Autostima

inadeguatezza

destri

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Buongiorno,
ho compiuto 52 anni, mi sento sempre più vecchia e insignificante. Ho un marito distante che non mi fa mai un complimento e non mi cerca da tempo. Ho figli piuttosto grandi di cui sono fiera, Sono sempre stata elogiata per le mie capacità lavorative, la mia tenacia e per l'aspetto fisico, era importante per me essere approvata, purtroppo lo è ancora. Sento che la vita mi sfugge.. sono impegnata, sono contenta di quello che faccio, mi dedico anche al volontariato. Ma sempre c'è in me questa amarezza, mi sento inadeguata. Per assurdo sono gli sguardi di approvazione maschile che mi frustrano di più, fino ad un paio d'anni fa non passavo inosservata ed ero apprezzata molto per la mia simpatia, la mia verve, adesso sono come spenta e sono certa di trasmetterlo nonostante tutto. Non riesco a guardarmi allo specchio senza rimanere inorridita e perfino il mio corpo per alcune amiche definito invidiabile per me è come quello di una donna di 20 anni di più. Inutile fare meditazione, pensare che ho anche tante cose di cui andare fiera...mi sto spegnendo senza rimedio. Quando smetterò di piacere agli altri? Certo se non piaccio a me stessa .. la risposta è questa ma... Mi rendo conto, dato il periodo della banalità della mia richiesta di aiuto. Sto davvero male. Grazie anche solo per un commento.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gent.ma, per capire il senso di inadeguatezza che da qualche tempo la affligge unitamente all’insoddisfazione che sperimenta nella sua vita di coppia e al desiderio di essere notata e apprezzata sarebbe opportuna una consulenza. Una più attenta valutazione della sua situazione potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza e considerare un eventuale lavoro psicoterapeutico. Stefano Golasmici (Milano, MM2 Bussero)

Carissima Destri,


il suo racconto è denso di sentimenti e parla di un cammino che meriterebbe diversi approfondimenti.


Premetto sempre che rispondere ad un racconto “statico” per noi professionisti non è semplice, ma proverò comunque a descriverle qualche prospettiva da cui guarderei, nella stanza di terapia, la situazione e i vissuti che descrive.


Parto da questa citazione:


“Essere giovani e belli è un incidente di natura, ma essere vecchi e belli è un’opera d’arte” Eleanor Roosevelt


 Che spero possa già smuovere qualcosa dentro di lei e darle la misura di quanto possa ancora, o meglio solo da adesso in poi,  tirare fuori qualcosa di speciale che la faccia sentire unica ed irripetibile.


 C’è un coach americano Jason Dukes che ci suggerisce che a volte possiamo cadere vittime del nostro stesso atteggiamento egoistico, attraverso il quale siamo portati a giudicare noi stessi e gli altri in base all’età, fatto che tanto fa male alla società, quanto è diffuso. I pregiudizi e le opinioni stereotipate che provoca sono così radicate nel nostro modo di pensare  e di vivere che spesso non facciamo nulla per arginare il problema.  


Se pensa che questo potrebbe, anche solo in parte, essere una concausa delle sue sensazioni avrebbe la possibilità di cominciare subito a lavorare per modificare piano piano le sue convinzioni, in fondo sono i nostri pensieri a guidare le azioni, le azioni danno forma alle abitudini, l’insieme delle abitudini determina la nostra personalità e questa determina il nostro destino! (liberamente tratto da un pensiero di Gandhi).


Sicuramente anche la sua relazione di coppia meriterebbe approfondimento e forse impegno per superare “lo stallo” che descrive… ma richiederebbe la presenza e la volontà di affrontare  la questione anche di suo marito e quindi non potendo conoscere il livello di confronto che avete avuto su questo fronte, nel mio scriverle  decido  coscientemente di rimanere focalizzata su di Lei, che manifesta sofferenza e si dichiara disponibile a fare qualcosa per superarla.


Ad un livello diverso di impegno e di lavoro, quale potrebbe essere un percorso di Psicoterapia, possiamo immaginare che la strada maestra per risolvere la sua situazione possa essere andare a sondare e conoscere come si è formata e come agisce la sua Autostima,  ma questo è un capitolo delicato che merita la giusta dose di rispetto, attenzione e cura che solo un rapporto terapeutico può garantire.


 In questa direzione l’unica cosa che mi permetto di aggiungere è il suggerimento della lettura di  un romanzo (cosa che rappresenta sicuramente una delle peculiarità del mio modo di lavorare con le Persone che si affidano a me), che potrebbe donarle qualche spunto di riflessione e  un’occasione di rispecchiamento che spesso di per sé rappresenta già un aiuto: “Rebecca la prima moglie” di Daphne du Maurier.


Qualora dovesse decidere di leggere il libro,  e/o di intraprendere un percorso di psicoterapia, per meglio focalizzare la natura del suo disagio e provare a ristabilire equilibrio e benessere nella sua vita, sarei ben lieta di accompagnarla.


Le auguro una serena giornata


Giovanna Maiella

Buongiorno 52 anni


Ti insegno il mio segreto,…. io ho smesso di compiere gli anni, e ogni anno compio sempre 50 anni, da ben 18 anni a questa parte, non è male.


Intravedo il tuo sguardo rivolto al passato, al controllo di quello che è cambiato, e alla ricerca di contrastare questo cambiamento. In questo dimentichi una cosa, che a questo mondo l’unica “costante” è il “cambiamento” e volerlo contrastare, è una battaglia persa, una battaglia che non si può vincere. Saggezza vuole che non si facciano battaglie che non si possono vincere. E’ un grande controsenso e chi fa queste battaglie non potrà altro che riportare ferite, più o meno gravi, ma quel che è peggio “autoinflitte”. Quindi se non possiamo vincere questo avversario, la cosa migliore che possiamo fare è allearci con lui, per trarne benefici anzichè svantaggi. Ma il vero salto di qualità arriva quando potremo permetterci di piacerci per lo “splendore dei nostri difetti” anziché per i nostri “pregi”. Se conosci il TAO, sai certamente che non può esistere solo la parte bianca, ma è necessaria anche quella nera e che si tratta di complementarietà, non di dualità. L’esistenza dell’una è necessaria all’esistenza dell’altra, quindi ben vengano le nostre caratteristiche apparentemente sgradite, perchè sono necessarie all’esistenza di quelle gradite. Qui è nascosta tutta la nostra bellezza, che ci fa essere unici ………scopriamola.


Se ti chiedessi di indicarmi una persona che conosci che vorresti essere in tutto e per tutto, caratteristiche positive e negative, pregi e difetti, completamente in ogni parte, e in cui una bacchetta magica potrebbe trasformarti in modo irreversibile per sempre,….. chi mi indicheresti?


Dopo averci pensato un po’ mi indicheresti caratteristiche positive di una persona, di un’altra di un’altra ancora, ma non vorresti quelle negative…. E rifiuteresti quindi non trovandone una completamente accettabile.


Alla fine avresti scoperto di “piacerti” se non vuoi essere nessun’altra, se fra tutte hai scelto te……. soltanto se non lo avevi realizzato, ora lo sai…..


Fausto Zecchetti Psicologo

Carissima


Credo stia attraversando un momento molto complicato. Gli inevitabili cambiamenti fisici e psichici destabilizzano. Lei ha detto una cosa molto corretta: prima devo piacere a me stessa. Se ciò non avviene, l'altro percepisce la sua "inadeguatezza". Se lei non sente di avere un valore, "di essere di valore" ... anche gli altri lo percepiscono. 


Provi a lavorare su questo aspetto ... su di sè...sul volersi un pò più bene. 


Auguro buona fortuna 


Dott.ssa Elisa Danza 

Da come lei parla vorrebbe avere il fisico di anni fa e non accetta gli anni che sono passati, per stare bene e' necessario che Lei accetti il passare del tempo e che si guardi con affetto e con occhi benevoli e non con occhi pieni di frustrazione per il paragone che continuamente fa con gli anni passati. Lei e' sicuramente piena di doti e bellissima ma la bellezza e le doti di modificano nel tempo percui deve accettarsi, riscoprirsi e volersi bene, l'opinione che maggiormente conta e' la sua e non può prescindere da quella

Gentile Lucia,


da come scrive mi sembrate molto consapevoli di cosa vi piace, dei vostri corpi e dei vostri bisogni.


Mi sembra di capire che vi parlate e dialogate anche molto in riferimento a questo argomento. 


Vi consiglio però o di modulare maggiormente le vostre coccole, magari prendendo lei ogni tanto l'iniziativa e mostrando cosa le piace, come farsi coccolare, quanto andare in profondità e come. Successivamente far lo stesso il suo fidanzato e pian piano vedere insieme come coccolarvi nel modo che porta piacere a entrambi.


Datevi tempo perchè avendo vissuto da più volte questo evento ora quando si entra nell'argomento o mentre vi coccolate rischiate di avere "ansia", "paura" e già partire un po' "bloccati" a livello emotivo e corporeo.


Se le difficoltà persistono vi consiglio o una terapia individuale per lei dove poter valutare cosa la appaga meno in questa storia attuale o un percorso di coppia con un sessuologo per esplorare meglio questi vostri bisogni e conoscervi pian piano e magari anche con delle strategie.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive e/o per eventuale consulenza online.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Cara signora, uno stato di disagio non è mai banale qualunque sia la forma in cui si esprima e apre una finestra su noi stessi e, anche se ora le sembra difficile da scorgerla ,può essere una buona occasione per crescere ulteriormente come donna, madre, moglie. Si conceda uno spazio dedicato, in cui possa integrare aspetti di lei non ancora conosciuti, con un percorso psicoterapico. Sa, non si finisce mai di conoscersi. Un caro saluto Barbara Valente

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