Fobie

Non riesco più a stare solo in casa o a dormire con la luce spenta

Agostino

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salve mi chiamo Agostino e ho 22 anni... vivo da solo ormai da anni ma da qualche tempo non riesco più a stare solo in casa o a dormire con la luce spenta... è una paura che avevo da ragazzino perchè una volta mia nonna mi chiuse per 3 giorni al buio in uno stanzino... e mi rimase questa fobia.. adesso però mi vergogno un po' dato che ho una ragazza che verrà a vivere con me, questa fobia mi crea non pochi disagi... come posso risolverla?

17 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Agostino, siccome, da quello che scrive, il suo problema attuale ha un'origine traumatica, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo della sua città che pratichi l'E.M.D.R., che è una tecnica specifica per l'elaborazione dei traumi. Sono sicura che portà risolvere definitivamente il suo problema. Auguri!
Caro Agostino, Il problema che riferisce è pregnante, ma per fortuna di semplice soluzione. Le Fobie come la sua si affrontano con un percorso di esposizione graduale alla situazione temuta. Questo significa che, andando per gradi, dovrà imparare a stare con la luce spenta. Non è necessario passare dalla luce al buio in due o tre giorni, i passaggi dovranno essere graduali. Uno psicologo comportamentale la potrà aiutare al meglio, risolvendole il problema in poco tempo. Se si ritrovasse alle strette, le consiglio di confidarsi con la sua compagna e svelarle la sua paura, evitando così inutili finzioni che potrebbero essere mal interpretate. Le donne sanno essere molto comprensive. Col tempo e il lavoro la sua fobia si aggiusterà.
Caro Agostino,dai sintomi da Lei descritti posso solamente dedurre che il suo disturbo rientri nella categoria dei disturbi d'ansia. Molte soluzioni sono possibili, ma esse vanno valutate caso per caso.Per meglio chiarirci le idee La invito a contattarmi. Le posso comunque dire che il suo problema è risolvibile! Le faccio i migliori auguri.
Caro Agostino, da quanto dice mi sembra di capire che sulla base di un primo episodio di paura del buio legato alla sua infanzia, lei abbia cominciato a stare in uno stato di allerta permanente nei confronti delle sue reazioni, constatando che il buio le creava forti reazioni emotive con conseguente messa in atto di comportamenti di evitamento. Dal momento che tutto cio' che viene attuato per evitare la paura tende a mantenere il problema, le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la possa supportare in un percorso terapeutico in cui valutare anche altri aspetti relativi ai rapporti con la sua famiglia, con la sua fidanzata e la fase del ciclo vitale che sta attraversando in questo momento. Cordiali saluti!
Salve Agostino, beh sua nonna l'ha poprio maltrattata e lei ha subìto un trauma!Non si può chiudere un bambino in uno stanzino al buio per dei giorni!!Non deve vergognarsi delle sue paure, non è una colpa avere delle paure, ma sono il risultato di una situazione traumatica che lei ha vissuto. Anzi è parlandone che si possono affrontare e superare le paure! Non crede che quando la sua ragazza sarà lì con lei le paure diminuiranno? ne parli con qualcuno, con la sua ragazza oppure con uno psicologo. Buona fortuna!
caro Agostino, sarebbe utile per me capire cosa e' accaduto "qualche tempo fa" quando la paura del buio e dello star solo in casa e' ricomparsa. Questo tipo di sintomi (che rientrano nella categoria delle fobie) normalmente si accompagnano a condizioni relazionali particolari. Cosa ha fatto riemergere questo tuo senso di paura? Da cosa in parte ti protegge? Se tu rimanessi solo o al buio cosa accadrebbe? Alto elemento che va approfondito e' il fatto che la tua ragazza fra breve andra' a vivere con te. Usto fatto ha creato in te ansia o preoccupazione? Trasformera' l'equilibrio che avevi costruito e ti carichera' di responsabilita' che non vuoi assumere? Se alcune di queste domande "risuonano" in te allora e' bene che rifletti su quali decisioni vuoi DAVVERO prendere.. Se vuoi ti consiglio di farti aiutare da un collega di indirizzò cognitivi sta o sistemico relazionale.
Caro Agostino, comprendo che questa sua paura crei un gran disturbo, un'inquietudine. Nello stesso tempo è anche un segnale, il segnale che qualcosa dentro di sè sta suonando, come se avvertisse un pericolo. Lei riporta questo ricordo di bambino, quando è stato rinchiuso nello stanzino per tre giorni. Le consiglio di riandare a guardare quel ricordo, di cercare di capire cosa sia realmente successo e cosa la sua mente vi ha appoggiato, cosa ha provato, quali sentimenti, fantasie, riflessioni. Se devo fare un'associazione, mi verrebbe da pensare che forse l'imminente convivenza con la ragazza le faccia temere di essere nuovamente rinchiuso nello "stanzino", che forse teme di sentirsi perso, in gabbia, messo al buio! La luce è rassicurante, permette di vedere e di controllare, quindi di non lasciarsi andare del tutto. Forse in questo momento, la vita le chiede di tuffarsi, di lasciarsi andare in vari ambiti e questo è sicuramente spaventoso. E' naturale essere spaventati da nuove esperienze, da situazioni mai vissute e forse può fare un bilancio fra ciò che desidera e ciò che teme, ciò in cui val la pena di buttarsi e ciò in cui vuol preservarsi, quanto guadagna e quanto perde. La condizione più frequente dell'uomo è proprio l'ambivalenza, cioè la compresenza di emozioni diverse e questo rende sempre difficile vivere alcune condizioni. Ci rifletta un pò su e veda cosa ne può saltare fuori. Forse può imparare ad avere fiducia in sè e a capire che la fiducia fornisce una luce diversa alle cose e che non ha bisogno del chiarore di una lampada.
Gentile utente, essendo la sua paura giustificata da un'esperienza passata, potrebbe esserle d'aiuto parlare apertamente di tale difficoltà con la sua compagna. Il primo passo per superare le paure è accettarle. Se dovesse sentirne la necessità, può sempre contattare uno psicologo della zona per confrontarsi e capire quali strategie può utilizzare per gestire al meglio il buio.
Agostino, molto probabilmente da piccolo hai vissuto un trauma psicologico che non so in che modo tu lo abbia potuto elaborare. Sta di fattto che ora i tuoi sintomi (paure - fobie) ti fanno 'ripensare' e 'ricordare' quella brutta e dolorosa esperienza!! Ritengo, quindi, che tu abbia bisogno di un supporto psicologico per analizzare nel profondo il trauma vissuto nel passato e trovare la possibilità di superarlo definitivamente. Chiedi al tuo medico curante se ti può prescrivere una psicoterapia presso la tua Asl di appartenenza territoriale. Un cordiale saluto
Gentile Agostino, le consiglio di condividere con qualcuno a lei vicino, come la sua fidanzata, la sua esperienza traumatica in modo da spiegarle cosa le sta accadendo. Tutti noi abbiamo delle debolezze e dei traumi piccoli o grandi che ci portiamo dietro. Condividerli ci aiuta a non sentirci soli ad affrontarli e ci da il coraggio per ridurne la portata nella nostra vita.La invito ,inoltre, a domandarsi se il ritorno ad accendere la luce alla notte non sia una difesa per procurarsi vergogna in modo da creare conflitto con la sua fidanzata, ed evitare la convivenza. Convivenza che potrebbe comportare la condivisione appunto delle sue esperienze dell'infanzia. Se il problema persiste la invito a recarsi da uno psicoterapeuta di zona. Resto a sua disposizione, Cordiali saluti.
Gentile Agostino, sicuramente il trauma infantile che ha subito è riemerso, e sarebbe necessario poterlo superare magari con il sostegno di uno psicologo/a. Probabilmente c'è stato un evento scatenante nella sua vita attuale che varrebbe la pena prendere in considerazione e cercare di risolvere. Non abbia vergogna della sua fidanzata, piuttosto si apra con lei e le spieghi il problema, vedrà che parlarne la aiuterà, e, se questa donna davvero le vuole bene, sarà felice di starle accanto e poter condividere la cosa insieme. In bocca al lupo!
Salve Agostina, da ciò che scrive, mi sembra che la sua fobia abia avuto origine da un trauma, di cui lei è ben consapevole. Ci potrebbero essere più soluzioni, la prima e più incisiva è quella di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta per poter lavorare su questo trauma e eventualmente superarlo, l'altra potrebbe essere quella di parlare con la sua conpagna di questa difficoltà e valutare insieme come potreste superarla, magari esponendosi graduatamente alla sua fobia, così da poter acquisire quella sicurezza da cui ha bisogno per superarla. Buon tutto,
Buongiorno Agostino, capisco il tuo disagio e sono d' accordo con te che è il momento di mettere mano a questa tua difficoltà, ti consiglio di rivolgerti ad una collega che possa aiutarti in questo percorso, magari che utilizzi l'EMDR che penso possa essere molto funzionale. Forza! Saluti
Ciao Agostino, è importante sapere da quando specificamente, nonostante tu viva da solo da anni, non riesci più a stare solo in casa o a dormire con la luce spenta... il fatto che questa sia una paura che avevi da ragazzino a causa di quanto successo con tua nonna è sicuramente un dettaglio importante che potrebbe dare indicazioni su come è nata questa fobia. Il modo per risolverla è sicuramente un percorso con un esperto, ti aiuterà a gestirla meglio e a ridurre i disagi che ti crea. Buona vita
Buongiorno Agostino, forse potrebbe pensare di andare a parlare di se stesso e delle sue paure ad uno/a psicologo/a, ossia di darsi un tempo, magari anche breve (4 o 5 incontri) per potersi chiarire le idee su quanto le accade. Nel frattempo le dico di non vergognarsi troppo di questa sua paura, specialmente davanti alla sua compagna. Forse non subito, però ad un certo punto potrebbe confidarle questa sua difficoltà. Farsi conoscere per come si è è importante nei rapporti di coppia. Inoltre c'è anche da considerare la possibilità che questa paura svanisca o si attenui con la presenza costante di una persona che la ama!
Buongiorno, Può darsi che con la sua ragazza a casa non le vengano problemi...dopotutto ha detto che ha paura di stare solo in casa e questo non si verificherebbe perché c'è lei...potrebbe parlarne con la ragazza ed esplicitare questo suo "problema"... In bocca al lupo

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