Psicoterapia

Soffro di dipendenza affettiva

Francesca

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Sera a tutti, sono una ragazza di 30 con mille problemi sopratutto creati da me stessa, soffro di dipendenza affettiva, sono insicura, timida, paurosa, ansiosa, recentemente ho vissuto un lutto, sono introversa molto faccio sempre finta di niente fuori sembro forte faccio la forte io sto male da quando sono nata sia problemi fisici che mentali, mi faccio mille problemi anche nel parlare e già scrivere qui pensi che figura di idiota per il mio italiano, ho fatto terapia sto facendo terapia più o meno da circa 5 anni aproccio sistemico relazionale leggermente sono migliorata ma il problema e che adesso so che dovrei trovare un altra dottoressa per vari motivi ed io con le mie paure non riesco, per me trovare un altra dott vuol dire aver fallito paura di ricominciare da capo paura di parlare io dentro di me mi faccio sempre una schifezza e mi dico che sono un caso disperato e unico, secondo voi che tipo di approcfio dovrei prendere se dovessi riuscire ad andare da un altra dott, non faccio terapia proprio da quando ho avuto un importante lutto sono 6 mesi, ho avuto delle crisi ed ho avuto paura di me aiutoooo scusate il casino delle parole

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile ragazza,

Il tipo di approccio c'entra relativamente e il fatto che in 5 anni ci siano stati pochi miglioramenti può dipendere da tantissimi fattori.

Non mi è ben chiaro come mai debba cambiare psicoterapeuta: è per una sua esigenza o è la dottoressa in questione che non può più seguirla?

Un caro saluto

Gentile sig.na Francesca,

comprendo il suo stato emotivo e la sofferenza che ne deriva, non ti creare nessun problema riguardo al tuo modo di

esprimerti, quando uno sta male può succedere che a volte si esprima male, ma niente giudizio, sopratutto da parte sua nei suoi confronti, per quanto riguardo la psicoterapia èse per vari motivi devi cambiare e sopratutto il motivo principale come leggo tra le righe è quello che non ne hai tratto un grande vantaggio dalla precedente terapia, allora evviva il CAMBIAMENTO per andare verso il meglio. Io le consiglio caldamente di contattare i uno psicotearapeuta del gruppo AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento), in breve un terapia ad orintamento Cognitivo Comportamentale, nella sua città a Salerno ce ne sono, vada sul sito dell'AIAMC e veda l'elenco dei psicoterapeuti di Salerno;

nel frattempo se si si vuole nutrire di cose positive che le diano una spinta alla positività e alla speranza vada sul sito delle filosofie orientali www.sgi-italia.org.

Tanti auguri

sono certa di un suo cambiamento in positivo!

Salve in merito alla sua richiesta, non è importante solo l'approccio del terapeuta è importante sopratutto la relazione che si instaura con lui o lei, quindi continui a cercare un nuovo dottore sulla base di quello che vuole per sè stessa, e di che tipo di relazione cerca in questo periodo della sua vita. Se non riesce a trovare un nuovo dottore torni dal precedente, le relazioni sono in continua trasformazione e si cambia giorno per giorno, può darsi che riuscirà a trovarsi nuovamente bene anche con il precedente terapeuta, si tratta di ridefinire la relazione. Se in questo periodo non ci riesce perchè come scrive ha subito un lutto, si prenda il tempo necessario per pensare a quello che vuole per sè stessa dalla vita e da sè stessa e ricominci la terapia, l' importante è non lasciarsi andare. Spero di esserle stata utile, cordiali saluti

Cara Francesca,

di sicuro la perdita avuta negli ultimi sei mesi, periodo coinciso con l'abbandono della terapia, ha sicuramente reso più marcato il disagio emotivo che sta vivendo.

Non credo ci sia un approccio migliore di un'altro. Ciò che credo sia importante per lei in questo momento è riprendere la terapia con un professionista al quale affidarsi e di cui sente di potersi fidare. E' fondamentale in un percoso psicoterapeutico che si venga a creare una buona relazione terapeutica tra paziente e terapeuta, spazio nell'ambito del quale potere elaborare tutto il suo disagio, le sue insicurezze.

Arrivare al punto di capire che forse il percorso seguito fino ad oggi non è stato proficuo per lei non vuol dire "fallimento", anzi, è venire alla consapevolezza e riuscire ad andare oltre quella paura di cui parla.

Non abbia paura di ricominciare.

La saluto.

Salve Francesca,

mi sembra che ha scritto questa lettera tutta di un fiato e non si capisce se ha difficoltà nello scrivere o ha difficoltà nello scrivere con calma.

La sua mi sembra una richiesta di aiuto.

Prenda forza e cerchi qualcuno che la possa seguire. Può valutarla in base a quello che le scrive, in base alla distanza, al sesso o al nome.

Avanti , è quello che sta chiedendo.

Gentile utente,

5 anni di terapia mi sembrano molti per cui, se i risultati sono insufficienti, mi sento di consigliarle di cambiare approccio e/o  psicoterapeuta. La scelta sta a lei, può trovare informazioni sui diversi approcci su internet come ad es. in questo o altri articoli http://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-orientamento-psicoterapeutico.html http://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-orientamento-psicoterapeutico.html . E’ anche importante che si senta a suo agio con la terapeuta. Le segnalo che anche le terapie psicologiche brevi sono molto efficaci

Salve, capisco benissimo cosa intende per dipendenza affettiva. Ma mi creda già il fatto che lei ha consapevolezza è una cosa positiva. Io le consiglio di fare una terapia Psicoanalitica, questi sono aspetti troppo profondi e radicati che vanno affrontati in profondità   E soprattutto all'origine. Vedrà che trarrà dei giovamenti. Se desidera altre informazioni rimango a disposizione. Grazie 

Salve Francesca,

succede spesso di sentirsi smarriti, confusi, dopo l'interruzione di una terapia, in particolare lei ha vissuto un lutto, questo complica un pò le cose. Ciò che sente ha bisogno di ascolto, cura, attenzione. Intanto bisogna lavorare sull'autostima: perchè tanta severità verso se stessa? In cosa sente di aver fallito? Le consiglio di riprendere la terapia, e se posso permettermi, le suggerisco uno/a psicoanalista, per poter guardare nel profondo di sè, e capire qual è realmente la causa intima del suo disagio.

Saluti

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