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Come posso aiutare mia madre a superare la chemio?

Camilla

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Salve a tutti;
Mia madre ha 54 anni e ha avuto un cancro al seno, nonostante il tumore sia stato rimosso, adesso sta facendo la chemio. È psicologicamente a pezzi per aver perso tutti i capelli, oltre ad essere difficile per qualsiasi donna, mia madre era particolarmente legata ai suoi capelli, li curava molto e ha sempre avuto paura che con la vecchiaia le potessero diminuire.
So di non poter fare molto ma vorrei poter fare qualcosa per farla stare meglio e affrontare questa brutta esperienza in maniera un po' più positiva. In casa nessuno ha il carattere adatto per aiutarla, mia sorella maggiore e mio padre sono convinti che stia esagerando e le parole che usano per spronarla tendono ad essere troppo dure e a peggiorare la situazione. Io, invece, non so cosa dirle perché probabilmente avrei reagito molto peggio di lei.
Vorrei davvero trovare un modo per aiutarla anche se di poco, qualcuno può darmi dei consigli?

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Camilla,


che bella la sua sensibilità verso la mamma, che vede messa in crisi in modo così pesante la sua femminilità ...


Provi a cercare l'associazione milanese Attive come prima, provi a cercare o a scrivere loro per sapere se nella sua zona ci sono associazioni simili, che hanno tantissima esperienza nell'aiutare le donne in questi percorsi difficili.


Coinvolga la mamma nella ricerca, la aiuti a usare internet nel modo giusto per cercare appoggio in chi è già passato dall'esperienza. In queste situazioni, è naturale sentirsi un po' come se si fosse gli unici al mondo a cui è capitata una cosa difficile ... mentre il contatto con altre aiuta sensibilmente a superare il momento.


Un abbraccio affettuoso a entrambe.

Cara Camilla, come hai ben capito tu, tua mamma probabilmente non sta esagerando. Il trattamento chirurgico (anche se conservativo) per il cancro al seno e la chemioterapia, rappresentano un’esperienza molto difficile da accettare per la maggior parte delle donne che si trovano a viverla. E ciò non soltanto per la comprensibile preoccupazione riguardo alla propria salute, ma anche per i danni estetici che ne derivano, i quali non si limitano a modificare l’aspetto fisico ma incidono fortemente su una percezione più ampia che la donna ha di sé, sulla sua identità, sulla sua autostima, sul suo modo di rapportarsi con gli altri. I cambiamenti più importanti insomma non sono quelli fisici, ma quelli psicologici.  Tua mamma ha bisogno di tempo per superare questo momento critico; la comprensione e la vicinanza della sua famiglia saranno senza dubbio fondamentali perchè ritrovi gradualmente un buon equilibrio psico-fisico. Un sostegno psicologico potrebbe essere molto utile per aiutarla ad individuare dentro di sé le risorse necessarie per favorire questo processo. Un grandissimo in bocca al lupo!


Dott.ssa Loredana Volpi

Cara Camilla,


Innanzitutto vorrei esprimerti la mia vicinanza emotiva: la situazione che state vivendo deve essere difficile per tua madre, ma anche per tutti voi che le state vicino.


Il tuo intento è nobile e comprendo il tentativo di porti come elemento di protezione nei confronti di una persona a te vicina che affronta un momento così buio. Purtroppo vi trovate ad affrontare una sfida contro la quale le armi si cui disponete non sempre sembrano bastare: i cambiamenti ai quali sottopone la malattia attaccano più fronti. 


L'identità di una persona si costruisce ed esprime anche attraverso l'aspetto esteriore, che viene drasticamente sconvolto dal cancro e dalle terapie che per aggredire il male attaccano il corpo, restituendo un'immagine di sé come persone fragili, cambiate, passive e irriconoscibili.


Il sostegno che può fornire una persona vicina a chi sta combattendo questa battaglia è, a mio avviso, innanzitutto orientato alla comprensione e all'ascolto.


La malattia rappresenta una frattura nella biografia, connotandosi spesso come attesa passiva, "mettersi nelle mani" dei professionisti ed aspettare. Non bisogna però dimenticare che questo segmento fa comunque parte della propria vita, e come tale va vissuto. Nei limiti di quanto possibile fisicamente, si può comunque fare qualcosa per stare meglio .


Sul territorio esistono molte associazioni che si occupano di mutuo aiuto, anche attraverso iniziative atte ad insegnare alle donne a valorizzare il nuovo corpo che abitano. Attraverso la partecipazione ad una comunità e l'aiuto dato e ricevuto è possibile incontrare persone con le stesse esperienze con le quali confrontarsi, oltre che affrancarsi dalla passività nella quale la malattia tende a relegare le persone. 


Il sostegno che mi sento di consigliarti di dare è di tipo supportivo, che possa accogliere i momenti di difficoltà, ma anche propositivo, allo scopo di aiutare tua madre a trovare nuove vie per sentirsi ancora protagonista della propria vita. 


Nonostante sia bello vedere una tale dedizione da parte di un figlio, ti invito a considerare di rivolgerti ad associazioni o ad uno psicologo che possano aiutare sia tua madre sia il vostro nucleo familiare ad affrontare questa tempesta, nell'augurio che torni presto il sereno.


Un caro saluto, 


Dr.ssa Debora Riva

Gentile signora, sua madre attraversa una fase molto delicata della sua vita per cui necessita di molta pazienza da parte dei familiari. Lei si trova in uno stato di vulnerabilità e di abbandono per cui non è ancora sufficiente il vostro aiuto. Il fatto che si sia fissata sulla perdita dei suoi capelli indica che la signora è ancora legata a un passato che non vuole perdere perché il presente e il futuro la spaventano. Le occorrerebbe un supporto psicologico in cui le sue paure possano trovare il loro sfogo, senza che i suoi familiari ne soffrano. Sono certissima che la signora ritroverà la voglia di tornare a vivere quanto prima.

Buongiorno Camilla


credo che, il suo ruolo di figlia, possa essere di "sostegno e conforto". A volte non servono molte parole per poter stare accanto alle persone che amiamo e che per, differenti motivi, stanno soffrendo. Lei come figlia può solo cercare di stare accanto alla sua mamma, in un momento così delicato e difficile della sua vita. Cerchi di essere, come lo è già e si sente dalle sue parole, un figlia presente e dedita all'ascolto. Cerchi di essere forte per la sua mamma, nonostante immagino sia molto difficile. Credo che la sua mamma abbia necessità di un supporto psicologico, per poter far fronte a questa situazione, nel modo più adeguato possibile. Tale percorso potrebbe aiutare la sua mamma ad alleviare preoccupazioni e avere uno spazio terapeutico per sè. Per lei, invece, sapere che la mamma è supportata psicologicamente, può essere di aiuto per poter continuare a "svolgere il ruolo di figlia", senza dover trovare "soluzioni" o cercare di alleviare un dolore che non spetta lei. E' giusto e importante che continui ad essere figlia, una figura presente e amorevole.


Auguro buona fortuna con tutto il cuore


Dott.ssa Elisa Danza

Cara Camilla, come giustamente lei percepisce, affrontare un cancro e le implicazioni che si trascina è tutt'altro che facile, soprattutto dal punto di vista psicologico. Significa accettare la malattia che travolge il proprio senso di controllo sugli eventi, accettare il disagio di vedersi cambiati e indeboliti dalle cure, l'incognita dell'evoluzione della patologia e di un'eventuale recidiva, oltre a sentirsi colpita nella femminilità, il che tutto insieme non è davvero POCO.


Dire a una persona "non è niente, vai avanti e tutto passerà" non l'aiuta per nulla, anzi aumenta il senso di disagio e malessere.


Lei si rivela una figlia molto sensibile e attenta, io stessa ho attraversato questo scossone e le assicuro che è una tempesta.


Mi aiutò molto confrontarmi con un'associazione operante sul territorio padovano dove trovai donne che avevano avuto la mia stessa esperienza che mi diedero molti riferimenti per avere il polso della situazione e superare l'angoscia, che va elaborata nella necessaria tempistica.


Se crede, mi scriva in privato e sarò lieta di darle dei precisi riferimenti. Un caro saluto

Cara Camilla,


Sua madre si trova a dover affrontare una patologia che ha una valenza potenzialmente traumatica e stressante, perché coinvolge la sua persona nella totalità. La chemioterapia, nonostante consenta di ottenere buoni risultati in termini di prognosi, comporta effetti collaterali che talvolta possono essere percepiti dal paziente come altamente invalidanti e più dolorosi della malattia stessa. La caduta dei capelli è uno degli effetti collaterali più temuti, che presenta maggiori ripercussioni sul piano psicologico, causando un cambiamento della propria immagine corporea, che impatta negativamente sulla percezione della propria personalità e individualità.


Penso che sia molto importante per sua madre riuscire a dar voce a quei sentimenti di rabbia, frustrazione, ansia e impotenza che può sperimentare nel dover affrontare una patologia con risvolti così complessi come può essere il cancro. Sentirsi compresa, accolta e riconosciuta nelle sue paure e nei suoi bisogni penso sia un aspetto fondamentale per ristabilire una condizione di benessere psicologico.


Spesso i familiari sentono il bisogno di spronare il congiunto malato nella speranza di infondergli forza, sicurezza e positività, ma negando e allontanando il più possibile sentimenti disturbanti come la paura, l’angoscia e la tristezza, nel disperato tentativo di ristabilire una condizione di normalità. Questo però porta sua madre a non sentire riconosciuti e legittimati i propri bisogni e le proprie paure.


Penso che possa essere utile a sua madre un supporto psicologico che le consenta di ricavare uno spazio per se stessa in cui poter esprimere i propri vissuti. In molti ospedali sono, inoltre, attivi anche progetti in cui vengono svolte attività di gruppo in cui i pazienti possono condividere le proprie esperienze emotive legate alla malattia e in cui, parallelamente, sono presenti anche professionisti, che si occupano della cura del corpo (hair stylist, consulenti di immagine ecc).


Un caro saluto


Dott.ssa Ilaria Passoni

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