Bugie scoperte dopo matrimonio

Emilio

Salve, vi racconto la mia storia. Prima del matrimonio, quando vivevo insieme con la mia attuale moglie, le avevo detto che, se avessi avuto un figlio, avrebbe dovuto chiamarsi come mio papà, mentre, nel caso in cui fosse stata femminuccia, avrebbe scelto lei. Le avevo detto che era molto importante e lei mi aveva detto che andava bene, rispondendomi però con leggerezza.

Quando abbiamo scoperto il sesso del bambino sono iniziate le discussioni perché non se la sentiva di chiamarlo così e le sono andato incontro e abbiamo scelto il nome insieme perché, se avessi tenuto il pugno duro, non saremmo andati da nessuna parte.

Il problema, però, è che sempre all'inizio della nostra storia io sono stato sincero con lei sulle mie relazioni passate, raccontandole anche di un tradimento che avevo fatto. Ho chiesto delle informazioni a lei e mi ha dato delle risposte che ho dato per buone.

Prima del matrimonio, dato che avevamo gli ex sui social, abbiamo deciso di eliminarli e le avevo detto di cancellare anche conversazioni che avrebbero potuto compromettere la relazione.

Ora, a distanza di anni e dopo un matrimonio e un figlio, mentre stavo usando il suo telefono, ho scoperto un bonifico fatto prima di conoscerci a una persona. Le ho chiesto spiegazioni ed è stata titubante e mi ha detto che era una persona in più.

Questo mi ha fatto andare in allerta, tanto che le ho preso il telefono di nascosto e ho letto i messaggi. Ho trovato tutto il contrario di quello che mi aveva detto: in pratica mi aveva detto di non essere come le sue amiche, però in realtà raccontava a loro tutti i dettagli intimi, tutte le persone con cui era stata e c'erano anche cose che mi aveva detto di non aver fatto.

Poi ho anche scoperto che non aveva eliminato tutte le frequentazioni, ma che ne aveva lasciate due. Quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha detto che non mi ha detto nulla perché non voleva essere giudicata e che non aveva tolto quelle persone e non cancellato i messaggi per negligenza. Dicendo che una di queste era un amico di una sua amica e che era anche fidanzato.

Per me questa cosa è stata come una coltellata e, anche se parlando mi sono riavvicinato, appena mi capita di ripensare al messaggio vado in blocco e la offendo e litighiamo.

Io sto bene con lei, ma non so come reagire perché sono stato trasparente e mi sento umiliato e preso in giro.

10 risposte degli esperti per questa domanda

Buon pomeriggio Emilio, emerge dal suo racconto emozioni forti e contrastanti che possono condizionare la serenità della relazione, dopo gli eventi. È comprensibile senta il desiderio di condividere e comprendere la situazione.

Lo spazio qui non si presta ad un colloquio dove iniziare un confronto, per poterla ascoltare, lavorarci assieme per dare significato a ciò che prova, è utile approfondire in un percorso individuale, riservato, protetto.

Se crede sia il momento giusto, io offro supporto psicologico online, può scrivermi o chiamarmi liberamente per avere un primo colloquio conoscitivo gratuito.

Le auguro il meglio.

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

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Gentile Emilio

grazie per la tua disponibilità a raccontarti.

Ti dirò poche cose e saranno per lo più domande. Spero di esserti utile almeno un pò. Se non lo sarò mi scuso con te in anticipo.

Sei fiero della tua trasparenza?

La tua trasparenza merita altrettanta trasparenza da parte dell'altro?

Sei disposto a considerare una differenza su questo tra le persone?

La tua capacità di amare può sostenere una tale differenza, almeno per il momento?

Hai mai pensato di aiutare l'altro a entrare nella tua trasparenza?

La vita della coppia ha molte insidie. Questa è grande e pericolosa.

Chi osserva la vita della coppia sa che le ferite reciproche sono una spirale letale.

Grazie per la tua attenzione.

 

Dott. Antonio Bufano

Dott. Antonio Bufano

Roma

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Mentire non è in genere corretto ma non sembra che sua moglie gli dia troppa importanza oppure cambia idea facilmente, ma non glielo comunica. In ogni caso bisognerebbe conoscere meglio l'atteggiamento di sua moglie sull'argomento e penso che dovreste chiarire le vostre rispettive opinioni su di esso. Uno psicologo può capire meglio anche i motivi che hanno determinato i comportamenti che lamenta di sua moglie, aiutarvi a chiarire reciprocamente i vostri desideri/bisogni e a conciliare i torti subiti, per ritrovare serenità ed armonia.

La terapia della Gestalt è molto efficace nel migliorare le relazioni interpersonali, superare tradimenti o torti di minore gravità. Può trovare informazioni su di essa sul sito a mio nome nella pagina dedicata alla Terapia Breve Integrata 

Dott.ssa Valentina Sciubba

Dott.ssa Valentina Sciubba

Roma

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Buonasera, grazie per aver condiviso una situazione così articolata e dolorosa. La sensazione di umiliazione e di smarrimento che sta provando è del tutto comprensibile quando si scopre che la base di trasparenza su cui si pensava di aver costruito il matrimonio contenevano omissioni o bugie.
Dal punto di vista delle dinamiche relazionali, la sua storia mostra come fin dall'inizio vi sia stato un "accordo" non del tutto equilibrato: da un lato, lei ha impostato la relazione su regole di trasparenza molto rigide (sui passati, sui contatti, fino al nome del figlio). Dall'altro, sua moglie ha inizialmente assecondato queste regole solo superficialmente, per poi nascondere parti del suo passato nel timore di essere giudicata o rifiutata.
La scoperta di queste omissioni (i messaggi conservati, le chat con le amiche, i dettagli intimi) ha infranto la fiducia. In questo momento, la sua reazione si manifesta con un'alternanza tra il desiderio di riavvicinarsi e picchi di rabbia/tristezza quando il ricordo riaffiora. Questo ciclo di emozioni e sensazioni rischia di logorare definitivamente il legame, trasformando la ricerca di chiarezza in una punizione continua.
Riconoscere queste dinamiche permette di lavorare sulla ridefinizione di un Contratto di Coppia Adulto-Adulto: Il vecchio accordo basato sul controllo reciproco (cancellare contatti e chat) si è dimostrato inefficace. È necessario sedersi a parlare da adulti, chiarendo se esiste la volontà reale di ricostruire la fiducia su basi nuove: non più sul timore del giudizio o sul controllo del telefono, ma su una scelta reciproca e consapevole nel presente.
Valuti un supporto psicologico (individuale o di coppia): Superare il trauma del tradimento della fiducia richiede uno spazio protetto. Un percorso terapeutico le permetterebbe di elaborare la rabbia e l'umiliazione senza distruggere la relazione, aiutando al contempo sua moglie ad assumersi le sue responsabilità senza paura.
Ricostruire la fiducia è un processo che richiede tempo e lavoro in uno spazio di cura e di ascolto.

Dott.ssa Ilaria Pennacchi

Dott.ssa Ilaria Pennacchi

Dott.ssa Ilaria Pennacchi

Roma

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Gentile Emilio, quello che descrive è un momento di forte smarrimento: non riguarda solo le informazioni scoperte, ma il significato che queste hanno per lei. Lei aveva costruito la relazione su un’idea di trasparenza reciproca e, scoprendo elementi non detti, ha sentito crollare una parte importante della fiducia. È comprensibile che provi rabbia, umiliazione e confusione: quando emergono informazioni che contraddicono ciò che ci era stato raccontato, la mente si blocca e cerca di proteggersi. Allo stesso tempo, dalle sue parole si nota che lei tiene molto alla relazione e che, nonostante il dolore, c’è stato un tentativo di riavvicinamento. La questione centrale non è “chi ha sbagliato di più”, ma come ricostruire un senso di sicurezza. Molte persone, per paura di essere giudicate, omettono parti del proprio passato: non è corretto, ma è comprensibile. Questo non cancella il fatto che lei si sia sentito tradito nella fiducia. In questi casi può essere utile: 1) distinguere il passato da ciò che vivete oggi; 2) capire se sua moglie è disposta a parlare apertamente e a rassicurarla;  3) lavorare insieme su modalità comunicative che non alimentino sospetti o controlli; 4) affrontare la rabbia non come “prova” del tradimento, ma come segnale del suo bisogno di chiarezza e stabilità. Se il tema continua a riattivarsi e a generare litigi, un breve percorso di coppia o individuale può aiutarla a elaborare ciò che ha scoperto e a ritrovare un equilibrio. Non è un segno di debolezza: è un modo per proteggere la relazione e sé stesso. Resto a disposizione se desidera approfondire.

Dott. Sergio Stroppa

Dott. Sergio Stroppa

Ancona

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Buonasera,

ho letto la sua storia e capisco che possa sentirsi ferito da ciò che ha scoperto, ma adesso deve decidere da che parte vuole stare facendo magari un lavoro su se stesso perché altrimenti rischia di litigare continuamente fino al punto da rendere irrecuperabile poi il rapporto. Nel caso volesse approfondire, mi contatti senza impegno. 
Dott.Fioldisa 

Psicologa e coach relazionale 

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

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Buonasera Emilio

​Quando scopriamo che la narrativa dell'altro non corrisponde alla realtà che ci era stata data per buona, la sensazione immediata è quella di una retroattiva riscrittura della storia. Ti senti umiliato e preso in giro perché ti percepisci come l'unico che ha "giocato a carte scoperte" fin dall'inizio. La tua spinta verso la totale trasparenza era un modo per definire confini e sicurezza. Tua moglie, al contrario, di fronte a certe tue richieste rigide, ha reagito con una dinamica di evitamento e compiacenza di superficie. Ha confessato di non aver detto la verità per "paura di essere giudicata". Spesso chi teme il giudizio del partner non mente con l'intento attivo di ferire, ma adotta una strategia infantile di nascondimento per proteggere l'immagine di sé e preservare la relazione. Questo non giustifica la mancanza di lealtà, ma ne spiega la matrice, non disprezzo per te, ma insicurezza o timore di un tuo controllo o rifiuto.

​Il motivo per cui vai in blocco e finisci per offenderla è legato a un sovraccarico emotivo: ogni volta che ricordi quei messaggi, la ferita del tradimento della fiducia si riapre come se stesse accadendo in questo istante. L'offesa diventa un tentativo inconscio di riequilibrare il potere e di punirla per la delusione. Chiediti se le omissioni emerse riguardano condotte passate (prima di te o nei primissimi tempi) o se c'è una mancanza di lealtà attuale. Capire che il passato che ti ha nascosto appartiene a un periodo in cui la relazione non aveva ancora la struttura di oggi può aiutarti a ridimensionare la minaccia al presente. Offenderla quando vieni assalito dal ricordo cancella il tuo lasso di ragione e sposta il focus della discussione dal suo errore alla tua reazione. Quando senti che stai per "andare in blocco", prendi spazio: comunica che sei agitato e che hai bisogno di un momento per fermarti prima di parlare. Il modello di trasparenza assoluta che avevi in mente è fallito perché non corrispondeva al modo di funzionare di tua moglie. Bisogna capire se oggi siete in grado di stabilire un nuovo patto basato su una lealtà reale, anche a costo di accettare che l'altro possa avere avuto un vissuto o uno stile comunicativo diverso dal proprio. La sensazione di umiliazione e il riaffiorare continuo del risentimento rischiano di logorare il legame, soprattutto ora che c'è un figlio di mezzo. Un percorso breve di terapia di coppia potrebbe offrirvi uno spazio neutrale per decodificare queste incomprensioni: permetterebbe a lei di esprimere perché ha avuto paura di essere trasparente e a te di rielaborare la ferita alla tua fiducia senza far ricadere la rabbia nella quotidianità.

Un cordiale saluto 

Dott. Riccardo Focaccia 

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buongiorno, da quello che racconta sembra che ciò che la ferisca oggi non sia tanto il passato di sua moglie, quanto quello che quel passato ha iniziato a significare per lei nel presente.

Lei si è sentito trasparente con sua moglie e, dopo aver scoperto alcune cose che non corrispondevano a ciò che le era stato raccontato, può essere comprensibile che abbia iniziato a chiedersi: “Cos’altro non so? Posso ancora fidarmi?” È proprio questa sensazione di essere stato ingannato o di non avere avuto accesso alla verità che sembra aver messo in crisi il suo senso di sicurezza nella relazione.

Capisco anche il bisogno di cercare spiegazioni e dettagli. Il problema è che, quando la fiducia viene ferita, cercare continuamente nuove conferme può trasformarsi in una trappola: si controlla per sentirsi più tranquilli, si trovano informazioni che riattivano il dubbio, si chiede ancora, si litiga, ci si riavvicina e poi, al ricordo successivo, tutto ricomincia.

Lei stesso descrive molto bene questo meccanismo: oggi sta bene con sua moglie, ma quando torna alla mente ciò che ha letto “va in blocco”, la offende e ricominciate a litigare. In quel momento non state più discutendo soltanto di ciò che è accaduto anni fa: state vivendo nel presente gli effetti di quella scoperta.

C'è poi una distinzione importante. Sua moglie può averle raccontato delle cose non vere, magari per paura di essere giudicata, e questo può aver danneggiato la fiducia. Ma il fatto che abbia avuto esperienze o comportamenti diversi da quelli che lei immaginava prima della vostra relazione appartiene alla sua storia personale. Non è necessario che lei approvi ogni aspetto del suo passato per poter decidere se oggi quella relazione è per lei affidabile.

Forse, quindi, la domanda da porsi non è più soltanto “Perché mi ha mentito?”, ma: “Di che cosa avrei bisogno oggi per poter tornare a sentirmi al sicuro nella nostra relazione?”

E anche: “Che cosa faccio io quando la mia paura si riattiva e questo cosa produce tra noi?”

Perché c'è una cosa che mi sembra particolarmente importante nel suo racconto: lei dice di stare bene con sua moglie e di essersi riavvicinato a lei, ma contemporaneamente il dolore la porta a offenderla e a riaprire il conflitto. Questo è un punto su cui lavorare, perché la ferita è comprensibile, ma continuare a ferirvi reciprocamente rischia di trasformare una crisi della fiducia in una crisi della relazione.

Non credo sia necessario decidere adesso se perdonare o dimenticare. Può essere più utile fermarsi e capire se e come è possibile ricostruire una fiducia nuova, nel presente, senza continuare a cercare nel passato una certezza che probabilmente non potrà mai essere completa.

Se questo circuito continua a ripetersi, un percorso psicologico, anche di coppia, potrebbe aiutarvi a dare uno spazio a ciò che è accaduto senza lasciare che continui a governare il vostro rapporto.

Dott.ssa Fabiana Lefevre

Dott.ssa Fabiana Lefevre

Roma

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Gentile utente,

grazie per la condivisione!

In ottica CMT, il punto centrale sembra essere meno il passato di tua moglie e più il significato che le sue omissioni hanno assunto per te: “se mi nasconde qualcosa, allora sono stato ingannato e umiliato”.
La tua trasparenza sembra inoltre creare un’aspettativa di reciprocità: “se io ti ho detto tutto, tu devi fare altrettanto”, e la sua mancata sincerità viene vissuta come una violazione profonda del patto.
Potrebbe esserci una credenza patogena legata alla fiducia: “se abbasso la guardia e mi affido, rischio di essere tradito o preso in giro”.
Da qui possono derivare comportamenti di controllo, come verificare il telefono, che riducono momentaneamente l’incertezza ma mantengono l’allarme.
Quando riaffiorano quei messaggi, sembra riattivarsi non soltanto la gelosia, ma soprattutto la ferita legata all’esserti sentito escluso dalla verità.
È importante però distinguere ciò che tua moglie ha fatto prima della vostra relazione dalle omissioni o menzogne avvenute all’interno del vostro rapporto.
Offenderla durante le discussioni non ripara quella ferita e rischia invece di creare un nuovo problema nella coppia.
Il lavoro potrebbe concentrarsi sul capire quale sicurezza stai cercando oggi e quali prove ti servirebbero per tornare gradualmente a fidarti, senza trasformare la relazione in un’indagine continua.
Parallelamente, tua moglie potrebbe comprendere che per te il problema non è “quante persone ci siano state”, ma la discrepanza tra ciò che credevi vero e ciò che hai scoperto.
L’obiettivo non sarebbe dimenticare quanto accaduto, ma verificare una nuova possibilità: “posso riconoscere di essere stato ferito senza dover controllare o punire l’altro per proteggermi”.
un caro saluto,

dr.ssa G. Bolzoni

Buongiorno Emilio, capisco perché questa scoperta l’abbia ferita così tanto. Probabilmente non riguarda soltanto ciò che sua moglie ha fatto prima di conoscervi, ma soprattutto il fatto di aver scoperto oggi cose diverse da quelle che le erano state raccontate. È comprensibile che questo abbia incrinato la sua fiducia. Allo stesso tempo, continuare a tornare su quei messaggi, offenderla o cercare altre conferme sul telefono rischia di farvi entrare in un circolo che aumenta soltanto la sofferenza di entrambi.
Il passato di sua moglie non può essere cambiato. Quello su cui potete lavorare è il rapporto che avete oggi. Può essere utile cercare di capire cosa le serve davvero per recuperare fiducia e cosa, invece, continua ad alimentare la rabbia e il senso di umiliazione. Si dia un po’ di tempo. Non deve far finta che non sia successo nulla, ma nemmeno decidere tutto mentre è ancora molto ferito. Se entrambi volete proteggere il vostro rapporto, questa situazione può essere affrontata gradualmente, cercando di parlarne senza trasformare ogni momento di dolore in uno scontro.  Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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