Il testo esplora le conseguenze psicologiche del bullismo sullo sviluppo dell’identità, evidenziando come l’esperienza persecutoria possa interrompere il naturale processo evolutivo dell’adolescente. Emergono vissuti di solitudine, vergogna, disvalore e rabbia, accompagnati da una progressiva difficoltà nella regolazione e nel riconoscimento delle emozioni. A livello difensivo, si osservano modalità di pensiero concrete e un impoverimento della vita affettiva, che possono persistere anche in età adulta. Tali fratture interiori influenzano profondamente le relazioni interpersonali, generando oscillazioni tra senso di inferiorità e fantasie di potere, con importanti ripercussioni sul funzionamento emotivo e relazionale., [ ... ]
24 Marzo 2026
leggiIl supporto genitoriale secondo il metodo psicoanalitico offre uno spazio di ascolto e comprensione per affrontare le sfide educative. Attraverso l’esplorazione dei vissuti emotivi di genitori e figli, si promuove una relazione più autentica e consapevole. Il percorso aiuta a riconoscere i bisogni affettivi profondi dietro ai comportamenti, a modificare le risposte adulte e a integrare nuove strategie nella routine familiare. Il cambiamento non è immediato, ma duraturo: rafforza la relazione e favorisce lo sviluppo emotivo del bambino in un ambiente contenitivo e stabile., [ ... ]
23 Marzo 2026
leggiIl dolore cronico in adolescenza non coinvolge solo il corpo, ma anche la dimensione emotiva, relazionale e identitaria dei giovani. Convivere con una malattia persistente può influenzare la vita scolastica, le relazioni con i coetanei e la costruzione dell’identità. Un approccio multidisciplinare, che includa anche il supporto psicologico, può aiutare adolescenti e famiglie ad affrontare la malattia, sostenendo le risorse personali e favorendo lo sviluppo di resilienza., [ ... ]
16 Marzo 2026
leggiL’articolo esplora l’adolescenza come fase evolutiva caratterizzata da un necessario processo di differenziazione psicologica tra figlio e genitori. Attraverso i contributi teorici di Erik Erikson, Robert Havighurst, Peter Blos, John Bowlby e James Marcia, viene analizzato il passaggio dall’identità infantile alla costruzione di un Sé autonomo, evidenziando il ruolo centrale del conflitto, del gruppo dei pari e dell’esplorazione personale. La distanza, la privacy e l’opposizione non vengono interpretate come segnali di rottura relazionale, ma come espressioni fisiologiche della “seconda separazione” e della ricerca di identità. Parallelamente, si sottolinea la funzione permanente dei genitori come “base sicura”, chiamati a trasformare il proprio ruolo da guida direttiva a presenza autorevole e affidabile. L’adolescenza viene così riletta non come perdita del legame, ma come trasformazione verso una relazione più matura, libera e consapevole., [ ... ]
24 Febbraio 2026
leggiUn genitore confida con preoccupazione di non riconoscere più il proprio figlio durante l’adolescenza, fase descritta come una trasformazione profonda che coinvolge l’intero equilibrio familiare. Il ragazzo si trova in una “terra di mezzo”: cerca autonomia ma ha ancora bisogno di contenimento e sicurezza. I conflitti nascono da questo delicato processo di separazione, che, come spiegano Donald Winnicott ed Erik Erikson, è fondamentale per la costruzione dell’identità. Il ruolo dei genitori evolve: da registi diventano base sicura, offrendo ascolto, limiti chiari e presenza coerente. Solo in un clima di dialogo aperto e non giudicante l’adolescente può esplorare sé stesso senza smarrirsi. Come osserva Vittorino Andreoli, i ragazzi non chiedono perfezione ma adulti autentici e disponibili. La famiglia, così, non trattiene ma rende possibile partire e tornare, favorendo crescita e ritrovamento di sé., [ ... ]
17 Febbraio 2026
leggiL’infanzia vissuta con un genitore narcisista rappresenta un contesto emotivamente complesso che può compromettere lo sviluppo psicologico e relazionale dell’individuo. Questo articolo esplora l’impatto del narcisismo genitoriale sui processi di attaccamento, sull’autostima e sulla regolazione emotiva, evidenziando le conseguenze a lungo termine in età adulta, come la dipendenza affettiva e la difficoltà nella definizione dei confini personali. Attraverso una prospettiva neuroscientifica, si analizzano le alterazioni neurobiologiche indotte dallo stress relazionale cronico, con particolare attenzione all’asse HPA e alla funzione della corteccia prefrontale. Vengono inoltre proposte strategie di resilienza basate su tecniche psicologiche e pratiche neuro-emotive, volte a favorire la consapevolezza, la ristrutturazione cognitiva e la costruzione di relazioni sane. L’integrazione tra psicologia dello sviluppo e neuroscienze offre una chiave di lettura scientificamente fondata per comprendere e trasformare l’eredità emotiva dell’infanzia narcisistica., [ ... ]
02 Febbraio 2026
leggiIntorno ai tre anni il bambino entra in una fase di intensa crescita cognitiva ed emotiva, spesso riconoscibile dalla continua domanda di “perché”. Questa apparente raffica di domande non è un capriccio, ma l’espressione di un pensiero che si sta strutturando: il bambino inizia a cercare nessi di causa-effetto, a dare senso alla realtà e a trasformare l’esperienza in conoscenza. Il “perché” è anche una richiesta relazionale, un modo per mantenere il contatto con l’adulto e sentirsi accompagnato nel processo di comprensione del mondo. L’articolo esplora il significato evolutivo di questa fase, le diverse modalità con cui la curiosità può manifestarsi in base al temperamento e al contesto, e il ruolo dell’adulto nel rispondere in modo autentico, contenitivo e coerente. Accogliere i “perché” significa sostenere lo sviluppo del pensiero critico, dell’autonomia e dell’identità del bambino., [ ... ]
09 Gennaio 2026
leggiL’articolo analizza la percezione del pericolo in adolescenza attraverso una prospettiva integrata psicologica, neurobiologica e sociologica. Durante questa fase evolutiva, la valutazione del rischio è influenzata dallo sviluppo asincrono del cervello, dall’intensità emotiva, dal bisogno di sperimentazione e dalle dinamiche di appartenenza al gruppo dei pari. Il comportamento a rischio non viene letto come semplice irresponsabilità, ma come parte di un processo di costruzione dell’identità e di ricerca di autonomia, fortemente modellato dal contesto sociale e mediatico. Comprendere questi meccanismi consente di superare approcci moralistici e di promuovere interventi educativi e preventivi più efficaci, capaci di riconoscere il valore evolutivo dell’esplorazione del rischio e di accompagnare gli adolescenti verso forme di autonomia più consapevoli e sicure, [ ... ]
07 Gennaio 2026
leggiL’articolo analizza la dipendenza da smartphone come fenomeno psicologico e neurobiologico, soffermandosi sul ruolo del sistema della ricompensa e della dopamina nel rinforzo dei comportamenti ripetitivi, soprattutto negli adolescenti. Viene evidenziato come l’uso compulsivo del telefono non dipenda solo dalla volontà individuale, ma da meccanismi cerebrali legati all’attesa e all’imprevedibilità delle ricompense. Infine, vengono proposte strategie basate sulla plasticità cerebrale, sulla modifica dell’ambiente e sulla sostituzione delle ricompense per favorire un rapporto più consapevole e sano con la tecnologia., [ ... ]
29 Dicembre 2025
leggiBuongiorno, mi chiamo Oksana e sto cercando una psicologa per mia figlia di 15 anni. Negli ultimi mesi sta vivendo un periodo delicato, con difficoltà legate all’autostima, alla gestione della... [ ... ]
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leggiBuongiorno, mio figlio non riesce a stare fermo in classe ora é in prima media ma già alle elementari, ma anche a casa se fa qualche attività tipo tv o gioca sta fermo riesce a gestirsi, ma... [ ... ]
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leggiBuonasera Gentili Dottori, Vi chiedo consiglio su come gestire lo spannolinamento per la cacca di mio figlio di 3,5 anni che dura ormai da un anno. Per quanto riguarda la pipi non ha avuto... [ ... ]
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leggiSalve Mio figlio di 15 anni oramai da tempo (circa 1 anno) manifesta condotto scolastica pessima con rifiuti evidenti alle autorità ed anche a casa è irritabile scortese e appena si ha un minimo... [ ... ]
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leggiBuongiorno, Vorrei un confronto, la maestra mi ha detto che mio figlio di 4 anni non comunica verbalmente né con le maestre né con i compagni, parla solo se strettamente necessario per i bisogni... [ ... ]
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leggiIo e la mia compagna (non siamo sposati) abbiamo un figlio di 2 anni e mezzo, bellissimo e sveglissimo (anche se molto vivace). Purtroppo da un anno a questa parte ormai non ci sopportiamo più,... [ ... ]
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leggiLa sorella del mio ragazzo è troppo strana e non riusciamo a capire cos'ha. Non vuole mai andare a scuola, ha sempre la nausea seguita da ansia oppure paura di morire o soffocare mangiando, si... [ ... ]
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leggiBuongiorno, ieri dopo una lunga malattia, è morta la nonna dei miei bimbi di 2 e 5 anni. Chiedo aiuto per capire come è opportuno comunicare ciò ai miei figli, cosa assolutamente non dire o fare,... [ ... ]
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leggiSalve, vi scrive una mamma disperata. Ho un figlio di 17 anni che da sei mesi sta con una ragazza che è solo 4 mesi più grande di lui. Abbiamo accolto questa ragazzina con molta tranquillità, ma... [ ... ]
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