Psicologia scolastica

Problemi a scuola infanzia con maestre

Valentina

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Buonasera sono una mamma di un bimbo di 4 anni e mezzo e dall'inizio dell'anno scolastico le maestre di mio figlio mi continuano sempre a dire le stesse cose: che è pigro, che è lento, che non finisce gli esercizi sul libro di classe, etc...premetto che io mi sono sempre messa in discussione, però da dopo le vacanze di natale si rifiuta di andare a scuola, piange, mi dice che gli manco, etc..

Circa una settimana fa, mi hanno detto che vogliono un incontro con me e con il padre, perchè secondo loro ha un blocco..perché invece di scrivere la A, ha fatto una faccia senza occhi, naso e bocca..E poi invece le ha fatte bene le lettere.

Lui non ama colorare e si stufa subito, ma nn è che esagerano?

Mi hanno detto che è migliorato, ma non basta ciò che fa a quattro anni e mezzo....posso chiedere a voi cosa dovrebbe saper fare allora un bimbo a questi anni?

Lui parla bene, interagisce, riconosce i colori, sa tutti i nomi di frutta, verdura e delle cose...Sa i numeri e li mette anche sul cartellone della tombola..E sa scrivere ovviamente a modo suo le vocali.

Posso sapere se necessita di preoccupazione questa affermazione delle maestre?

Grazie

15 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Valentina,


le indicazioni delle maestre si basano su criteri didattici in rapporto all'età di sicuro attendibili, ma che spesso non conteplano l' ampia variabilità evolutiva specifica. 


I dati che fornisce sono numerosi ma andrebbero ordinati e valutati da un esperto. Avrebbe così la possibilità di intervenire meglio in caso ci fosse una reale difficoltà, in caso contrario eviterebbe inutili allarmismi.


Un cordiale saluto.


 


 

Salve,


Mi occupo di bambini in età prescolare da molto anni. Vorrei innanzitutto aprire il concetto di Differenze Individuali, che è il fulcro dello sviluppo psicosociale di ogni individuo: ogni persona sviluppa le differenti competenze cognitive secondo un percorso individuale. Suo figlio, cioe, sta seguendo un percorso unico e non paragonabile a quello degli altri. 


Vorrei informarla, inoltre, che nella scuola dell'infanzia si preferisce prestare attenzione allo sviluppo di competenze come quelle della consapevolezza corporea, emotiva, sociale... più che agli esercizi di prescrittura. Perciò mi sento di affermare che forzare un bambino ad acquisire competenze non richieste per la sua età paragonandolo ai suoi coetanei non sembra essere l'approccio piu efficace per la conduzione di un gruppo classe di bambini in età prescolare. 


Se, in ogni caso, c'è qualcosa che la preoccupa nello sviluppo di suo figlio le consiglio di consultare uno specialista come il pediatra o uno psicologo dell'età evolutiva.


Le consiglio, comunque, di cercare un approccio di apertura e scambio con le maestre, rassicurandole sul percorso di suo figlio, aprendosi se la famiglia sta passando un momento difficile (il che potrebbe spiegare un atteggiamento oppositivo del bimbo alla scuola) ed approfittando del loro sostegno senza colpevolizzare gli insegnanti che, nonostante tutto, credono di fare il meglio per i bambini.


In bocca al lupo per tutto.


Per ulteriori informazioni puo' consultare il sito


 

Gentile utente,


purtroppo non conoscendo la vostra storia di vita e quella del vostro bambino...nonchè affermare se possano esserci delle difficoltà eventuali di apprendimento, non è semplice in quanto per giungere a queste conclusioni ci vuole del tempo per comprendere il motivo di un eventuale blocco.


Le insegnanti hanno provato ad approfondire a livello pedagogico, mediante esercizi specifici di potenziamento, i motivi di tale blocco?


Tuttavia esistono dei test che possono permettere a voi genitori di comprendere la condizione di apprendimento del vostro bambino, si svolgono a livello di gioco e sono chiaramente pensati ed adattati a tale età. Naturalmente vi consiglio di rivolgervi ad un professionista psicologo per approfondire il caso. Essendo neutrale alla situazione e non essendo a scuola con il bambino, può valutare in modo obiettivo la situazione.


Tuttavia la situazione è da considerarsi preoccupante quando si notano: (fra i 4-5 anni)


1. difficoltà nell'apprendimento della lettura e della scrittura (questonon significa che il bambino sia già in grado di leggere e scrivere in modo automatico)


2. scarsa conoscenza delle parole e dei significati;



3. difficoltà con filastrocche e frasi in rima;



4. scarsa capacità di costruzione di una frase semplice come: Pimpa è seduta sulla sedia;



5. problemi di memoria nell'apprendere le parole



Inoltre: scarsa capacità di disegno, sia nella rappresentazione che nella riproduzione di figure geometriche;
scarsa manualità sia fine che globale.



Difficoltà nel ripetere e individuare toni, suoni, sillabe e parole simili; scarsa capacità di organizzazione in giochi di manipolazione e labirinti; difficoltà nel ritagliare o nel costruire.


Consiglio inoltre durante il vostro colloquio di porre alle insegnanti eventuali domande per comprendere meglio che cosa intendono per essere pigro, dato che in base a quanto detto sopra tale termine può avere molteplici significati.


Cordialità


 

Salve


bisognerebbe approfondire, cercare di capire se il bambino sta vivendo un periodo particolare, se ci sono stati cambiamenti importanti in famiglia o cose simili.


L'incontro con le insegnanti lo trovo utile per approfondire e per capire meglio cosa hanno osservato, notato nel dettaglio.


Ritengo che la scuola dell'infanzia dovrebbe prevalentemente occuparsi dei prerequisiti utili all'accesso alla scuola primaria. Intendo occuparsi prevalentemente di psicomotricità, manualità, aspetto relazionale, rispetto delle regole, più che di scrittura e lettura.


Spesso a 6 anni non sanno ancora ritagliare, incollare, colorare ecc.


Il compito di far apprendere a leggere e scrivere spetta alla scuola primaria, poi se un bambino ne è incuriosito e lo riesce ad acquisire prima e spontaneamente... ben venga, certamente non va scoraggiato nè inibito.


Provate a capire se il rifiuto del bambino sia proprio riferito a questa richiesta di impegno o no.


Spero di essere stata utile,


un saluto

Buongiorno,


Mi chiedevo se le maestre possano aver notato un cambiamento rispetto all’anno precedente, con la conseguente aspettativa di un diverso livello di attenzione,prestazione, velocità. Potrebbe essere successo qualcosa o qualche cambiamento in asilo o fuori in famiglia che lo possa aver in qualche modo reso più oppositivo rispetto all’andare all’asilo con la conseguenza di voler stare a casa con lei? Il clima in asilo nei confronti di suo figlio è in qualche modo cambiato?


Altra questione è in cosa sembra migliorato?  


Credo che a questa età ognuno possa avere i suoi tempi, bisogna capire se la questione della lentezza sia legata a un’oppositività o semplicemente ai suoi tempi. L’importante è non caricare eccessivamente il bambino di aspettative e farlo sentire inadeguato e “sbagliato”.


 

Gentile Valentina, leggendo la sua lettera emerge l'attenzione e la preoccupazione rispetto alla situazione scolastica di suo figlio e il solo fatto di rivolgersi ad un portale come questo denota la sua volontà di mettersi in discussione.


Generalmente le maestre, oltre ad avere competenze ed un bagaglio di esperienza in fatto di età evolutiva, possiedono una posizione privilegiata rispetto a qualunque altra figura professionale: le maestre vivono la quotidianità con il bambino. Questo permette loro di monitorare lo crescita dei bambini e di farsi delle domande laddove osservino situazioni che le lasciano dubbiose.


Pertanto credo che sia importante recarsi a questo appuntamento per capire cosa vogliono comunicarle e per condividere con loro la responsabilità sul benessere del bambino. Detto ciò, ogni bambino è diverso da un altro e può sviluppare le sue competenze con modi e tempi diversi, vive delle emozioni che ancora non sa ben esprimere con le parole e le manifesta attraverso atteggiamenti ("la pigrizia"), disegni ("la faccina vuota") e comportamenti (" non vuole andare a scuola"). Spesso è compito degli adulti tradurre il vissuto emotivo del bambino ed utilizzarlo per comprenderlo al meglio e per sostenerlo nel suo sviluppo.


La collaborazione scuola-famiglia-specialista (psicologo) rappresenta un valido aiuto per capire come prendersi cura del bambino e per rispondere a tutte le domande che gli adulti si pongono.


Per qualsiasi chiarimento resto a sua disposizione ilariaspagnolo@libero.it


Grazie.


 

Cara Valentina, comprendo il suo disagio e ancor più il rifiuto di suo figlio ad andare a scuola, in quanto le preoccupazioni e le aspettative delle maestre mi sembrano del tutto infondate data l’età del bambino che, da quanto lei afferma, possiede tutte le capacità e le attitudini idonee ad un bambino di 4 anni e mezzo. Durante la scuola materna il bambino si esprime con il gioco ed il disegno e solo alle elementari si dovrebbe insegnare la scrittura. Le consiglierei di non dare seguito alle  preoccupazioni  delle maestre che rischiano, con le loro richieste, di incrementare il suo rifiuto scolastico, oltre ad etichettare come patologico un normale sviluppo.        Cordiali saluti 

Buonasera, all'età di quattro anni e mezzo non si può e non si deve parlare di " didattica"nei bambini. Con L'entrata alla materna il bambino passa da una fase di pensiero egocentrico ad una maggiore partecipazione,socializzazione e autonomia sperimentando l'esistenza di un autorità differente da quella dei suoi genitori. Compito della scuola e'pertanto quello di rafforzare L'identità e autonomia per favorire la formazione integrale della personalità del bambino (essere,fare e vivere con gli altri).I compiti devono essere strutturati attraverso il gioco con L obbiettivo di sviluppare le potenzialità intellettive,affettive e relazionali rispettando le fasi di crescita del bambino,attraverso L osservazione di questo la scuola può sottolineare un eventuale " problema "al genitore.


Cordiali saluti 

Bisogna sempre cercare di andare oltre i comportamenti e capire cosa il bambino ci vuolev dire. Forse abiamo un problema di separazione che si nasconde dietro alla pigrizia e svogliatezza? Quanto lei pensa di essersi separata da suo figlio o forse  lo sta ancora trattenendo a se? 


Cerchi cmq un dialogo con le maestre, è importante. Resto a  sua disposizione


 


 


 


 

Signora Valentina buon pomeriggio, ritengo che non è per niente il caso di preoccuparsi. Se le insegnanti di Suo figlio vi hanno convocato significa che stanno molto attente al comportamento ed al profitto dei bambini in genere e di Suo figlio in particolare e questo è ottimo!! Può darsi che il bimbo abbia avuto qualche problematica - a scuola o a casa  - che non è stata  notata. Ora il bimbo da dopo le vacanze di Natale (come Lei asserisce) non va volentieri a scuola. Potrebbe trattarsi di semplice stanchezza, cioè il bimbo ancora non si è completamente adattato all'ambiente scolastico, nè al tran tran quotidiano (svegliarsi presto, stare ore fuori di casa etc..) oppure ci può essere dell'altro. Tutto questo è necessario che venga analizzato per poter capire cosa il piccolo sta vivendo in questo momento. Quindi ritengo che voi genitori - tranquillamente senza drammatizzare - vi rechiate dalle insegnanti ed insieme cercate di approfondire l'argomento. Gradirei un Suo riscontro dopo il colloquio con le insegnanti. Con i miei migliori auguri La saluto cordialmente. 

Buonasera Valentina, grazie per la tua domanda e comprendo sia lo sfogo che la preoccupazione. Così come mi trovi d’accordo nel chiedere che cosa mai dovrebbe fare un bambino di 4 anni se interagisce bene etc...


non ho ben capito che cosa si intenda con il dire “scrive bene le vocali ma a modo suo”. Credo sarebbe bene per te fare un incontro con le maestre per capire realmente e meglio a cosa si riferiscono e cosa dovreste fare secondo loro, perché al momento mi sembra tutto un po’ confuso. Ti consiglio di andare all’ appuntamento anche con il papa’ proprio Per avere la possibilità di chiedere tutto quello che al momento chiaro non sembra.


Contattami pure per chiarimenti o domande. I miei migliori auguri.

Buongiorno Signora,


comprendo le sue perplessità relative a ciò che le maestre le hanno riferito, purtroppo non è possibile, senza conoscere il bambino, poter dire se è adeguato o meno per l’età.


Ogni bambino è diverso e ogni bambino ha tempi diversi nel raggiungimento delle tappe evolutive. Le consiglio per togliersi ogni dubbio una valutazione specialistica utile per comprendere se realmente esiste una difficoltà o se gli atteggiamenti che le maestre hanno rilevato fanno parte del percorso evolutivo di suo figlio.


Nel caso in cui ci fosse una reale difficoltà,  l’individuazione precoce è molto utile per poter aiutare il bambino a superarla. Una difficoltà non riconosciuta potrebbe influire anche sul piano emotivo e relazionale di suo figlio.


Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.


Cordialmente.

Salve Valentina, da quello che mi scrive mi sembra di dedurre che le maestre pongono diverse problematiche nei riguardi del bimbo. Premesso i limiti di un consulto via email, i bimbi di quattro anni sono in continua evoluzione, quello che rifiutano di fare un giorno magari lo fanno senza problemi dopo qualche tempo. Quello che le posso suggerire è di andare con suo marito al colloquio senza farsi prendere dall'ansia o da paure infondate, di ascoltare quello che le maestre hanno da dirle e poi valutare se è il caso di chiedere una consulenza con un professionista o no. Può anche chiedere consiglio  alle maestre. Calcoli che con bambini così piccoli la situazione si evolve con molta rapidità. Spero di esserle stata utile e la esorto a ricontattarmi per qualunque chiarimento.

Sin dalla scuola dell' infanzia oggi, se un bambino si discosta un po' dall'andamento generale della classe o manifesta una qualsiasi "originalira" comportamentale, gli insegnanti entrano subito in allarme. Ritengo sia giusto informare i genitori di come un bambino si comporti in classe e su come risponda al piano didattico, però questo non deve necessariamente allarmare, soprattutto a 4 anni. Forse il blocco emotivo deriva dal senso di inadeguatezza che il bambino vive in classe? Forse venendo posto sotto pressione? Quando un bambino non va volentieri ha scuola è segnale di disagio e che questo compaia già alla scuola materna non va bene. Dovrebbero essere gli anni in cui infondere ai bambini il piacere di imparare e di stare insieme.

Salve Valentina per capire meglio la situazione di vostro figlio è preferibile che lei e suo marito incontriate le maestre per comprendere meglio le eventuali difficoltà del bambino. Da quello che scrive è difficile capirlo, c'è un accenno ad un blocco ma dovete farvi spiegare bene cosa intendono per blocco. La mia attenzione si è invece orientata su ciò che ha scritto lei, ovvero che il bambino dopo le vacanze natalizie manifesta difficoltà e/o rifiuto ad andare a scuola, per la mancanza che sente della mamma. A mio avviso bisogna approfondire proprio questa difficoltà del bambino perché potrebbe influire sul modo in cui suo figlio vive la scuola e le sue varie opportunità: di gioco, di apprendimento, sociali etc. Ci sono molte domande che a tal proposito vorrei farle ma lei può sempre riscrivere, dopo aver sentito le maestre. Si chieda, data la sua capacita di guardare a più ampio raggio, se ci sono stati eventi o cambiamenti in famiglia di recente anche piccoli o preoccupazioni o situazioni non serene. Resto disponibile per ogni ulteriore approfondimento.

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