Ansia

Andarsene di casa per l'uni, famiglia disagiata, cosa fare?

Pier Giorgio

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Ho 19 anni, ho appena dato la maturità ed adesso dovrei scegliere cosa fare nella vita, io ho deciso di prendere una laurea in Ingegneria, e dovrei iniziare ad iscrivermi ed effettuare l'esame d'ammissione.
La mia situazione famigliare, non è proprio delle migliori, o almeno, penso.
Mia madre litiga tutti i giorni al telefono con mia zia/mio nonno/mio padre/il suo ragazzo, e prontamente fanno la pace, per poi rilitigare il giorno dopo. La lite può durare anche ore, con varie urla (molto molto forti), insulti, bestemmie etc... Il lavoro la frustra, o almeno penso, torna a casa, litiga e poi si sfoga su di me, dandomi ordini senza senso che poi sfociano in un litigio anche con me, e per farsi "rispettare", alcune volte è arrivata anche a picchiarmi e percuotermi, anche con oggetti.

Ovviamente, io non ho fatto niente, soltanto difeso da eventuali danni fisici, il tutto condito con urla, insulti, frasi controproducenti ed offensive nei confronti della mia vita. Il tutto si placa il giorno dopo, lei ha dimenticato tutto e mi tratta normalmente, mentre io, non posso dimenticare. Molte volte è anche assente, tornando alle 19.00 di sera, oppure uscendo il sabato sera, lasciandomi senza cena o avvertendomi all'ultimo minuto. Passa molto tempo su Facebook.
Da quello che mi ricordo della mia vita d'infanzia, queste urla c'erano anche quando ero piccolo, alcune volte succedevano anche con vari picchiaggi tra mia madre e mio padre, l'ultimo è stato anche denunciato per questo, ma il tutto, come al solito, tornava come prima il giorno dopo.

Mio nonno sostiene mia madre economicamente, alcune volte sulle bollette e pagamenti vari, in quanto lei, non sa gestire i soldi della famiglia, e mente sull'entrate e sulle uscite. E forse è la mia unica ancora di salvezza.

Adesso mio padre è stato buttato fuori casa da Gennaio, e le cose stanno degenerando, tutte le cose che faceva dentro casa lui, adesso le facciamo mia madre od io, e lei sembra essere molto più irrequieta. Non so, forse mio padre riusciva a tenerla a bada in qualche modo. L'ultimo giorno è stato quasi distruttivo per la mia indole, lei si è messa a piangere ed urlare fortissimo, e la mia empatia si è fatta sentire, in quel momento avrei voluto soltanto piangere ed esser lasciato solo, ma ho resistito.
Adesso dovrei iniziare a frequentare l'università, ma non credo di poter avere un ciclo di studi normale, in queste condizioni, e quindi avevo pensato di andare all'uni di Bologna, però il costo è abbastanza alto. Mio nonno si è offerto di aiutarmi con i pagamenti insieme a mio padre, mia madre non vuole darmi nulla, anzi, vuole impedirmi di frequentare quell'università in quanto ha paura che "se tuo nonno da i soldi a te, poi a me, non da più niente".

Non frequento nessuno psicoterapeuta, psicologo, psichiatri o simili, ma forse, dovrei per forza, iniziare a frequentarli. Forse soffro d'ansia e poca autostima. (Poca memoria? Forse è ricollegabile)

Adesso, non so cosa fare, dovrei rimanere qui ed aiutare mia madre? Oppure andarmene per sempre a Bologna?
(Le avevo detto anche che, se avesse parlato con uno psicologo/psichiatra, io non me ne sarei andato da nessuna parte, ma non ha mai preso appuntamento. Questo a Febbraio/Marzo. Temo anche per i miei due gatti, che se lasciati da soli con mia madre, potrebbero morire.)
Scusate per il racconto molto lungo, ma dovevo dare un contenuto alla domanda, che dava una base alla risposta. Credo di aver scritto tutto quello che dovevate sapere.

Grazie mille in anticipo

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro PierGiorgio, esci fuori da questa situazione. Ti si sta presentando una possibilità importante per la tua vita, forse fondamentale, e tu non puoi lasciartela scappare. Prendi l'aiuto che tuo padre e tuo nonno ti stanno offrendo, forse è il modo migliore che hanno per starti vicino, trova una casa dove accettano animali e portati i gatti con te a Bologna. 


Ti sto dicendo questo perchè è evidente che tua madre soffre di un qualche disagio molto forte, ma è altrettanto evidente che non sei tu che puoi aiutarla. E continuare a vivere in questa situazione ti rovinerà la vita, perchè tua madre ha bisogno di un pungiball e tu sei la vittima perfetta. E finchè avrà questa possibilità, non prenderà nessun appuntamento da nessun psicologo/psichiatra. Sei in un momento delicato della tua vita, ciò che fai oggi, o che non fai, avrà influenza e risonanza per tutto il futuro che hai davanti. Non puoi immolarti a risolutore di problemi che evidentemente gli adulti che dovevano prendersi cura di te non sono stati in grado di risolvere. Ora è tempo che tu ti adoperi per diventare un adulto migliore degli esempi che hai avuto.


Fammi sapere che decisione hai preso...anche a Bologna ci sono degli ottimi professionisti in grado di supportarti in questo aspro viaggio verso la tua individuazione, e tu hai tutte le carte in regola per farcela. In bocca al lupo!


 

Gentile Pier Giorgio,
la situazione familiare che presenti sembra essere veramente pesante da vivere quotidianamente, caratterizzata da litigi e aggressività che sembrano avere un pò come filo conduttore principale la figura di tua madre.
Dalla descrizione, mi pare di capire che tua madre sia la figura parentale che più ti destabilizza; sembra emergere un suo fare aggressivo non solo con te, ma anche con persone terze, che sfocia in parole (insulti, bestemmie...) e in comportamenti (percosse). Sembra che tu la percepisca come instabile (scoppi improvvisi di collera e improvvise riappacificazioni), inaffidabile (non sa gestire i soldi della famiglia, farebbe morire i tuoi gatti se tu non ci fossi), irresponsabile (esce la sera lasciandoti senza cena o con poco preavviso).
Innanzitutto cerca di fare chiarezza sulla tua scelta universitaria: vivendo infatti in un contesto familiare problematico, il volerti trasferire in un'altra città può essere una difesa per "allontanarti fisicamente" da ciò che ti sta causando sofferenza.
Inoltre, prova a riflettere sulle tue parole riferite al fatto che "se tua madre avesse preso appuntamento da uno specialista, tu non te ne saresti andato da nessuna parte": c'è quindi un collegamento fra la scelta di tua madre e la tua?
Prova quindi a leggere dentro di te e capire da cosa è dettata la scelta universitaria.
Rispetto alle tue domande implicite "soffro d'ansia e poca autostima?", potrebbe essere collegato al percepire di vivere in un contesto familiare problematico e instabile che ti fa innalzare il livello di allarme ("qui potrebbe esplodere una bomba da un momento all'altro e devo essere pronto per difendermi"), piuttosto che "avere in te qualcosa che non va".
Rimanere in casa ed aiutare tua madre: in che modo potresti aiutarla? Hai già provato delle strategie con lei? Hai provato a dirle cosa suscitano in te le sue parole e i suoi comportamenti? Le altre persone a voi vicine hanno cercato di aiutarla?
Spero di averti fornito qualche spunto utile di riflessione, anche se ovviamente andrebbe approfondita tutta la situazione.
Cordiali saluti.

Caro Pier Giorgio,


dal tuo scritto si evincono chiaramente tutta la tua sofferenza ed il forte senso di impotenza che stai vivendo in questo tuo ambiente familiare problematico. Dal tuo racconto posso ipotizzare che tua madre non riesce a gestire le proprie dinamiche emotivo/affettive. I suoi continui litigi possono evidenziare lo 'stato rabbioso' che è dentro di lei; non riesce ad incanalare questa sua rabbia con modalità più adeguate. Son convinta che dovrebbe lavorarci in modo più approfondito e risolutivo! Per far ciò sicuramente un periodo di psicoterapia potrebbe senz'altro esserle molto utile.


Tu puoi continuare - di tanto in tanto - a consigliarla in tal senso e a dimostrale comunque affetto ma credo fermamente che, ormai, di più tu non possa fare!! E' lei che deve occuparsi di sè stessa e se non lo decide lei nessuno può farlo al posto suo!!


Tu, invece, dovresti accettare l'aiuto offerto da tuo nonno e da tuo padre ed andare all'università. Un giorno potrai sdebitarti con loro in diverse maniere. Non devi sentirti in colpa nel farlo: anche tu devi prenderti cura di te stesso e quindi pensare al tuo futuro! Andare a studiare non ti proibirà di pensare comunque a tua madre ed ai tuoi familiari nè di continuare a nutrire affetto per loro.


Con i miei più sinceri auguri ti saluto cordialmente.

Salve Pier Giorgio,


vivere nelle tue condizioni non deve essere affatto facile.


Alla tua età è difficile pensare al proprio futuro quando intorno non c'è alcun genere di supporto  ma, al contrario, le figure che dovrebbero fornirlo ne necessitano a loro volta e sembrano richiederlo, più o meno esplicitamente, a te.


In ogni modo sembra tu viva il conflitto tra il farti carico della situazione e il bisogno di allontanartene. Avverti il la necessità di occuparti di tua madre e della sua sofferenza (e di fatto lo fai) all'interno di una relazione probabilmente da sempre caratterizzata da una forte e grave inversione di ruolo.


L'atto di andartene fisicamente risolverebbe solo in parte il problema se non fosse accompagnato da una reale separazione psicologica da tua madre e dalla situazione, separazione, nel tuo caso, difficile da elaborare senza un aiuto psicologico.


Ti consiglio, pertanto, di intraprendere un percorso psicoterapeutico che ti aiuti in tal senso.


Resto a tua disposizione, anche su skype all'indirizzo.

Mi dispiace molto leggere che sei combattuto su una scelta che dovrebbe spettarti di diritto.
La domanda alla quale cerchi appello purtroppo solo tu potrai rispondere e sai perché? Perché solo tu puoi vivere la tua vita e nessun altro. Uno psicologo può sicuramente aiutarti a ritrovare i tuoi punti di forza, la tua autostima momentaneamente smarrita, come una madre e un padre possono tenderti la loro mano secondo le loro possibilità e anche se sembrano lontani o indaffarati in una quotidianità non facile, che a te potrebbe far credere di doverti addossare responsabilità che non ti appartengono, come quello di dover difendere un genitore,
in realtà questo è il tuo momento, quello del figlio, quello del ragazzo quasi ventenne che è curioso del futuro, con passioni e amori ancora tutti da scoprire. Per fortuna le università italiane hanno ancora agevolazioni e borse di studio per quegli studenti che come te hanno voglia di studiare ma non hanno troppe opportunità per pagarsi vitto e alloggio. Bologna è una città molto giovanile, dove si vive bene anche con poco, sopratutto se si condivide le fatiche da “ matricole” , il resto verrà da se. Se sei un po’ abile con internet puoi sicuramente trovare molte informazioni sulle” borse di studio”, “ Diritto allo studio” “alloggio studenti” e confrontarti magari con qualche coetaneo che come te si sta domandando se fare questo passo oppure no. Per quanto riguarda la tua preoccupazione per i gatti, (il che fa notare quanto tu sia un ragazzo responsabile) sono sicura che, qualora tu decidessi di aver voglia di studiare fuori sede, sapranno cavarsela benissimo ( sono considerati gli animali domestici più indipendenti) oppure se così non fosse, sono sicura che un posticino per loro sarai capace di trovarlo. C’è sempre posto per tutti, basta sperimentare e organizzarsi, e attraverso gli errori che andiamo a compiere ( normali per qualsiasi essere umano) saper correggere il tiro, finché passo dopo passo ,errore dopo errore, non si arriva a capire quale sia la strada migliore per noi. E’ così che ci si fanno le ossa, che si prendono le migliori decisioni, è attraverso i piccoli errori che si arriva a non commetterli più. Coraggio, coraggio, coraggio, è il momento di scoprire i tuoi diciannove anni!


Se senti di aver bisogno di altro, non aspettare a chiederlo, hai il diritto di essere supportato, anche solo con una parola o una battuta, una carezza; chiedi, esprimiti, e non tenere tutto dentro, solo così chi ti sta intorno può capire il tuo stato d'animo e aiutarti o solo condividere la tua sensibilità. L'ansia può essere nostra alleata se saputa sfruttare, se invece tendiamo a evitarla rischiamo di ingrandirla. Sono sicura da come scrivi, che sei un ragazzo pieno di risorse, che questo tuo momento di difficoltà e incertezza ti sarà utile per costruire il tuo presente. 


Pensaci e se hai bisogno scrivi ancora e ancora fin quando non ti sentirai pronto ;-)

Salve Pier Giorgio,


Sono riuscita a carpire il suo nome grazie allo specchietto informativo, in quanto ha (forse) dimenticato di firmarsi, ma si è ricordato di intitolare la sua domanda. Ansia. Mi viene da pensare che si stia un impersonificando profondamente con questo stato d'animo. Ma lei ha un nome Pier Giorgio, un'identità che le permette di avere una volontà, un desiderio. Credo che questo sia importante che non lo dimentichi, al di là di tutto ciò che le accade intorno, niente e nessuno potranno toglierle la sua identità come "persona", questa non la può perdere, è sua.


Perciò il mio consiglio è quello di sintonizzarsi con le SUE emozioni, con quell'empatia che dice si sia risvegliata quando sua mamma ha urlato così forte da scuoterla, si Senta e si scopra in grado di provare tante altre emozioni, non solo l'ansia che nemmeno lo è un emozione. È solo grazie ad esse che possiamo capire quali siano i nostri desideri.


In bocca al lupo


 


 


Dr.ssa Michaela Mortera

Colga l'occasione per andare fuori di casa e stare lontana da sua madre. Il costo può essere alto, ma se per risparmiare deve mettere a rischio la propria salute mentale è una spesa quasi obbligata e fortunatamente ci sono persone disposte a starle vicino. Da come descrive sua madre sembra una persona disturbata, pericolosa per se stessa e per tutti quelli che le stanno intorno. Teoricamente un percorso psicologico e/o psichiatrico servirebbe a a sua madre, anche se probabilmente è uno di quei soggetti che non lo vuole. Lei ha indubbiamente una situazione di forte sofferenza psicologica, ma consiglio nel frattempo di provare ad allontanarsi, che è la cosa migliore. Razionalmente è la cosa migliore, tenga presente che purtroppo (o per fortuna) questa donna è e sempre sarà sua madre, come lei sarà sua figlia. Sono comunque legami affettivi fra i più potenti e, nonostante siano caratterizzati da distruttività come in questo caso, l'allontanamento potrebbe portare alla mancanza della persona in questione. Cerchi di dosare vicinanza e lontananza per il suo bene, che è al suo primo posto

Gentile ragazzo, la tua situazione è piuttosto complessa per non dire drammatica. Tu devi uscire dalla casa familiare e salvare la tua psiche strutturando la tua autostima, serenità ed individualità. È vero che far questo da solo potrebbe essere difficile e potresti non farcela, ma il primo passo da fare è liberarti da tutta questa situazione familiare “molto pesante”, farti aiutare economicamente perché è un tuo diritto ed andare all’Università lontano da casa. Devi pensare a te stesso attraverso un “sano egoismo” fondamentale e primario per tutti. Vedrai che vivendo già in serenità, sarai anche meno ansioso e riuscirai a concentrarti per costruire il tuo domani. Se proprio non dovessi farcela, chiederai l’ausilio di uno psicoterapeuta. Auguri !!!

Gentile Piergiorgio,


Se lei vive una situazione così grave , e mortificante in casa ed anche eccessivamente responsabilizzata , è più indicato che lasci che suo padre e suo nonno l'aiutino a realizzare il suo progetto di vita,


Certo convincere sua madre a rivolgersi almeno ai servizi sarebbe molto importante per lei, e per la sua serenità. Alla ASL potrà incontrare uno psichiatra ed un collega che di certo potranno aiutarla a stare meglio.


Anche a lei consiglio di consultare un collega vedrà che saprà assisterla in un percorso che la renderà col tempo più sereno e libero.


Non rinunci alla sua vita, malgrado questi brutti avvenimenti sono certa dell'affetto che lei provi per i suoi genitori, ma abbiamo una vita sola a nostra disposizione.


 


Molti auguri per i suoi studi

Gent.mo Pier Giorgio, non mi è chiaro di dov'è lei. Mi risponda pure in privato, se desidera.


Io credo che sua madre così facendo le stia chiedendo aiuto. Chi è aggressivo di solito ha paura. Comunque lei descrive una situazione di una donna che probabilmente beve o gioca d'azzardo (sbaglio?), o si gioca i soldi in altro modo. Non so se sbaglio ma ho visto parecchi casi di questo tipo con le problematiche di cui parlo.


Io per la cronaca convocherei anche sua madre. All'inizio solo lei e poi se è d'accordo facciamo venire anche sua madre o insieme direttamente al primo colloquio oppure vi vedo separatamente in giornate o ore differenti.


A Roma ho lo studio in zona prati fiscali oppure a centocelle.


Che ne pensa?


Per esempio se è di Roma il primo colloquio potrebbe essere proprio domani nel primissimo pomeriggio oppure sabato 14.


Non abbia paura! Tutti abbiamo bisogno di aiuto. Si ricordi queste parole: "forse sua madre in questo modo le sta chiedendo aiuto".


Mi faccia sapere, grazie.


 

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