che invece in questi anni è stato inibito. Può darsi che in questo momento i tuoi pensieri sono focalizzati soprattutto su ciò che è stato trascurato creando, di fatto, un circuito di rimpianti che tendono a far abbassare la tua autostima e, di conseguenza, a farti sentire sempre giudicata dagli altri.


Se il giudizio verso te stessa è troppo severo influirà sul modo di rapportarsi con gli altri e non farà altro che aumentare il senso di inadeguatezza e di timidezza.


Questi e altri  aspetti  andrebbero approfonditi  meglio, magari con il supporto di un esperto, che potrebbe fornirti gli strumenti necessari affinché tu possa vedere e vederti in un modo diverso ed agire con piena consapevolezza.


Cordialmente


Dott. Pasqualino Lupia


 


E’ possibile richiedere una consulenza on line.

Gentile Raffaella, mi da l'impressione che il suo disagio sul giudizio interno, venga da lontano. Che ci siano cioè esperienze nella sua infanzia o fanciullezza che abbiano frustrato l'area psicologica dell'autostima. Ha avuto per caso un genitore con atteggiamenti critici verso di lei? Ha saputo recuperare da sola alcune risorse valide. Credo che ci sia il bisogno di lavorare ancora su stessa, per riattivare una sana fiducia in sé. Le direi di valutare l'idea di fare un breve percorso psicologico per raggiungere obiettivi di realizzazione di sé stessa. Non ho altri elementi a disposizione per dirle altro.


I miei auguri 


Dr. Cameriero Vittorio 


 

Gentile Raffaella,


Leggendo la sua richiesta mi è subito comparso un sorriso sul volto. Sorriso (positivo) perché ho visto nel suo gesto un inizio una nuova scoperta per il suo futuro.


Scrivere in un gruppo pubblico non penso essere stato semplice ma lei ci è riuscita ed è già uno scalino affrontato per una “scalata” verso un possibile cambiamento o miglioramento e verso la riscoperta di se stessa, delle sue qualità e risorse interne.


Tutti noi abbiamo delle risorse; alcune volte però restano solo “sotterrate” dalle paure o da stereotipi a cui ci si aggrappa fortemente o talvolta dopo svariate delusioni o continue sofferenze si dimenticano e non si vedono più.


Dal suo racconto sembrerebbe che nella vita lavorativa (a livello performance e conoscenza tecnica) lei creda abbastanza in se stessa, forse perché dopo tante “vittorie” e obiettivi raggiunti ormai è riuscita ad avere la giusta autostima ed a mettersi in gioco più e più volte. Ha già provato a darsi delle risposte o a porre maggiore attenzione sul come mai sia fuori sia al lavoro la difficoltà, sembrerebbe, osservarsi nelle relazioni sociali e non tanto nelle abilità?


Nella vita privata, invece, cosa può esserci di diverso? Da piccola, se è capitato, come reagivano i suoi genitore di fronte ad un voto negativo oppure ad un obiettivo non raggiunto? Com’era il dialogo tra di voi? Le amicizie sono sempre le stesse o negli anni sono cambiate? Sono presenti differenze tra “colloquiare” con un uomo o una donna?


Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia per poter, in un luogo neutro, senza giudizio e coperto dal segreto professionale:


- Capire e conoscere la causa di questa sua sensazione e come sta condizionando la sua vita,


- Riflettere sul come sia nata e da quanto è presente,


- Osservare da una nuova prospettiva questo suo “sentirsi giudicata”, “non sentirsi mai all’altezza” e insieme al terapeuta lavorare sulla ri-scoperta totale o parziale delle sue abilità e risorse.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentile Raffaella, 


La percezione del se è fondamentale nella vita, in ogni ambito, affettivo, sociale, lavorativo e familiare.


Lei evidentemente ha una dispercezione del se, e questo le riduce autostima e fiducia, generando ansia e svalutazione.


Spesso ciò è scaturito da accese conflittualità, anche non necessariamente manifeste, da figure predominanti, come i genitori.


In altri casi potrebbe essere dovuto ad una mancanza affettiva prolungata che inscrive un senso di "impotenza" verso l'altro.


In ogni caso le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta che attraverso un percorso di consapevolezza e rinforzo, le dia nuovamente quegli strumenti necessari che sicuramente lei già possiede, ma ne ignora la funzione.


Proceda quanto prima in questo percorso di rinascita, al fine di non rischiare altre patologie che poi sarebbero sicuramente più complesse da trattare.


Cordialmente 


Massimiliano dott. LORETO

Salve Raffaella,


dalla sua breve descrizione emerge una forte insicurezza e paura del giudizio, nonostante sia consapevole dei validi risultati raggiunti all'interno della sua sfera professionale. Sicuramente queste insicurezze e timori, in alcuni particolari periodi di vita possono accentuarsi ed evidenziarsi maggiormente, con il risultato di incrementare le proprie fragilità. Un percorso di psicoterapia le potrebbe permettere di indagare, conoscere le origini di queste fragilità e consentirle di incrementare le sue risorse personali e la sua autostima. Tutti noi abbiamo punti di forza e debolezze; riconoscere ed avere la consapevolezza di queste fragilità è il primo passo per poter attuare un cambiamento.


Cordiali saluti


Dott.ssa Maria Anna Di Meo 

Cara Raffaella,


probabilmente non hai paura del giudizio altrui, ma hai paura degli altri, o meglio non ti fidi di loro, e la tua timidezza invece di trasformare questa sfiducia in aggressività, si ritorce contro te deprimendoti ancora di più.


Posso darti un consiglio: esercitati prima mentalmente e poi in maniera diretta a mandare affanculo sia le cose sia le persone che ti rompono. Una sana dose di aggressività rende la vita più felice.

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