Autostima

Ritengo il mio un problema di autostima

Francesco

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Salve a tutti. Ritengo il mio, un problema di autostima. Mi capita che quando devo sbrigare un compito (ma questo vale anche nell'affrontare una situazione) a me del tutto sconosciuto, quindi che non ritengo ne di facile ne di difficile svolgimento, ad un tratto diventa quasi improponibile risolverlo, solo perché, magari qualcuno afferma che sia una cosa difficile da risolvere o da affrontare. Mi spiego meglio con un esempio concreto: Devo studiare un determinato argomento che ritengo interessante; un amico, un parente, un conoscente o una persona qualsiasi mi dice che è molto difficile, magari più di una volta, magari più di una persona...E' ovvio che chiunque di noi partirebbe demotivato, sfiduciato nell'affrontarlo, ma sono sentimenti che credo andrebbero abbattuti allo stesso tempo. Ecco quindi mi domandavo, come faccio ad assumere un atteggiamento, più autorevole e magari coraggioso nei confronti del problema? Spero di essere stato chiaro. Attendendo una vostra risposta Saluti, Francesco.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Francesco, sicuramente alla base di quanto dici c’è una convinzione limitante su di te che ti impedisce di sbrigare il compito e/o di affrontare la situazione, convinzione accentuata dal fatto che qualcuno afferma che sia una cosa difficile da risolvere o da affrontare. Certo, è normale che questo ti metta nelle condizioni di partire demotivato, sfiduciato nell'affrontarlo, e, come tu dici, sono sentimenti che possono sicuramente essere abbattuti. La soluzione per tutto ciò ce l’hai già, ed è in ciò che tu chiami “atteggiamento, più autorevole e più coraggioso”. Ti sarà sicuramente successo di aver avuto un atteggiamento autorevole e coraggioso in un’altra situazione … bene, puoi tornare con la mente a quella situazione vincente e concentrarti su cosa ti dicevi mentalmente (ad esempio, “troverò il modo per farlo ” oppure “so come fare”, “sono bravo nel farlo”, ecc. Sono tutte convinzioni positive su di te che ti mettono nelle condizioni di assumere comportamenti vincenti) e riporta questo “stato mentale di eccellenza” nella situazione nuova, cioè porta con te queste convinzioni potenzianti e la carica di energia che ne scaturisce. Si tratta soltanto di • modificare in positivo i pensieri demotivanti che hai nel momento in cui devi affrontare la situazione nuova • ripeterti mentalmente le convinzioni “potenzianti” soprattutto nei momenti in cui qualcuno afferma che sia una cosa difficile da risolvere o da affrontare. Tutto ciò innalzerà sicuramente il tuo livello di autostima. Mi piacerebbe se mi scrivessi fra un po’ raccontandomi come saranno cambiate in meglio le cose. Buona vita
Ciao Francesco, hai capito molto bene quale è il tuo problema. La domanda che poni non è di semplice risposta perché non puoi condurre da solo il percorso che devi fare. Ti consiglio di incontrare un professionista che ti aiuti ad affrontare il problema con pochi incontri.
Gentile Francesco, premettendo che capita a tutti di trovarsi a disagio di fronte a situazioni nuove e sconosciute, da quello che posso capire quella che Lei ha di approcciarsi alle situazioni è in generale una modalità che risente molto dell'influenza del parere degli altri, a prescindere dal fatto che il loro parere sia più o meno competente e motivato. In questo senso, mi sembra di capire, come Lei stesso sottolinea, si tratti di un'insicurezza di fondo che Le fa perdere entusiasmo di fronte alle cose e La scoraggia. Non conosco la Sua storia precedente e avrei bisogno di maggiori informazioni per aver un quadro più completo della situazione, ma mi sento di dirLe che non esiste una formula magica o una regola aurea per imparare, soprattutto di punto in bianco, ad avere più fiducia nelle proprie capacità e soprattutto a fidarsi più di se stessi che del parere degli altri. E' un processo che va intrapreso piano piano, soprattutto se si è sempre stati abituati a pensare in questo modo. Un buon punto di partenza è pensare che qualunque cosa si faccia di fronte ad una situazione può comportare un insuccesso, ma questo non deve impedire di provare a cimentarsi nelle sfide. Un utile suggerimento sarebbe poi quello di evitare di non esporsi al parere di parenti, amici e conoscenti su un esame o un compito che deve affrontare, per non farsi influenzare da questo. Un percorso psicologico La potrebbe aiutare a trovare modalità diverse e funzionali di approcciarsi alla vita e alle sfide e a vedere le cose in un'ottica completamente diversa. Cordiali saluti.
Riconoscere il problema come una carenza di autostima è già il primo passo per superarlo. A livello razionale, di pensiero, sei lucido e consapevole. La difficoltà nasce, in questi casi, da quelli che chiamiamo "gli inquilini del cervello": rappresentazioni di elementi di sè distorti, che ci dicono "Non sei capace", "Sei un fallito", e così via. Niente di razionale, quindi, ma neppure schegge di follia: Ce li abbiamo tutti, solo che qualcuno li ascolta di più, qualcun altro meno. Io ti consiglio di ascoltare uno di questi inquilini del cervello quando si fanno sentire, provare a dargli una forma, una sembianza, e provare a rispondergli. Cosa rispondere, beh, la tua lucidità di pensiero è la fonte di ispirazione migliore! Dopodichè, l'inquilino se ne starà zitto per un po', lasciando al tuo cervello lo spazio per imparare, studiare, sentirsi libero. Scusa se sono stato un po' lungo, ma spero che ti possa essere utile.
Caro Francesco, di certo la tua autostima c’entra qualcosa, altrimenti poco t’interesserebbe di quello che pensano o dicono gli altri ... Stando al tuo esempio, non è vero che chiunque di noi partirebbe demotivato. Lo sarebbe chi non crede molto nelle sue capacità. Chi, al contrario, crede nelle sue capacità (autostima medio-alta) non si sentirebbe demotivato, ma stimolato (es. voi pensate che sia difficile, vi faccio vedere che io ci riesco; se ci riesco vuol dire che io valgo più di voi che pensate che sia difficile e così via …). Naturalmente, questo è uno schema molto esemplificativo. Una chiave importante, secondo il mio parere, potrebbe essere riflettere sul ruolo che ha nella tua vita il giudizio degli altri, se temi il giudizio degli altri, quindi ciò che gli altri potrebbero pensare di te se sbagli o non raggiungi un obiettivo. Solitamente, più le persone sono significative per noi, più potremmo temere un loro giudizio negativo nei nostri confronti. Per prima cosa, dunque, chiediti se e perché temi il giudizio degli altri. Certamente, ci sarebbe bisogno di sapere più cose circa il tuo vissuto e le motivazioni, anche latenti, che ti portano ad avere una bassa autostima. Solo sulla base di quante hai esposto, mi sento di rispondere così. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti sono qui. Cordiali saluti
Franceso sicuramente la tua diagnosi di 'scarsa autostima' é giusta e quindi sicuramente sei troppo ' influenzabile' dagli altri. Affermi che: "è ovvio che chiunque di noi partirebbe demotivato ..." io invece ti dico che non é ovvio poichè alcune persone accettano i giudizi sconfortanti/negativi degli altri vivendoli come una 'sfida' per mettersi alla prova e quindi ne ricevono una spinta 'a fare' e spesso le cose venno bene!! Se poi dovessero andar male (alcune volte succede che gli altri hanno avuto ragione) va considerato che sono 'casi di vita vissuta'. Bisogna saper valutare di volta in volta quando é meglio ascoltare e seguire i consigli/giudizi altrui e quando invece seguire solo il proprio intuito e le propprie convenzioni!! Questo é un semplice esercizio che va fatto per tutta la vita e ci forma e ci fortifica ogni volta. Ti consiglio di leggere qualche libro (o seguire dei corsi) che riguardi il concetto di 'ASSERTIVITA' (affermare i propri principi, opinioni senza prevaricare e senza essere prevaricati). Se questo non ti dovesse bastare consulta anche uno psicologo cognitivo.Un saluto
Salve Francesco, da quello che lei dice il suo problema dipende dall'influenza che l'altro ha su di lei. Come se ciò che l'altro pensa, diventi più importante di ciò che lei pensa e questo poi condizioni l'esito di qualunque prova lei decida di sostenere. Mi chiedo, ha mai provato a non chiedere e a non ascoltare gli altri? Questo potrebbe permetterle di non ricevere alcuna influenza esterna e di ascoltare solo se stesso, in questo modo potrebbe iniziare a guadagnare autorevolezza e man mano che la sua autostima cresce, riprendere a confrontarsi con gli altri, mettendo in discussione anche ciò che loro pensano. Questo è solo l'inizio di un processo di cambiamento, ma se non riesce a effettuarlo, potrebbe chiedere l'aiuto di uno psicoterapeuta che l'accompagnerà in questo processo. Sperdo di esserle stata d'aiuto. Buon tutto,

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