Autostima

Ho paura di me stessa e del mio futuro

Giada

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Non so cosa mi capita. Sempre più spesso penso al suicidio, anche se non voglio morire, vorrei invece cambiare totalmente vita. Vorrei prima di tutto realizzarmi in quella che è la mia passione, in cui sono brava visti i risultati conseguiti, ma non basta per mantenermi e devo lavorare (lavoro pesante, senza sbocchi) in un posto capeggiato da persone vuote ed ignoranti (soffro perché è una gran perdita di tempo).

Vorrei che il mio ragazzo mi capisse e mi ascoltasse di più, nonostante io gli parli apertamente, lui vede tutto come un attacco. Dei miei parenti se ne salvano pochi, i miei genitori mi trattano con sufficienza. Forse è questo che mi spezza, nessuno, se non i miei clienti, mi tratta come se valessi qualcosa. Queste situazioni mi portano ansia e una sofferenza terribile, mi sembra di essere in una palude dove è più facile lasciarsi annegare, ma chiedo, come posso uscirne?

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Giada, ognuno di noi sente il bisogno di essere visto, riconosciuto e compreso dalle persone care. Quando ciò non avviene o non avviene come vorremmo, provoca una grande sofferenza che toglie molta energia e vitalità fino ad arrivare, come nel tuo caso, a desiderare di porre fine alla propria vita o meglio porre la fine a questo tipo di vita! Ora che sei in grado di fare questa distinzione, puoi avere la motivazione per intraprendere un percorso psicologico che ti aiuti a rimetterti in contatto con la tua energia vitale, avere più stima di te stessa, circondarti di persone che ti apprezzano per quella che sei, modificare un po’ la tua visione della situazione in modo da non concentrarti troppo sugli aspetti negativi della tua vita, poter attingere alle tue risorse personali (creatività, consapevolezza, saggezza) per effettuare dei cambiamenti concreti che riterrai più opportuni in alcuni aspetti della tua esistenza.

Cara Giada, 


ciò che lei racconta è indice di una donna che sa bene quali sono i suoi obiettivi e valori e di fronte a dei fallimenti, quali possono essere il contesto lavorativo poco stimolante o i genitori che trattano con sufficienza, possono generare dei vissuti depressivi e quindi i pensieri che lei stessa riporta. Tuttavia la motivazione ad uscire dalla palude è forte ed echeggia quasi come un grido in mezzo al buio che la circonda, ed è molto importante per partire e riuscire nel percorso! Quindi le consiglio di continuare a chiedere aiuto ad uno psicologo - psicoterapeuta della zona.


Saluti


 

Mi chiami e fissiamo un appuntamento. Capisco che il suo momento sia particolarmente difficile, ma già il fatto di ricercare aiuto è un buon sintomo prognostico. Credo di aver individuato l’origine del suo problema è pertanto ritengo di sapere come poter intervenire per aiutarla. Ho studio a Vignola via Caselline 624.


Saluti


 


 

Buon pomeriggio Giada,


il momento che sta vivendo è molto complesso soprattutto perché ha a che fare con la costruzione della sua identità professionale e personale. Ha elencato tutta una serie di circostanze che la fanno sentire a disagio e affrontare le problematiche come un'unica grande matassa a volte può portare alla sensazione di non avere nessuna via d'uscita.


Può essere utile invece fermarsi e iniziare a vedere un filo alla volta di quella matassa, per dare ad ogni problematica il giusto peso e valore e poterla affrontare senza l impellenza di cercare un'uscita.


In questo percorso può esserle d'aiuto un professionista per costruire insieme una maglia da tutti quei fili ingarbugliati.


Non esiti a contattarmi per qualsiasi dubbio.

Carissima Giada,


Comprendo che quello che stai attraversando sia un momento di particolare difficoltà e che ti procuri una gran fatica.


Ciò che mi colpisce è la tua voglia di "cambiare totalmente vita", che è la spinta più grande verso un cambiamento. Dimostra una tua grande vitalità. È una potente risorsa: potresti provare a partire proprio da questa voglia.


Quando ci troviamo in momenti di transizione, in cui non vediamo un'uscita, è frequente provare una sensazione di solitudine, o di non essere compresi dalle persone più vicine. Mi sembra di aver percepito questa sofferenza in te.


Certamente uscire dalla palude è difficile, ma può diventare più facile, se c'è qualcuno accanto a te, che ti tende una mano.


Resto a tua disposizione, se dovessi aver bisogno.


 

In certe situazioni , il cambiamento diventa una necessità. Cambiamento come autotrasformazione e realizzazione delle proprie potenzialità . Per uscire dalla palude, bisogna autorizzarsi a farlo, credere in se stessi insomma, accorgersi di non essere soli e quindi rinunciare a voler continuare a far tutto da sola.


L’unico consiglio che mi permetto di darle, rispondendo alla sua domanda, è una psicoterapia. Psicoterapia non significa cura di malattie mentali ma , se si guarda l’etimologia, servire l’anima. Servire la propria natura e riconoscere la propria essenza autentica, quel luogo interiore, dunque, dove non ci sono dighe al proprio libero fluire. So che in questo contesto sono solo parole, ma spero di averle dato una buona idea. In bocca al lupo.


 

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