Disturbi dell'alimentazione

Si procura vomito dopo essersi abbuffata di cibo

Andrea

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Sono un ragazzo di 30 anni. Sono stato lasciato dalla mia ragazza.Il problema piu'grande dipende da alcuni suoi disturbi alimentari presenti da qualche mese(si procura vomito dopo essersi abbuffata di cibo)che l hanno resa sempre piu' distaccata da me dopo una relazione di 8 anni.Dopo avermi lasciato mi ha confidato il suo problema.Io la amo ma non so' cosa fare!non riesco ad affrontare la cosa perche lei nonostane mi abbia lasciato spesso cerca contatti e mi informa di come si sente e come il suo disturbo peggiori sempre dippiu'.Le ho detto che la amo e che ci sono per lei e che vorrei aiutarla ad affrontare il problema,ma lei dice che ha paura di non riuscire ad affrontare il problema con me e di aver paura di farmi del male. Non so' cosa fare.....lasciarla libera di affrontare la cosa dasola oppure cercare di convincerla che insieme possiamo trovare una strada. Sono preoccupato perchè spesso non ci sentiamo per giorni e piu' volte mi ha promesso di farsi aiutare da qualcuno,ma ancora non l'ha fatto!Ho provato ad essere freddo o a non rispondere ai suoi messaggi,ma appena lo faccio lei mi fa' capire che non vuole restare sola....per poi sparire nuovamente.

29 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Andrea, il suo rasoconto sembra una descrizione di quello che è successo. Ci sono poche tracce di come lei si vive la situazione. Sembra che anche lei butti all'esterno in questo racconto quello che state vivendo. Le posso dire che più che stare su i comportamenti, sul cosa fare o non fare, potrebbe provare a capire come sta vivendo questa situazione, esplorare il significato che ha per lei. Cordiali Saluti
Andrea Diciamo che la tua ex ragazza presenta un problema alquanto serio di anoressia; aiutarla solamente con il tuo affetto o meglio amore non è sufficiente dovresti cercare di farla avvicinare all'idea di iniziare un percorso terapeutico serio, prima che la situazione sfugga al totale autocontrollo. Ci sono molti centri che affrontano questa problematica riportando ottimi recuperi se le vuoi veramente bene penso che questa sia la proposta più idonea che tu le possa fare.
Sig. Andrea, può aiutare la sua ragazza, che da alcuni mesi soffre di un disturbo alimentare, a rivolgersi a uno Psicologo con esperienza su queste problematiche, per farsi aiutare. Non se ne esce da soli, e nonostante la sua volontà e il suo affetto, lei non le sarebbe di grande aiuto.
Caro Andrea, la posizione in cui si trova è evidentemente molto dolorosa e difficile: come si fa a lasciar andare chi si ama e per di più chi ha bisogno di aiuto?! Quello della sua fidanzata è un disturbo molto serio, che va evidentemente affrontato con i dovuti riguardi dagli specialisti del caso. Ci racconta di questa continua altalena emotiva che la fa avvicinare e poi allontanare da lei e che comprensibilmente la confonde, ma vede questo è esattamente una delle manifestazioni del disturbo. Ciò che lei potrebbe fare è quello di mettere al corrente qualcuno della famiglia, se già non lo fosse, della situazione e poi lasciare alla sua ragazza la possibilità di farsi aiutare. Purtroppo non possiamo salvare chi non vuole essere salvato, tuttavia possiamo renderlo consapevole dei rischi che corre. Per quanto riguarda lei Andrea, fatto questo, dovrebbe cercare di mettere dei confini,oltre i quali non decide di non voler andare, quelli che la sua ragazza non ha, affinchè possa rispettare se stesso. Spero di averle dato dei piccoli spunti di riflessione. Buona fortuna.
Salve Andrea,purtroppo l'amore non basta. Per il disturbo descritto è necessario rivolgersi a specialisti e non sottovalutare il problema.Il suo aiuto potrebbe consistere nel sollecitarla a prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta ma se lei non è decisa, non trova la spinta dentro di sè, rischia di rimanere intrappolato nelle sue dinamiche relazionali (avvicinamento e rifiuto). E' importante che la sua ragazza riesca ad aprirsi con lei ma è necessario che riesca a farlo con una persona esperta ed estranea. Valuti bene e se avrà difficoltà potrà chiedere aiuto anche lei. In bocca al lupo.
Gentile Andrea, capisco il suo essere disorientato e il non sapere come comportarsi, purtroppo i disturbi alimentari sono molto complessi e spesso hanno radici nel passato. Tali disturbi fanno parte della sfera delle dipendenze, quindi è comprensibile la sua sensazione di non fare mai la cosa giusta. Deve dare il suo supporto in modo adeguato alla sua ex ragazza, ma nello stesso tempo non alimentarle la sua modalità di creare legami basata sulla dipendenza, capendo quanto può realmente aiutarla. Per la sua ex fidanzata consiglerei una psicoterapia sistemico relazionale. Se ha bisogno di un consulenza mi può contattare
Buongiorno gentile Andrea, il problema della sua ragazza è serio e necessita di un intervento di cura mirato ed articolato condotto da più figure professionali unite in equipe. Lei può starle accanto, accogliere le sue paure, ascoltarla, volerle bene, ma non può sostituirsi alla cura. Questo dovrebbe farlo presente alla giovane e spronarla con fermezza a chiedere aiuto.Il rischio potrebbe diventare quello che lei per primo venga colto da stanchezza e confusione e - paradossalmente - arrivi a comportarsi con la ragazza proprio nel modo che la ragazza teme, diventerebbe un circolo vizioso deleterio per entrambi. Il vostro rapporto non è comunque finito. Ha solo intrapreso una diversa modalità di estrinsecarsi solo più problematica e deleteria. Lei per primo ha bisogno di prendersi cura di sè e di poter elaborare il lutto dal sentimento e dal rapporto come era prima, si faccia coraggio e parli con la sua ragazza con chiarezza. Cordialmente.
Buongiorno, mi rendo conto che non è facile per lei poiché i messaggi che riceve dalla sua ex ragazza sono contrastanti. Io credo che lei debba rispettare questo momento che lla sua ex sta vivendo facendo in modo di essere disponibile quando è lei a cercarla, in modo che la sua ex ragazza non si senta invasa. Credo che solo cominciando ad agire così è possibile che lei riesca a farsi ascoltare e che lei accetti di farsi seguire da uno psicoterapeuta. Auguri.
Gentile Andrea, la sua ex ragazza ha bisogno di essere aiutata ed il suo amore non può bastare. In alcuni casi, è necessario che intervengano degli specialisti come noi, altrimenti è molto difficile riuscirci e si finisce per compiere sforzi inutili. Questo tipo di disturbo dell'alimentazione che fa parte della trilogia dei disturbi alimentari - anoressia, bulimia ed ortoressia (quest'ultimo è più recente) - vanno trattati in modo mirato ed hanno spesso una matrice inconscia profonda che riguarda il rapporto con la figura materna. Capisco il suo amore, ma forse è opportuno che la sua ragazza sia lasciata libera di decidere come gestire il problema. Le porgo i miei Auguri per la sua ripresa, visto che la fine di un amore rappresenta sempre un momento difficile da superare. Cordialmente
Andrea, capisco la Sua sofferenza nel provare un sentimento attualmente non corrisposto ma soprattutto una sofferenza mista ad un senso di impotenza poiché non sa come aiutare la Sua (ex) ragazza!! Qui si tratta di 'Disturbo Alimentare'. Non ho sufficienti elementi per una diagnosi adeguata(anoressia/bulimia nervosa) ma Le preciso che la ragazza ha bisogno di seguire - da subito - una terapia psicologica in un Centro Specialistico per tale tipologia di Disturbi. Si può rivolgere all'ABA - Associazione Bulimia e Anoressia che si trova a Roma. Le consiglio di dare queste indicazioni alla ragazza ma Lei non si lasci coinvolgere più di tanto finché la terapia non abbia inizio. La saluto con cordialità.
Caro Andrea, intanto complimenti per la sensibilità che mostri nei confronti di una persona tanto sofferente che non riesce a trovare dentro di sé la spinta per farsi aiutare! Non è affatto facile amare qualcuno e sapere di non poter essere d’aiuto per alleviare il suo dolore. Riconoscere di avere un problema è già un primissimo passo verso il miglioramento, quindi, se posso permettermi un suggerimento, cerca di parlare con le persone che ella ascolta di più e tutti insieme cercate di comunicarle quanto vi è cara e per questo vi augurate che possa tornare una ragazza serena e vitale, perché la amate, non perché ella sia obbligata a stare bene. Distinti saluti.
Gentile Andrea, la sua ragazza ha bisogno di aiuto, anche se lo esprime in modo che sembra contradditorio. Il problema che sta vivendo sta offuscando tutto il resto, tanto che non è chiaro ad esempio cosa succede nel vostro rapporto. L'aiuto che lei le può dare deve essere una vicinanza emotiva, ma non può essere "terapeutico". La aiuti a cercare un terapeuta specializzato in disturbi alimentari (mi raccomando, non uno generico), la sostenga, ma le faccia capire che non può risolvere da sola. Questi disturbi hanno migliori probabilità di remissione se affrontati il prima possibile, prima che cronicizzino. La possibilità di uscirne esiste, non deve sentirsi bloccata alla situazione attuale. Il percorso di cura può essere difficile e doloroso, ma è possibile venirne fuori. Mi rendo disponibile ad individuare un collega che operi nella vostra zona, se vuole mi contatti pure I miei migliori auguri
Buongiorno Andrea, da quanto ha riferito nella sua lettera, la sua ragazza si potrebbe trovare all'interno di una problematica legata ai disturbi dell'alimentazione. Il parere che le posso fornire è quello di lavorare affinchè la ragazza maturi e sviluppi la motivazione a seguire un percorso psicologico per la risoluzione della sua problematica. Può offrirsi di accompagnarla, andando insieme da un professionista magari l'aiuta a superare la reticenza iniziale, altresì può aiutarla nella ricerca del professionista più adatto alle sue esigenze. Il professionista saprà individuare la causa del disturbo dell'alimentazione e se esso è in co morbilità ad un altro eventuale disturbo e sicuramente saprà capirne la causa. Cerchi di starle vicino ma rispettando i suoi spazi, eviti di essere troppo presente e di compiangerla. Distinti Saluti
Salve a lei, da quanto leggo lei non è direttamente coinvolto nel disturbo ma vorrebbe aiutare una sua ex-fidanzata, gesto apprezzabile ma impegnativo. Non sono semplici e lineari gli sviluppi di queste sindromi. non vorrei provocarle allarmismi ma rinviare il centro della questione ad una presa di consapevolezza della ragazza sui suoi disturbi e sul suo bisogno di aiuto che va ricercato nei riferimenti medici e psicologici territoriali esistenti. Va intrapreso un percorso (non solo un trsttamento psicologico, ma una svolta nella percezione di se stessa, del proprio corpo e della propria autostima e di altro ancora), con se stessa e con le sue figure di riferimento, va risistemato il sistema regolatorio delle emozioni, lavoro lento e impegnativo che però è importante intraprendere per essere lasciata in pace dal disturbo e da queste condotte, e di riprendere a vivere normalmente. Spero di esserle stato utile, a presto
Buonasera Andrea. E' evidente la sofferenza ed il senso di disorientamento che c'è in lei ma anche nella sua ex ragazza. Quando ci si mette insieme, soprattutto se da giovani, non ci si rende sino in fondo conto di quanti passaggi si dovranno affrontare sia individualmente sia in coppia. Spesso si tratta di passaggi evolutivi che però vanno riconosciuti e rispettati. Nella sua coppia ovviamente non so bene quale sia stato il percorso di relazione, quali vissuti ci siano stati e quale ruolo ognuno di voi due ha assunto per l'altro. Ciò che mi sembra chiaro è che attualmente siete bloccati nel non sapere cosa e come fare per non appesantire l'altro di responsabilità non sue e in quale spazio invece inserirvi per chiedere e dare una mano. Se la sua ex ragazza è d'accordo, pur non stando più insieme- aspetto questo che va rispettato- potreste fare due o tre incontri di consulenza per capire cosa vi sta accadendo individualmente e nel rapporto (che è evidente ancora non si è interrotto emotivamente ma solo fisicamente)al punto da rendervi così sofferenti e "legati". Trovate uno psicoterapeuta che vi possa aiutare ad inquadrare un minimo la vostra situazione per dare voce a ciò che vi "scorre" dentro e che da soli non riuscite ad individuare ma che purtroppo vi sta logorando anche con una sintomatologia sempre più rilevante. La saluto
Salve, succede spesso che in questo tipo di problemi la persone tende all'isolamento per non coinvolgere e far stare male le persone più vicine. Il dolore è suo e non vuole che sia anche di altri, non rendendosi conto che gli altri, soprattutto se amano , soffrono ancora di più. Il mio consiglio è quello di cercare una psicoterapeuta che si occupi di tale disturbo e magari se lei non si decide a prendere l'iniziativa di farlo tu e accompagnarla. Provate a informarvi nelle vostre zone, oppure chiedere all'Asl. Dove vivo io fanno percorsi proprio per i disturbi del comportamento alimentare, magari anche a Roma c'è questa possibilità. Oppure posso darvi il riferimento di un istituto dove si occupano di tali problematiche ed è a Roma. Si chiama Istituto Beck. Trovate informazioni anche su internet e numeri di telefono. Spero di essere stata utile. In bocca al lupo.
Salve, la situazione è molto complessa perché uno dei problemi è fare in modo che la sua ragazza decida che è il caso di farsi aiutare. E' sicuramente importante che intraprenda un percorso con un professionista, uno psicoterapeuta, che possa aiutarla a lavorare sulle sue paure e insicurezze o sui problemi emotivi più profondi che si esternano attraverso questo sintomo. Se c'è anche un desiderio di dimagrire o la sua ragazza aveva intrapreso diete fai da te o altro io consiglio anche il rivolgersi ad un medico dietologo. Se volesse io conosco delle persone molto brave che lavorano a Roma potrei darle qualche riferimento. Potrebbe rivolgersi alla dottoressa Antonella Loriga 3471543485 parlare con lei e farsi consigliare quale possa essere il percorso migliore. Cordiali saluti
Salve Andrea,da quello che lei scrive, mi sembra che sia coinvolto anche lei nel malessere della sua ex compagna, come lei giustamente intuisce lei avrebbe bisogno di aiuto, ma perchè questo possa avvenire deve esser chiara e forte la motivazione a farlo. Mi sembra di intuire che indirettamente lei vorrebbe essere aiutata a uscire dal suo malessere e questo probabilmente lo esprime ricontattandola anche se vi siete lasciati. In questo caso l'unica cosa che mi sento di suggerirle è prendere insieme alla sua ex compagna un appuntamnto da un terapeuta che si occupa anche di problematiche di coppia, in modo tale che possiate affrontare insieme la vostra problematica di separazione e poi una volta risolto questo problema, se la sua compagna vorrà, potrà decidere di intraprendere un percorso individuale rispetto al suo malessere personale. Se ha bisogno di ulteriori indicazioni può contattarmi privatamente. Buon tutto,
Caro Andrea, la tua ragazza ha urgente bisogno di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Tu purtroppo puoi fare poco per lei e questo ti provoca una forte frustazione. Qualsiasi risposta tu dia al suo malessere viene vanificta dalla sua malattia. Il tuo amore non è sufficiente per farla guarire, in compenso ti tine legato ad una persona che sta troppo male per non pensare che a se stessa. Cerca di convincerla a farsi aiutare e poi cerca di riprendere in mano la tua vita anche senza di lei.
Mi dispiace molto della sua situazione, il problema dell'alimentazione comunica sempre un forte disagio, un grande ostacolo da digerire che non va giù, che è meglio vomitare fuori. Tuttavia se il disturbo è cominciato da mesi, vale la pena anche di valutare cosa è successo che ha aggravato la situazione. 'Mangio, dunque sono' di Gerard Apfeldorfer, Marsilio, può aiutarla ad impegnarsi a comprendere altre cose, a trovare altre strategie da utilizzare quando la sua ex-ragazza la contatterà. Buona lettura ad entrambi casomai,
Buon giorno Andrea capisco benissimo il suo desiderio di continuare la sua relazione d'amore e di non perdere la persona che ama; capisco benissimo anche il suo senso di impotenza nel non riuscire ad aiutare la sua amata, non se ne faccia una colpa non dipende da lei. Le consiglio di intraprendere con la sua ragazza delle consulenze di coppia dove insieme allo specialista iniziare a riflettere sulle difficoltà personali e su come queste creano difficoltà nella vostra coppia. Così facendo si potrà rinsaldare la vostra relazione e da qui poi iniziare a porre rimedio sulle difficoltà più specifiche come il disturbo alimentare. Restando a disposizione la saluto cordialmente.
Salve, la situazione che descrive sembra interessare un disturbo dell'alimentazione che si ha paura ad affrontare. Chi soffre di questo tipo di disturbi si trova a vivere un conflitto, da un lato si capisce di aver bisogno di aiuto perchè qualcosa non va, dall'altro ci sono tutte quelle motivazioni (che possono essere legate all'immagine di se stesso, alla paura di perdere il controllo, al rifiuto di voler crescere, ecc..) che hanno generato e mantengono il disturbo. Se ne consegue che a momenti alterni si vuole vicino le persone che si pensa ci possano essere d'ausilio o le si vuole allontanare per paura di dover affrontare quello che temiamo. Affrontare questi disturbi richiede una certa forza e avere vicino le persone che amiamo può essere molto di aiuto. Però c'è bisogno di un intervento specializzato, è difficile uscirne da soli e anche quando ci si riesce è facile ricaderci di nuovo. Parli con la sua ragazza e cerchi di convincerla a rivolgersi al medico, almeno per un consulto, così almeno inizia a informarsi su ciò che le sta succedendo. Successivamente sarà necessario affrontare un percorso che coinvolgerà diversi professionisti, come ad es. lo psicoterapeuta e il dietologo. A presto
Caro Andrea, capisco la tua preoccupazione e il tuo disorientamento, visto che la tua posizione nei confronti di questa relazione è, per volere della tua ragazza,un po' ambigua. Quello che posso dirti è che l'ambiguità è proprio una caratteristica dei disturbi alimentari, come quello che sta interessando la tua ragazza. Di solito infatti l'insicurezza e il senso di inadeguatezza (sia psicologica che fisica) di chi ne è affetto provoca una forte necessità di definizione dall'esterno rispetto al livello di gravità della situazione, per questo lei non vuole che tu ti allontani definitivamente da lei, ma allo stesso tempo ti mette continuamente alla prova per vedere fino a che punto riuscirai a starle vicino e a tollerare. Purtroppo però questo può diventare un meccanismo distruttivo per entrambi, soprattutto per lei, per questo io ti consiglierei di non rimanere in balia delle sue modalità ma di prendere delle posizioni definite e precise, di starle vicino per aiutarla a intraprendere un percorso, fino quasi ad obbligarla, magari prendendo tu stesso un appuntamento o delle iniziative per lei. Ti sembrerà strano ma il tuo atteggiamento le trasmetterà un senso di fiducia nella possibilità di farcela e di valore personale perchè tu sei disposto a restarle vicino in un momento così difficile. Ovviamente per fare questo bisogna che sia tu il primo a crederci! In bocca al lupo
Gentile Andrea, questo "gioco" è desolante e rischia di farle perdere tutte le speranze di poterla aiutare.Si allontana, respinto, e lei lo richiama, disperata.Torna,e lei teme di poterle fare del male. Si abbuffa di cibo e poi vomita. Cosa le si puo' consigliare? E' evidente che deve intervenire un/una professionista preparato, ma cosa puo' fare lei per convincerla a farsi aiutare? L'unica cosa che puo' fare è aiutarla a comprendere che il suo problema non puo' essere superato con la sola forza di volontà. Provi a rimanere fermo su questo punto quando vi incontrate, per il momento cè da mettere in secondo piano i progetti che riguardano la vostra relazione. Si avvicini a lei esclusivamente su questo discorso, il resto è tutto da costruire in futuro.
Salve Andrea, la situazione che descrivi non è assolutamente da sottovalutare. La bulimia è un disturbo alimentare importante. Probabilmente la tua ex-ragazza si sta comportando con te come fa con il cibo: in alcuni momenti ti attrae, ma poi non riesce a trattenerti e quindi ti respinge. Il pericolo è che si chiuda sempre di più in se stessa. Per questo, il filo di dialogo rimasto aperto tra voi potrebbe essere l’aggancio per permetterti e permettersi di essere aiutata. Se deciderai di farlo, dovrai combattere con le sue ambivalenze, e cercare di contenerle. Per iniziare, magari potresti offrirti di accompagnarla all’appuntamento con uno psicologo. In questo momento, lei ha bisogno di essere supportata e dovrebbe iniziare un trattamento al più presto. La tua vicinanza potrebbe darle il coraggio di affrontare il suo problema, e il tuo sostegno a non desistere dal farlo. Nella tua domanda non scrivi nulla in proposito, ma potresti valutare la possibilità di coinvolgere la sua famiglia. In bocca al lupo,
Caro Andrea, credo che l'obiettivo da porsi sia quello di aiutare la sua ex compagna a trovare la motivazione per chiedere aiuto ad un professionista. Capisco quando scrive che non sa che cosa fare, vorrei alleggerirla dal peso di dover essere lei offrire una soluzione. La soluzione, infatti, si può trovare, ma solo insieme ad professionista, non spetta a lei cercarla. Provate una po' a parlare per cercare insieme di capire che cosa ha impedito finora alla sua ex compagna di chiedere aiuto e di che cosa sente di avere bisogno per poter compiere questo passo. Un caro saluto
Carissimo Andrea, capisco le tue difficoltà e il tuo senso di impotenza, soprattutto perchè la vostra relazione è durata otto anni e chiaramente tu sei ancora molto legata a lei. I disturbi alimentari rappresentano una patologia molto subdola, che può restare nascosta a lungo, tant'è che durante la vostra relazione tu non ne hai avuto consapevolezza, e che va trattata con professionalità e competenza. Probabilmete tu rappresenti per la tua ragazza un'"ancora di salvezza", a cui lei si aggrappa nei momenti bui, ma il tuo affetto non è sufficiente, deve riuscire a farsi aiutare da uno psicologo e questa necessità può venire solo da lei. Tu puoi starle vicino, come lei ti sta chiedendo, ma non puoi sostituirti a lei. Forse in futuro, una volta elaborata queta sua difficoltà, potrete guardarvi con occhi nuovi. In bocca al lupo.
Salve, capisco che è difficile stare con una persona che non vuole farsi aiutare, ma il problema è che noi non siamo onnipotenti, e forse la sua ragazza ha solo bisogno di un pò di tempo, per poi farsi aiutare; non può costringerla. con lei deve cercare solo di esistere, cioè farsi vedere nella sua difficoltà di starle accanto, nè convincerla, nè litigare con lei perchè non vuol farsi aiutare. forse questo potrà spingerla verso un chiedere aiuto; perchè quand'anche lei chiedesse aiuto, ma non fosse veramente motivata, sarebbe tutto sprecato, motivo in più per non credere di potercela fare. quindi se per ora la situazione non è molto grave (eccessivo dimagrimento), le consiglio di attendere ancora un pò, in maniera silente, facendole capire che llei è disposto ad esserle vicino se vuole farsi aiutare. Spero di esserle stata d'aiuto Cordiali saluti
Buongiorno, credo che la cosa migliore sia insistere perchè la ragazza si faccia aiutare al più presto da qualcuno di competente, a Roma sicuramente ci sono centri o professionisti in grado di dare una mano a chi soffre di disturbi alimentari. Se presi in tempo si risolvono con più facilità, quindi cerchi di convincerla intraprendere una psicoterapia.

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